Cosa aspettarsi davvero
La colonia agrumi fatta in casa apre con un colpo di agrume freddo e pulito, il tipo di odore che senti aprendo una cassetta di limoni al mercato. Dopo cinque minuti si arrotonda, diventa più dolce e meno acido, con un fondo erbaceo appena percepibile. Dopo un'ora resta una traccia sottile, quasi solo sulla pelle, che ricorda la scorza asciutta.
Dura fra un'ora e mezza e due ore, e nessuna colonia domestica dura di più. Le colonie comprate arrivano a tre o quattro ore, non perché le materie siano diverse ma perché contengono fissativi che trattengono le molecole leggere. Una preparazione domestica non li ha, e le note di testa evaporano alla velocità che è loro propria.
Qui però la durata breve non è un difetto. Una colonia è nata per essere leggera, si usa in quantità generosa e si riapplica: è l'unica categoria in cui la preparazione domestica arriva molto vicina a quella commerciale, perché è costruita quasi solo su note di testa, e le note di testa sono esattamente quelle che in casa si ottengono bene.
Ha senso farla se ti piacciono gli odori freschi e non ti dispiace riapplicare. Non ha senso se cerchi qualcosa che resti dalla mattina alla sera.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle: molti oli essenziali agrumati sono irritanti in concentrazione, e alcune persone reagiscono anche a percentuali basse. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.
Il punto più importante di questa ricetta è la fototossicità. Bergamotto, limone, lime e in misura minore l'arancio amaro, quando sono espressi a freddo, contengono molecole che al sole provocano macchie scure che possono restare per mesi. Non applicare la colonia su braccia, collo e décolleté se prevedi di esporti alla luce diretta nelle ore successive, oppure cerca le versioni prive di bergaptene, indicate come tali sull'etichetta. Il mandarino e l'arancio dolce sono i meno problematici.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro e mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno duecento millilitri di prodotto finito. La concentrazione è del quattro per cento, cioè bassa, e la gradazione alcolica finale intorno agli ottanta gradi: sono i valori che definiscono una colonia e non vanno alzati, perché è proprio la leggerezza a farla funzionare.
Ti servono centosettanta millilitri di alcol etilico a 90 gradi per uso cosmetico, ventidue millilitri di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: novanta gocce di bergamotto, sessanta di limone, cinquanta di arancio dolce, venticinque di mandarino, dieci di petitgrain, otto di lavanda e sette di benzoino in soluzione alcolica.
Ogni agrume fa un lavoro diverso. Il bergamotto apre, ed è la materia che dà alla colonia il suo carattere: è amaro e floreale insieme. Il limone taglia, aggiunge acidità e impedisce che il tutto diventi zuccherino. L'arancio dolce addolcisce e riempie il centro. Il mandarino arrotonda gli angoli e toglie l'asprezza. Il petitgrain, che si ricava dalle foglie dell'arancio amaro, aggiunge una nota verde e amara che tiene insieme gli agrumi.
Tutto si trova in erboristeria o nei negozi di materie prime cosmetiche; l'alcol in farmacia, l'acqua distillata al supermercato. Se non trovi il petitgrain, sostituiscilo con dodici gocce di neroli: il profumo diventa più floreale e meno amaro. Per il benzoino non esiste alternativa che faccia lo stesso lavoro in questa quantità minima, e puoi ometterlo: la colonia perde un poco di tenuta finale.
Servono un contenitore di vetro scuro da almeno duecentocinquanta millilitri, un contagocce, un imbuto, filtri di carta da caffè e due flaconi da cento millilitri.
Il procedimento: come si prepara la colonia agli agrumi
- Lava il contenitore con acqua calda e sapone e lascialo asciugare del tutto. Un solo millilitro di acqua residua sposta la gradazione finale.
- Versa il benzoino nel contenitore vuoto, poi la lavanda, poi il petitgrain. Le materie dense e poco volatili vanno per prime, così restano sul fondo mentre aggiungi le altre e non evaporano durante la lavorazione.
- Aggiungi gli agrumi nell'ordine inverso alla loro volatilità: prima il mandarino, poi l'arancio dolce, poi il limone, per ultimo il bergamotto. Conta le gocce ad alta voce.
- Chiudi e agita per trenta secondi, poi lascia riposare il concentrato da solo per dodici ore, al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Versa i centosettanta millilitri di alcol a 90 gradi lungo la parete del contenitore.
- Chiudi e agita per un minuto. La miscela resta limpida o quasi.
- Riponi al buio, fra i sedici e i venti gradi. Il fresco conta più che nelle altre ricette, perché gli agrumi sono le materie che si degradano prima. Se hai una cantina o un ripostiglio non riscaldato, è il posto giusto.
- Agita una volta al giorno senza aprire, per ventuno giorni. L'apertura frequente è il modo più efficace per rovinare una colonia: ogni volta perdi la parte più leggera, che qui è quasi tutto il profumo.
- Al ventunesimo giorno aggiungi i ventidue millilitri di acqua distillata, versandoli lentamente. La miscela si intorbidisce subito e resta velata: è normale e riguarda le cere naturali degli agrumi, che nell'alcol diluito non restano in soluzione.
- Metti il contenitore in frigorifero per ventiquattro ore, fra i quattro e i sei gradi. Il freddo fa precipitare le cere, che altrimenti resterebbero sospese e renderebbero la colonia opaca per mesi. È un passaggio che si può saltare, e la colonia funziona lo stesso, ma resta torbida.
- Filtra ancora freddo, con la carta da caffè, senza premere. Se aspetti che torni a temperatura ambiente, una parte delle cere si ridiscioglie e il filtraggio serve a meno.
- Travasa nei flaconi e chiudi. Riempili fino a due centimetri dal tappo: meno aria resta dentro, più a lungo la colonia si mantiene.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tre settimane per una colonia sembrano tante, visto che non c'è materia vegetale da estrarre. Servono a legare fra loro sette materie che al primo giorno si sentono come sette cose separate.
Dentro il contenitore le molecole più reattive degli agrumi formano legami deboli con l'alcol e fra loro, e il risultato è che la miscela smette di essere una somma e diventa un accordo. Nella prima settimana, annusando, riconosci ancora il limone e il bergamotto uno per uno. Alla terza senti agrume e basta, che è quello che vuoi.
Il colore cambia poco: da incolore passa a un giallo molto pallido. Se scurisce oltre il paglierino, sta prendendo luce.
Prima di quattordici giorni la colonia sa ancora di alcol e le materie restano separate. Oltre le quattro settimane non guadagna niente e comincia a perdere la brillantezza dell'apertura. Ventuno giorni è il punto in cui si è legata e non ha ancora cominciato a cedere.
Come capire se sta andando bene
Al settimo giorno il liquido è limpido, incolore o appena giallo. Sul fondo può esserci un velo finissimo, che sono cere degli agrumi già uscite dalla soluzione: è normale e verrà tolto dal filtro. All'odore senti alcol in primo piano e sotto gli agrumi ancora distinti l'uno dall'altro, con il limone che tende a coprire gli altri. È giusto così, e a questo punto il limone deve sembrarti eccessivo.
Al quattordicesimo giorno l'alcol si è ridotto e il bergamotto ha preso il posto del limone in apertura. Se invece senti una nota che ricorda la cera di una candela o il cartone bagnato, gli agrumi si stanno ossidando, quasi sempre perché il contenitore è tenuto troppo caldo.
Al ventunesimo giorno, prima dell'acqua, gli agrumi devono sentirsi come una cosa sola, con il petitgrain che si avverte solo se lo cerchi. Il colore è giallo pallido e il liquido è limpido. Un intorbidimento comparso spontaneamente, senza che tu abbia aggiunto acqua, indica che è entrata umidità: la colonia resta utilizzabile ma non tornerà limpida.
Dopo l'acqua e il freddo, il liquido deve tornare trasparente una volta filtrato. Se resta lattiginoso, le cere non sono precipitate del tutto: rimetti in frigorifero altre dodici ore e filtra di nuovo.
Durante l'attesa non aprire per annusare più di una volta ogni sette giorni. Non filtrare prima del ventunesimo giorno. Non aggiungere agrumi a metà percorso perché ti sembra debole: a metà percorso è debole per tutti.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Prendi una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo, intingine la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e poi annusa a un palmo dal naso.
All'apertura senti un agrume freddo e compatto, in cui riconosci il bergamotto sopra tutti. Dopo dieci minuti l'acidità è calata, l'arancio e il mandarino hanno preso il centro e il profumo è diventato più morbido, con il verde del petitgrain che compare adesso e non prima. Dopo un'ora resta poco: una traccia dolce di scorza asciutta e un accenno di resina.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applicane una quantità generosa all'interno del polso e sull'avambraccio, senza strofinare. Una colonia si usa in abbondanza, non a spruzzo singolo. La sequenza è la stessa ma compressa: a un'ora sei già alla coda, e a due ore la senti solo avvicinando il naso.
La variazione
La prima variazione sposta l'equilibrio verso il dolce. Porta l'arancio dolce da cinquanta a ottanta gocce e il mandarino da venticinque a quaranta, riducendo il limone da sessanta a venticinque. Il totale resta intorno alle duecentoquaranta gocce. Il risultato è una colonia più morbida e più calda, che perde il colpo iniziale ma diventa più facile da portare. È la versione che funziona meglio d'inverno e su chi trova gli agrumi aggressivi.
La seconda variazione va nella direzione opposta. Porta il limone a novanta gocce, aggiungi venticinque gocce di lime e togli del tutto il mandarino. Il profumo diventa tagliente, quasi verde, e l'apertura è più forte. Dura anche meno, perché limone e lime sono le materie più volatili di tutte: perdi venti o trenta minuti sul totale.
La terza variazione riguarda la tecnica e insegna la cosa più utile. Prepara la stessa formula ma con alcol a 96 gradi invece che a 90, portando l'acqua da ventidue a quarantacinque millilitri per compensare. Otterrai una colonia identica nella composizione ma con un'estrazione leggermente più completa, e sentirai che il petitgrain emerge di più. Fra le due versioni la differenza sta in sei gradi di alcol.
Cosa può andare storto
- La colonia resta opaca anche dopo il filtraggio. Le cere degli agrumi non sono precipitate. Rimettila in frigorifero per dodici ore e rifiltra. Se dopo due tentativi resta velata, il profumo è comunque buono e il difetto è solo estetico.
- Dopo poche settimane l'apertura è pungente e ricorda la vernice. Ossidazione degli agrumi. Non si recupera. La prossima volta riempi i flaconi fino quasi al tappo e tienili al fresco: è l'aria dentro il flacone a fare il danno più dell'esposizione alla luce.
- Il profumo sparisce in venti minuti. La concentrazione è troppo bassa per la tua pelle, oppure hai la pelle molto secca, che trattiene meno. Applica in quantità maggiore e su pelle appena idratata con una crema senza profumo.
- Senti solo limone e nient'altro. Il conteggio delle gocce è andato storto, oppure il limone che hai usato è particolarmente concentrato. Aggiungi quaranta gocce di arancio dolce e venti di mandarino e lascia riposare altri sette giorni.
- Sono comparse macchie sulla pelle dopo essere stata al sole. È fototossicità, e va presa sul serio. Sospendi l'uso sulle zone esposte e non applicare più la colonia prima di uscire di giorno.
- Conservazione. Al buio, al fresco e in flaconi pieni, questa colonia dura dai sei agli otto mesi, meno delle preparazioni con più fondo. Capisci che è andata quando l'apertura perde la freddezza e diventa dolciastra in modo stantio, come una buccia lasciata sul tavolo per giorni.
