Cosa aspettarsi davvero
Il profumo primavera fatto in casa descritto qui apre verde, quasi tagliente, come uno stelo appena spezzato fra le dita. Sotto arriva il fiore bianco, indolico e cremoso, e la parte verde continua a tirarlo indietro per tutta la prima ora. Il risultato non è dolce: è floreale asciutto.
Sulla pelle dura fra tre e quattro ore. La parte verde è la più fragile e sparisce nella prima mezz'ora, poi resta il fiore, che si ammorbidisce e diventa più dolce man mano che l'ora passa.
Un profumo comprato con la stessa direzione dura il doppio e ha una struttura tenuta insieme da fissativi e molecole di sintesi che qui non ci sono. Questa è un'acqua profumata alcolica: evapora prima e cambia prima, e la differenza si nota soprattutto sul verde, che in un profumo commerciale resiste per ore grazie a materiali costruiti apposta.
Ha senso farlo se vuoi capire come si evita il floreale zuccherino, che è il rischio principale di ogni formula primaverile. A chi ama i floreali morbidi e vanigliati questo profumo sembrerà severo e un po' amaro, e conviene dirlo prima.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. Fra le materie usate qui, gli assoluti floreali sono potenzialmente sensibilizzanti e vanno tenuti in percentuali basse. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito e ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici. In questa formula compare il petitgrain, che è distillato dalle foglie e non è fototossico, ma se aggiungi bergamotto, limone, lime, arancio amaro o pompelmo non applicare la miscela sulla pelle esposta al sole.
L'alcol è infiammabile e va tenuto lontano da fiamme e fonti di calore. Usa solo vetro, mai plastica, per l'alcol e per gli oli essenziali. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.
Ingredienti: quarantuno millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; venti gocce di olio essenziale di petitgrain; sedici gocce di galbano diluito al dieci per cento in alcol; quattordici gocce di assoluta di gelsomino diluita al dieci per cento; dodici gocce di neroli; dieci gocce di olio essenziale di ylang ylang; otto gocce di olio essenziale di violetta foglie diluito al dieci per cento; dieci gocce di tintura di benzoino; sei gocce di legno di cedro. In tutto novantasei gocce, circa tre grammi e due decimi, per una concentrazione vicina al sei e mezzo per cento.
Il galbano è la materia verde più potente della profumeria: puro sa di gambo amaro e di pisello crudo, e in quantità sbagliata rovina tutto. Va comprato già diluito oppure diluito da te al dieci per cento in alcol prima di usarlo. La foglia di violetta dà il verde umido, meno aggressivo, che ricorda l'insalata bagnata.
Tutto si trova nei negozi di materie prime cosmetiche. Il neroli e l'assoluta di gelsomino sono le voci più costose: se vuoi ridurre, sostituisci il gelsomino con quattordici gocce di ylang ylang aggiuntive, tenendo presente che il risultato diventa più cremoso e meno luminoso.
In primavera in Italia puoi raccogliere da te lillà, biancospino, glicine e fiori d'arancio, e usarli per una tintura: si raccolgono nelle prime ore del mattino, appena aperti e asciutti, mai dopo la pioggia. La tintura non sostituisce gli oli essenziali in questa formula, ma può aggiungersi in ragione di cinque millilitri al posto di altrettanto alcol.
Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore.
Il procedimento per il profumo di primavera
- Prepara la diluizione del galbano se lo hai puro: un millilitro di galbano in nove millilitri di alcol, in un flaconcino separato, agitato e lasciato riposare mezz'ora.
- Versa i quarantuno millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
- Aggiungi il fondo: dieci gocce di tintura di benzoino e sei di legno di cedro. In questa formula il fondo è quasi solo un appoggio e non deve farsi sentire.
- Aggiungi il cuore floreale: quattordici gocce di gelsomino diluito, dodici di neroli, dieci di ylang ylang. Agita per venti secondi. Annusa: in questo momento la miscela è dolce e un po' pesante, ed è proprio la cosa che il verde dovrà correggere. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
- Aggiungi il verde in due tempi. Prima otto gocce di galbano diluito, agita, annusa. Poi le altre otto, e annusa di nuovo. Fra la prima e la seconda metà senti esattamente che cosa fa il verde: taglia la dolcezza e apre lo spazio.
- Aggiungi le otto gocce di foglia di violetta diluita e le venti di petitgrain.
- Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
- Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
- Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni il flacone in un mobile chiuso, fra i diciotto e i ventidue gradi, al buio completo. I floreali sono le materie più sensibili alla luce e un vaso lasciato sul davanzale perde in due settimane quello che guadagnerebbe in sei.
Agita ogni tre giorni senza aprire. L'attesa minima è di quattro settimane, il punto migliore è alla sesta, e oltre l'ottava la parte verde comincia a calare.
Dentro il flacone il verde e il fiore si stanno mescolando in un modo particolare: il galbano nella prima settimana sta sopra tutto e sembra aver distrutto la formula, poi arretra. Non se ne va, si sposta: da nota dominante diventa il bordo asciutto del fiore.
Il colore va dal giallo pallido a un giallo più intenso con riflessi verdi. Il deposito è scarso, perché in questa formula c'è una sola tintura.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana il liquido è giallo chiaro e limpido, con un velo appena percepibile. Annusandolo senti il galbano sopra ogni cosa, amaro e quasi sgradevole. È giusto così, e questo è il momento in cui la maggior parte delle persone pensa di aver sbagliato e ricomincia.
Dopo tre settimane il colore si è intensificato e il galbano è sceso. Sulla carta il fiore bianco è comparso e il verde gli sta intorno invece che sopra. Se invece a tre settimane il verde è ancora dominante e amaro, hai messo il galbano puro invece che diluito: non c'è rimedio se non preparare una seconda base senza galbano e unire le due.
Alla sesta settimana la miscela è limpida, gialla, con un deposito minimo. L'odore è un floreale asciutto in cui non riesci più a separare il verde dal fiore. Se senti un lato metallico o di fieno bagnato, il neroli o il gelsomino sono ossidati: succede con oli aperti da più di due anni.
Durante l'attesa non aprire più di una volta a settimana. Non filtrare prima delle quattro settimane. Soprattutto non aggiungere fiore per compensare il verde delle prime settimane, perché quel verde scenderà da solo e ti ritroveresti con una miscela zuccherina proprio come volevi evitare.
Come provarlo quando è pronto
Filtra, travasa e prepara due mouillette, cioè le strisce di carta assorbente su cui si prova il profumo. Su una metti la miscela completa. Sull'altra metti una versione preparata a parte senza galbano e senza foglia di violetta, con le stesse quantità di tutto il resto. Intingi la punta di entrambe, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori e annusa una dopo l'altra.
La differenza è il punto di tutto l'articolo. Senza verde il floreale è dolce, tondo e un po' stucchevole, e dopo dieci minuti diventa saponoso. Con il verde il fiore resta definito e conserva un bordo.
Sulla miscela completa, all'apertura senti stelo spezzato e agrume delle foglie. Dopo dieci minuti arriva il gelsomino con il neroli, luminoso e leggermente indolico. Dopo un'ora resta un fiore ammorbidito su un legno appena accennato, che sulla pelle arriva a tre o quattro ore.
La variazione
La prima variazione aumenta il verde fino al limite. Porta il galbano diluito da sedici a trenta gocce, lasciando invariato tutto il resto. Il fiore non scompare per gradi: a un certo punto smette semplicemente di essere percepibile, coperto dall'amaro. Provala su carta accanto alla versione base ed è la lezione più utile della ricetta, perché mostra che il verde non è un accento ma un ingrediente che può prendere il comando.
La seconda variazione cambia fiore. Sostituisci il gelsomino con quattordici gocce di assoluta di tuberosa diluita al dieci per cento. La miscela diventa più burrosa e più densa, e il verde deve lavorare molto di più per tenerla asciutta: con le stesse sedici gocce di galbano il risultato è già più dolce della versione base.
La terza variazione lavora sulla tecnica. Prepara la formula e lasciala maturare solo dieci giorni invece di sei settimane. Non è una versione più fresca: è una versione in cui il verde e il fiore sono ancora due cose separate. Serve a capire che la maturazione non è un'attesa passiva ma il momento in cui la miscela diventa una cosa sola.
Cosa può andare storto
- Il verde resta amaro e dominante. Galbano usato puro o in dose eccessiva. Rimedio: prepara una base identica senza galbano e uniscila. Diluire con alcol non funziona perché abbassa tutto.
- La miscela sa di sapone dopo mezz'ora. Il neroli è in eccesso rispetto al verde, oppure il verde è già evaporato. Riduci il neroli a otto gocce nella preparazione successiva.
- Compare un odore di fieno bagnato o di metallo. Assoluta o olio essenziale ossidati. Non c'è rimedio. I floreali vanno comprati in piccole quantità e usati entro due anni dall'apertura.
- Il liquido ingiallisce fino all'arancio. Esposizione alla luce. L'odore è già cambiato e la parte verde è la prima ad andarsene. Conserva sempre al buio.
- Sulla pelle dura meno di due ore. È una formula leggera e su pelle secca rende poco. Aumenta il benzoino a diciotto gocce nella preparazione successiva, tenendo presente che il fondo si farà sentire.
- Conservazione. Dura circa otto mesi, meno delle formule resinose, perché i floreali e il verde sono materie fragili. Tienilo in vetro scuro sotto i venti gradi. Si capisce che è andato quando l'apertura verde è sostituita da un odore di cartone umido.
