Cosa aspettarsi davvero
Il profumo invernale fatto in casa che si prepara qui apre con una spezia calda, cannella e cardamomo, e sotto ha subito la resina: incenso e benzoino, con una dolcezza scura che ricorda la frutta candita. Non c'è quasi nulla di fresco in apertura, e questo è voluto.
Sulla pelle dura fra cinque e sette ore, che è molto per una preparazione domestica, perché la concentrazione è più alta del solito e le materie sono quasi tutte di fondo. Resta vicino alla pelle nella prima ora e poi si allarga leggermente quando il corpo si scalda, per esempio entrando in un locale riscaldato.
Rispetto a un profumo comprato manca la definizione dei passaggi: qui le materie arrivano quasi tutte insieme e si distinguono meno. Mancano i fissativi di sintesi, quindi anche con questa concentrazione la durata resta inferiore a quella di un profumo commerciale.
Ha senso farlo se ti interessa capire perché un profumo estivo d'inverno sembra sparire. Non ha senso se ti aspetti di poterlo usare tutto l'anno: d'estate questa miscela risulta pesante e quasi soffocante, e non è un problema della formula.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. La cannella e il chiodo di garofano sono fra le materie più irritanti in profumeria e vanno usate in quantità basse anche da chi non ha mai avuto reazioni. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa, senza lavare la zona.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. In questa formula compare il mandarino in quantità minima, e conviene comunque non applicarla su zone scoperte in una giornata di sole.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica, per l'alcol e per gli oli essenziali. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.
Ingredienti: trentasei millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; trenta gocce di tintura di benzoino; venti gocce di olio essenziale di incenso; venti gocce di tintura di vaniglia; quindici gocce di legno di cedro dell'Atlante; dodici gocce di olio essenziale di cardamomo; dieci gocce di mirra; otto gocce di olio essenziale di mandarino; cinque gocce di olio essenziale di cannella corteccia; quattro gocce di chiodi di garofano. In tutto centoventiquattro gocce, circa quattro grammi e due decimi, per una concentrazione vicina al nove per cento.
La concentrazione più alta non è un vezzo. Al freddo le molecole odorose evaporano più lentamente, quindi ne arrivano meno al naso nello stesso tempo: per ottenere la stessa presenza percepita serve più materia. È lo stesso motivo per cui un profumo estivo indossato a dicembre sembra scomparso dopo dieci minuti.
Tutto si trova in erboristeria o nei negozi di materie prime cosmetiche. La mirra e l'incenso sono venduti sia come olio essenziale sia come resina: qui serve l'olio essenziale. Se non trovi la mirra, aumenta l'incenso a venticinque gocce, e il fondo diventa più asciutto e meno medicinale. Per il benzoino non c'è alternativa: senza, la formula perde la parte dolce e resta solo speziata.
Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale da cinquanta millilitri con vaporizzatore.
Il procedimento per il profumo invernale
- Versa i trentasei millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
- Aggiungi le trenta gocce di tintura di benzoino e le venti di tintura di vaniglia. Agita per dieci secondi.
- Aggiungi le resine: venti gocce di incenso e dieci di mirra. La mirra è densa e scende lentamente dal contagocce: conta con calma, perché una goccia in più su dieci sposta il risultato in modo percepibile.
- Aggiungi le quindici gocce di legno di cedro. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
- Aggiungi le spezie in questo ordine: dodici gocce di cardamomo, cinque di cannella corteccia, quattro di chiodi di garofano. Annusa dopo la cannella e dopo i chiodi di garofano. Sono le due materie che dominano se si sbaglia, e ci si accorge subito perché la miscela smette di sembrare un profumo e comincia a somigliare a un vin brulé.
- Aggiungi le otto gocce di mandarino. Sono l'unica cosa che assomiglia a una testa e servono a dare un attimo di luce all'apertura.
- Agita per venti secondi, poi lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
- Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra. Con una concentrazione alta come questa il rischio di intorbidimento è maggiore: se il liquido resta lattiginoso, hai messo troppa acqua e conviene fermarsi subito.
- Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni il flacone in un mobile chiuso, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita una volta alla settimana senza aprire.
L'attesa minima è di cinque settimane. A otto settimane la miscela è al suo punto migliore. Oltre le dodici non migliora, e le spezie cominciano lentamente a perdere la parte più viva.
Nel flacone accade soprattutto una cosa: le spezie si ammorbidiscono. Nelle prime due settimane la cannella e i chiodi di garofano sono aggressivi e coprono tutto, con un lato quasi pungente. Poi le resine entrano completamente in soluzione e le spezie smettono di stare sopra: si siedono dentro il fondo e diventano parte di una cosa sola.
Il colore va dall'ambrato al marrone caldo. Il deposito è abbondante perché le tinture sono due e in quantità elevata. Entrambe le cose sono previste e non indicano nulla di sbagliato.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana il liquido è scuro e torbido, e annusandolo senti quasi solo cannella e alcol. È giusto così, anche se in questo momento la miscela sembra un errore.
Dopo tre settimane il torbido è sceso sul fondo. Sulla carta la cannella non è più sola: dietro si sente l'incenso, asciutto e un po' polveroso come una chiesa fredda, e la vaniglia comincia ad arrotondare. Se invece a tre settimane l'unica cosa che senti è ancora la cannella pungente, hai superato le sei gocce di cannella corteccia, e la miscela resterà sbilanciata.
Alla quinta settimana il liquido è limpido con un fondo scuro compatto. L'odore arriva unito: speziato, resinoso, dolce, senza che una parte esca dalle altre. La mirra si riconosce come un accenno amaro e leggermente medicinale, ed è quello che impedisce alla vaniglia di diventare stucchevole.
Durante l'attesa non aprire il flacone più di una volta ogni due settimane. Non filtrare prima delle cinque settimane. Non aggiungere resine perché ti sembra che manchi profondità: nelle prime settimane la profondità c'è ma è coperta dalle spezie.
Come provarlo quando è pronto
Filtra e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.
All'apertura senti il cardamomo e il mandarino, con la cannella dietro. Dopo dieci minuti l'agrume è andato e restano le spezie sopra la resina, con l'incenso che si allarga. Dopo un'ora e mezza la carta è diventata dolce: benzoino, vaniglia e legno, con una scia di mirra che le tiene asciutte.
Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso senza strofinare. La durata reale è di cinque o sei ore su pelle normale, fino a sette su pelle grassa. Prova a uscire al freddo dopo l'applicazione e poi a rientrare: sentirai che al chiuso il profumo si allarga, mentre all'aperto sembra ridursi. È lo stesso fenomeno che rende inutile un profumo estivo a gennaio.
La variazione
La variazione principale abbassa la concentrazione e serve a mostrare dove sta il limite. Prepara la stessa formula con la metà delle gocce, quindi circa sessantadue in tutto, mantenendo i quaranta millilitri di alcol. Ottieni una concentrazione vicina al quattro e mezzo per cento. Provala all'aperto in una giornata fredda: dopo venti minuti non senti quasi niente, e sulla pelle non arriva alle due ore. È la dimostrazione che sotto una certa soglia un profumo invernale non esiste, mentre la stessa concentrazione d'estate sarebbe più che sufficiente.
La seconda variazione cambia il carattere senza toccare la struttura. Sostituisci il cardamomo con dodici gocce di anice stellato. La miscela diventa più dolce e più liquirizia, e perde il lato pulito e leggermente citrino che il cardamomo porta. Alcuni la trovano più avvolgente, altri la trovano da pasticceria.
La terza variazione toglie il mandarino e lascia tutto il resto. Il risultato non è meno fresco: è meno leggibile. Senza quel piccolo appiglio in apertura, chi annusa non sa dove entrare nella miscela e la percepisce come una massa. Otto gocce su centoventiquattro fanno questa differenza.
Cosa può andare storto
- La cannella copre tutto anche dopo due mesi. Hai superato le sei gocce. Rimedio: prepara una seconda base senza cannella e senza chiodi di garofano, con tutte le altre materie, e uniscila alla prima. Diluire con solo alcol non risolve, perché riduce anche il resto.
- Il liquido resta lattiginoso. Troppa acqua, oppure acqua non distillata. Aggiungi cinque millilitri di alcol e aspetta una settimana. Con concentrazioni alte questo problema è più frequente e non sempre si risolve del tutto.
- La miscela pizzica sulla pelle. Interrompi subito l'uso e lava con acqua e sapone neutro. Sono quasi sempre cannella e chiodi di garofano. Non usarla più sulla pelle: puoi destinarla ai cassetti o alla carta, dove funziona benissimo.
- Il fondo scurisce fino al marrone opaco. È l'ossidazione delle due tinture. L'odore resta buono ma il prodotto invecchia più in fretta e va usato entro sei mesi.
- Sulla pelle dura poco nonostante la concentrazione. Pelle secca e disidratata trattiene meno. Applica su pelle appena idratata con una crema senza profumo.
- Conservazione. Dura circa un anno in vetro scuro, chiuso, sotto i venticinque gradi. Si capisce che è andato quando le spezie diventano piatte e polverose e sopra la resina compare un odore di grasso vecchio.
