Cosa aspettarsi davvero

Il problema di ogni profumo estivo che dura è dichiarato nel titolo. Al caldo le molecole leggere evaporano subito, e un'acqua fresca applicata alle otto del mattino a luglio non arriva alle dieci. Questa formula apre agrumata e verde, come una scorza di pompelmo con dietro una foglia, e sotto ha un fondo leggero che serve solo a trattenere.

Sulla pelle dura fra tre e quattro ore, che per una preparazione fresca fatta in casa è molto. Senza il fondo, la stessa testa arriverebbe a quaranta minuti. Resta però leggera: non si allarga e non si sente a distanza.

Rispetto a un profumo comprato mancano i fissativi di sintesi, che nelle colonie moderne fanno esattamente questo lavoro con più efficienza. Qui il trattenimento è affidato a materie naturali di media pesantezza, che funzionano ma lasciano una traccia riconoscibile di sé.

Ha senso farlo se ti interessa capire perché aumentare la concentrazione non è la soluzione a un profumo che sparisce. Non ha senso se cerchi qualcosa che arrivi a sera: nessuna preparazione domestica fresca ci arriva, e chi dice il contrario sta promettendo quello che non succede.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Fai il test cutaneo prima dell'uso: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.

Questa è la formula in cui la fototossicità conta di più, perché è pensata per l'estate. Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non si applicano sulla pelle che verrà esposta al sole. Per questa ricetta usa solo versioni FCF, cioè prive di furocumarine, e se non le trovi applica la miscela su vestiti e non sulla pelle.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica, per l'alcol e per gli oli essenziali. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.

Ingredienti: quarantadue millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; ventotto gocce di olio essenziale di pompelmo FCF; venti gocce di bergamotto FCF; quattordici gocce di petitgrain; dieci gocce di olio essenziale di menta piperita; dodici gocce di legno di cedro della Virginia; dieci gocce di vetiver diluito al dieci per cento; otto gocce di olio essenziale di elemi. In tutto centodue gocce, circa tre grammi e quattro decimi, per una concentrazione vicina al sette per cento.

Le materie che trattengono senza appesantire sono tre e vale la pena conoscerle: il cedro della Virginia, che è secco e quasi di matita e non porta dolcezza; il vetiver in diluizione bassa, che dà terra senza invadere; l'elemi, che è una resina ma con un lato citrino e non pesante. Un benzoino o una vaniglia farebbero lo stesso lavoro di trattenimento e renderebbero il profumo caldo, cioè esattamente il contrario di quello che serve.

Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche. Se non trovi l'elemi, usa otto gocce di incenso: il fondo diventa più asciutto e meno luminoso. Se non trovi il cedro della Virginia, il cedro dell'Atlante funziona ma è più dolce e più morbido, e la miscela perde un po' di nitidezza.

Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore. Per la prova servono quattro mouillette.

Il procedimento per il profumo estivo che dura

  1. Prepara la diluizione del vetiver: un millilitro di vetiver in nove millilitri di alcol, agitato e lasciato riposare mezz'ora.
  2. Versa i quarantadue millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
  3. Aggiungi il fondo: dodici gocce di cedro della Virginia, dieci di vetiver diluito, otto di elemi. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
  4. Prima di proseguire, metti da parte cinque millilitri di alcol puro in un secondo flaconcino: servirà per la variazione di confronto e va preparato adesso, perché dopo le teste sono già mescolate.
  5. Aggiungi le dieci gocce di menta piperita. La menta è il ponte fra la testa agrumata e il fondo legnoso: sopra le dodici gocce prende il comando e la miscela sa di dentifricio, e ci si accorge subito perché il naso sente un freddo pungente invece di un verde.
  6. Aggiungi le quattordici gocce di petitgrain.
  7. Aggiungi la testa: ventotto gocce di pompelmo FCF e venti di bergamotto FCF, per ultime perché sono le più volatili.
  8. Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
  9. Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
  10. Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni il flacone in un mobile chiuso, fra i diciotto e i ventidue gradi. Il calore è il nemico principale di una formula agrumata: sopra i venticinque gradi le teste si degradano in poche settimane e la miscela perde proprio la cosa per cui è stata fatta.

Agita ogni tre giorni senza aprire. L'attesa minima è di tre settimane, il punto migliore è alla quarta, e oltre la sesta il pompelmo comincia a calare. È la formula con la maturazione più corta del ricettario, e non per comodità: gli agrumi non guadagnano nulla dopo il primo mese.

Nel flacone il fondo sta legandosi alla testa. All'inizio senti gli agrumi e poi, staccato, il legno. Alla terza settimana il legno smette di arrivare dopo e comincia ad arrivare sotto, contemporaneamente. È quello il momento in cui il trattenimento comincia a funzionare.

Il colore resta chiaro, appena giallo. Il deposito è quasi assente perché non ci sono tinture.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana il liquido è quasi incolore e limpido. Annusandolo senti alcol e agrumi vivissimi, con il legno che si intuisce solo alla fine. È giusto così.

Dopo due settimane la testa si è calmata e il petitgrain è diventato più evidente. Sulla carta l'agrume dura più a lungo di quanto durasse la prima settimana, ed è il primo segnale che il fondo sta facendo il suo lavoro. Se invece senti un odore di scorza vecchia, quasi rancido, gli agrumi erano già ossidati al momento dell'acquisto: succede con oli essenziali agrumati aperti da più di un anno.

Alla quarta settimana il liquido è limpido e giallo pallido. L'odore è fresco ma non si dissolve nell'aria come nella prima settimana: ha un peso. Sulla carta l'agrume resiste una ventina di minuti invece dei cinque iniziali.

Durante l'attesa non aprire il flacone più di una volta a settimana. Non filtrare prima della terza settimana. Non aggiungere altri agrumi perché la testa ti sembra corta: la percezione di corto nelle prime settimane dipende dal fatto che il fondo non è ancora legato.

Come provarlo quando è pronto

Filtra e travasa. La prova migliore per questa formula è un confronto, e per farla serve una seconda miscela preparata con la sola testa: cinque millilitri di alcol, tre gocce di pompelmo, due di bergamotto, una di petitgrain e una di menta, nelle stesse proporzioni ma senza fondo.

Prepara due mouillette, cioè le strisce di carta assorbente su cui si prova il profumo, e intingi una in ciascuna miscela. Aspetta dieci secondi che l'alcol evapori e annusale alternandole ogni cinque minuti.

All'apertura sono quasi identiche: pompelmo e bergamotto, con la menta che dà freddo. Dopo dieci minuti la mouillette senza fondo ha già perso metà intensità. Dopo mezz'ora è quasi vuota, mentre quella con il fondo ha ancora agrume sopra il legno. Dopo un'ora la prima è finita e la seconda profuma ancora di cedro con un ricordo di scorza.

Ripeti il confronto sui due polsi, uno per miscela. Sulla pelle la differenza è ancora più netta, e la durata reale della versione completa è di tre o quattro ore. Prova ad applicarla su pelle appena idratata con una crema senza profumo: il grasso della crema trattiene le molecole e allunga la durata di circa un'ora, che è il motivo per cui su pelle secca ogni profumo rende meno.

La variazione

La prima variazione sostituisce la menta con dieci gocce di basilico. Il ponte fra testa e fondo diventa erbaceo invece che freddo, e la miscela perde l'effetto rinfrescante ma guadagna in profondità. Su pelle calda il basilico regge meglio della menta, che al caldo evapora quasi subito.

La seconda variazione raddoppia il fondo: ventiquattro gocce di cedro, venti di vetiver diluito, sedici di elemi. La durata sale a cinque o sei ore, ma la miscela smette di essere estiva: dopo un'ora è un legnoso con un ricordo di agrume, e al caldo risulta pesante. È il limite oltre il quale il trattenimento diventa un altro profumo.

La terza variazione è quella che si tende a fare per istinto e che non funziona. Lascia il fondo com'è e raddoppia la testa: cinquantasei gocce di pompelmo e quaranta di bergamotto. La durata non aumenta in modo proporzionale, perché la testa evapora comunque; quello che aumenta è l'intensità dei primi dieci minuti, che diventa quasi aggressiva. È la prova che contro un profumo che sparisce la concentrazione non è la risposta.

Cosa può andare storto