Cosa aspettarsi davvero
Il profumo menta agrumi estate apre con una freschezza che si sente prima con la pelle che con il naso: c'è un momento, nei primi secondi, in cui la zona dove hai applicato sembra più fredda del resto. Poi arriva l'odore, che è agrume verde con la menta sopra, pungente come una foglia strofinata fra le dita. Dopo dieci minuti la menta cala e restano gli agrumi con un fondo erbaceo. Nell'ultima fase c'è poco: una traccia verde e asciutta.
Dura fra un'ora e un'ora e mezza, ed è la preparazione più corta di tutto il ricettario. Un profumo comprato con la stessa impostazione arriva a tre o quattro ore, perché contiene fissativi che trattengono le molecole leggere; qui non ce ne sono, e menta e agrumi sono fra le materie più volatili che esistano.
La durata corta però non è un difetto in questo caso, ed è l'unica ricetta di cui si possa dire. Una miscela pensata per il caldo si usa in quantità e si riapplica dopo pranzo; se durasse otto ore diventerebbe pesante proprio quando la freschezza non serve più.
Ha senso farla se ti piacciono gli odori taglienti e la userai d'estate. Non ha senso se cerchi qualcosa da mettere la mattina e ritrovare la sera.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle, e la menta piperita è uno degli oli essenziali su cui questa avvertenza pesa di più: in concentrazione alta è irritante e può dare una sensazione di bruciore, soprattutto su pelle sottile o appena depilata. Per questo la formula la tiene bassa e la concentrazione finale non va aumentata.
Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore. Non applicare la miscela vicino agli occhi e non usarla su bambini piccoli, per i quali il mentolo può creare problemi respiratori.
Limone e bergamotto espressi a freddo sono fototossici: possono lasciare macchie scure sulla pelle esposta al sole dopo l'applicazione, ed è un rischio concreto proprio perché questo è un profumo estivo. Applicalo su zone coperte, oppure usa versioni prive di bergaptene.
L'alcol è infiammabile. Usa solo vetro. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza e su pelli reattive conviene sentire un parere medico.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno centocinquanta millilitri di prodotto finito, con una concentrazione del cinque per cento.
Ti servono centotrenta millilitri di alcol etilico a 90 gradi per uso cosmetico, dodici millilitri di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: novanta gocce di limone, sessanta di bergamotto, quaranta di petitgrain, trenta di menta piperita, venti di lavanda.
Trenta gocce di menta su duecentoquaranta sono poche, ed è la scelta più importante della formula. La menta piperita ha un potere odoroso enorme rispetto al suo volume: a sessanta gocce copre tutti gli agrumi e il profumo diventa un collutorio, a novanta non si sente più nient'altro. Il rapporto giusto è quello in cui la menta si avverte come freschezza e non come sapore.
Il petitgrain, ricavato dalle foglie dell'arancio amaro, porta il verde amaro che tiene insieme menta e agrumi: senza di lui i due blocchi restano separati. La lavanda in quantità minima smussa la punta della menta.
Tutto si trova in erboristeria o nei negozi di materie prime cosmetiche, l'alcol in farmacia, l'acqua distillata al supermercato. Se non trovi il petitgrain, sostituiscilo con quaranta gocce di foglie di violetta oppure, più facilmente, con trenta gocce di basilico: il profumo diventa più aromatico e meno amaro.
Servono un contenitore di vetro scuro da duecento millilitri, un contagocce, un imbuto, filtri di carta da caffè e due flaconi.
Il procedimento: come si prepara la miscela di menta e agrumi
- Lava il contenitore con acqua calda e sapone e lascialo asciugare capovolto per almeno un'ora.
- Versa nel contenitore vuoto la lavanda, poi il petitgrain, poi la menta. Le materie meno volatili vanno per prime.
- Aggiungi il bergamotto e per ultimo il limone, contando le gocce a voce.
- Chiudi subito e agita per venti secondi. Con la menta il tempo di esposizione all'aria conta: lasciare il contenitore aperto per qualche minuto durante la preparazione fa perdere una parte apprezzabile del mentolo.
- Annusa il concentrato tenendo il contenitore a un palmo dal naso, senza avvicinarlo. Sentirai quasi solo menta ed è normale: nel concentrato puro domina anche a trenta gocce.
- Lascia riposare il concentrato da solo per dodici ore, chiuso e al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Versa i centotrenta millilitri di alcol a 90 gradi lungo la parete del contenitore.
- Chiudi e agita per un minuto. Il liquido resta limpido e quasi incolore.
- Riponi al buio, fra i sedici e i venti gradi, per quattordici giorni. Se hai un posto fresco usalo: qui le materie sono tutte volatili e il calore le degrada in fretta.
- Agita una volta al giorno senza aprire. In questa ricetta l'apertura frequente è il danno peggiore che puoi fare, perché quello che perdi è esattamente quello che stai cercando.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i dodici millilitri di acqua distillata e agita. Il liquido si intorbidisce per le cere degli agrumi.
- Metti in frigorifero dodici ore, filtra ancora freddo con la carta da caffè senza premere, travasa nei flaconi e riempili fino a due centimetri dal tappo.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Quattordici giorni sono il minimo utile e anche il massimo consigliabile. Servono a far legare la menta con gli agrumi, che al primo giorno stanno l'una sopra gli altri come due strati distinti.
Dentro il contenitore le molecole si redistribuiscono e formano legami deboli fra loro. Il risultato percepibile è che la menta smette di stare in cima e si mescola: alla fine non senti più menta e limone, senti una cosa fredda e verde che è entrambe.
Non succede niente di visibile. Il colore resta quasi incolore per tutte le due settimane, e chi apre per controllare non trova conferme. È la ricetta in cui la tentazione di considerarla finita al settimo giorno è più forte, perché già a metà percorso profuma bene.
Oltre le tre settimane la menta comincia a perdere la punta fredda senza che nient'altro guadagni, e a quattro settimane il profumo si è appiattito su un agrume ordinario. Non è una preparazione che migliora invecchiando: va fatta e usata.
Come capire se sta andando bene
Al settimo giorno il liquido è limpido e quasi incolore, con al massimo un riflesso verde chiaro. Sul fondo può esserci un velo finissimo di cere degli agrumi, che è normale e verrà tolto dal filtro. All'odore senti alcol, poi menta netta e sotto gli agrumi come uno sfondo. È giusto così, e a questo punto la menta deve sembrarti dominante: se già adesso la senti debole, le gocce erano poche o l'olio era vecchio.
Al quattordicesimo giorno, prima dell'acqua, la menta deve essersi ritirata di un passo e gli agrumi devono venire avanti. Se la menta domina ancora come al settimo giorno, dai altri quattro giorni prima di procedere.
Il segnale di allarme in questa ricetta è una nota dolciastra e stantia sotto la menta, che ricorda una caramella lasciata aperta: significa che gli agrumi si stanno ossidando, quasi sempre per calore. In quel caso non aspettare oltre, filtra subito e usa la miscela in fretta.
Dopo il freddo e il filtraggio il liquido torna limpido. La menta, sulla carta, deve arrivare per prima e poi lasciare spazio.
Durante l'attesa non aprire per annusare più di una volta a settimana. Non filtrare in anticipo, perché il deposito sta ancora formandosi. Non aggiungere menta perché ti sembra poca al decimo giorno: la percezione della menta cala durante la maturazione e poi si stabilizza, e chi corregge a metà si ritrova con un collutorio.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso.
All'apertura senti una cosa fredda e tagliente in cui menta e limone arrivano insieme. Dopo dieci minuti la menta è calata di molto e restano gli agrumi con il verde amaro del petitgrain sotto. Dopo un'ora, sulla carta, c'è ancora una traccia erbacea; sulla pelle in genere non c'è più niente.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una quantità moderata all'interno del polso senza strofinare. Qui succede una cosa che sulla carta non puoi osservare: la sensazione di freddo. Non è suggestione. Il mentolo si lega a un recettore della pelle che risponde normalmente alle basse temperature, e lo attiva senza che la temperatura cambi davvero. Il cervello riceve un segnale di freddo e lo interpreta come tale. Dura pochi minuti e poi svanisce, mentre l'odore prosegue.
La durata reale sulla pelle è di un'ora e mezza scarsa. Va riapplicato.
La variazione
Sostituisci la menta piperita con la menta romana, chiamata anche mentuccia o menta spicata, nella stessa quantità di trenta gocce, e non cambiare altro.
Le due mente danno risultati che non si somigliano. La piperita è ricca di mentolo e produce la sensazione di freddo sulla pelle; la romana ne contiene pochissimo e in compenso ha carvone, che le dà un odore più dolce e più erbaceo, vicino a quello del chewing gum alla menta verde. Il profumo con la menta romana è più gentile, più rotondo, meno pungente, e perde quasi del tutto l'effetto rinfrescante. Chi trova la piperita aggressiva ottiene qui una versione portabile; chi cerca proprio il freddo sulla pelle resterà deluso, perché quella parte non è un odore ed è la carvone a non poterla dare.
La seconda variazione è di proporzione. Porta la menta piperita da trenta a quarantacinque gocce e riduci il limone da novanta a settantacinque. La freschezza aumenta in modo evidente e il profumo si sposta verso il medicinale: quindici gocce sono il confine fra un agrume mentolato e un balsamo.
La terza variazione è sconsigliabile e vale la pena spiegarla. Aggiungere un fondo di benzoino o di vaniglia per allungare la durata sembra sensato, ma la dolcezza resinosa sotto la menta produce un accostamento che quasi nessuno trova gradevole, simile a un dentifricio zuccherato. Se vuoi durata, prendi un'altra ricetta.
Cosa può andare storto
- Il profumo sa di collutorio. La menta è troppa rispetto agli agrumi. Aggiungi sessanta gocce di limone e trenta di arancio dolce e lascia riposare altri sette giorni, accettando che la concentrazione salga leggermente.
- La menta non si sente affatto. L'olio essenziale era vecchio: il mentolo è fra i primi componenti a degradarsi, e una boccetta aperta da più di due anni ne ha perso gran parte. Non c'è rimedio se non aggiungere menta fresca di acquisto, quindici gocce alla volta, aspettando cinque giorni fra un'aggiunta e l'altra.
- Sulla pelle brucia o pizzica. Sospendi l'uso. La menta in questa concentrazione è tollerata dalla maggior parte delle persone ma non da tutte, e non è un effetto che passa con l'abitudine. Diluisci il flacone con trenta millilitri di alcol a 90 gradi e riprova sull'incavo del gomito.
- Dopo un mese senti una nota dolciastra e stantia. Gli agrumi si sono ossidati. Non si recupera. Tieni i flaconi al fresco e pieni.
- Il liquido è diventato giallo carico. Luce diretta o calore. Il profumo resta usabile ma ha perso la parte fredda.
- Conservazione. Al buio e al fresco questa preparazione dura fra quattro e sei mesi, la più breve del ricettario, perché tutte le materie che la compongono sono volatili. Capisci che è andata quando all'apertura manca la punta fredda e resta un agrume dolciastro senza carattere. Conviene farne quantità piccole e rifarla, invece di conservarla.
