Cosa aspettarsi davvero
Il profumo rosmarino bergamotto apre verde e pungente, con una freddezza che ricorda l'eucalipto ma più sottile. Sotto, quasi subito, arriva il bergamotto: agrumato e amaro insieme, meno dolce di un'arancia e meno acido di un limone. Dopo mezz'ora il verde si asciuga e resta l'erba, che sa di rametto spezzato fra le dita. Nell'ultima fase compare il legno, che tiene il tutto vicino alla pelle.
Dura circa tre ore, di cui l'ultima molto discreta. Un profumo comprato con la stessa struttura arriva a otto o dieci ore, perché contiene fissativi e molecole di sintesi assenti da una preparazione domestica: evapora prima e cambia prima, e non è un difetto della ricetta.
La nota canforata e verde del rosmarino ricorre in moltissimi profumi commerciali, soprattutto in quelli classificati come fougère, e quasi nessuno sa nominarla pur riconoscendola. Farla in casa serve anche a questo: dopo, la riconoscerai altrove.
Ha senso se ti piacciono gli odori secchi e amari. Chi cerca dolcezza o calore troverà questa miscela sgradevolmente austera, e non c'è modo di correggerla senza farne un'altra cosa.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle: il rosmarino è irritante in concentrazione e va tenuto basso anche per questo motivo, non solo per l'odore. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.
Il bergamotto espresso a freddo è fototossico e può lasciare macchie scure durature sulla pelle esposta al sole dopo l'applicazione. Non usarlo su collo, braccia e décolleté prima di uscire di giorno, oppure cerca la versione priva di bergaptene.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa solo vetro, mai plastica, e per la tintura non usare coperchi metallici a contatto diretto con il liquido. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. Il rosmarino in preparazioni concentrate è sconsigliato in gravidanza e a chi soffre di epilessia: in questi casi, e su bambini piccoli o pelli reattive, sentire un parere medico prima dell'uso.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di cinque settimane, tre per la tintura e due per la miscela.
Per la tintura di rosmarino ti servono venti grammi di rosmarino secco in foglie, non in rametti interi, e cento millilitri di alcol etilico a 96 gradi per uso cosmetico. Ne otterrai circa ottanta millilitri, e ne userai trenta.
Per la miscela ti servono trenta millilitri di tintura di rosmarino, quarantotto millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici millilitri di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: centotrenta gocce di bergamotto, trenta di olio essenziale di rosmarino, sessanta di cedro atlantico, venti di benzoino in soluzione alcolica.
Il rosmarino compare due volte, come tintura e come olio essenziale, e fanno cose diverse. La tintura porta la parte erbacea e leggermente amara della pianta intera, l'olio essenziale porta la canfora. Insieme danno un rosmarino completo; l'olio essenziale da solo risulta medicinale.
Trenta gocce di olio essenziale su duecentoquaranta sono poche di proposito. Il rosmarino domina qualunque miscela: a sessanta gocce copre il bergamotto, a novanta il profumo diventa un unguento.
Il rosmarino secco si trova al supermercato nel reparto spezie o in erboristeria; deve essere verde e profumato, non grigiastro. Gli oli essenziali stanno in erboristeria. Se non trovi il cedro atlantico, usa sessanta gocce di cedro della Virginia: è più secco e più matitoso, e il profumo perde un poco di morbidezza sul fondo.
Servono due vasi di vetro con chiusura ermetica, un colino a maglia fitta, filtri di carta da caffè, un imbuto, un contagocce e un flacone finale.
Il procedimento: la tintura di rosmarino e la miscela
- Metti i venti grammi di rosmarino secco in un vaso di vetro pulito e asciutto. Schiaccia le foglie con il dorso di un cucchiaio prima di versarle: rompere la superficie accorcia i tempi di estrazione di circa una settimana.
- Versa i cento millilitri di alcol a 96 gradi, coprendo le foglie di almeno due dita. Le foglie che restano emerse si ossidano e danno alla tintura un odore di fieno vecchio.
- Chiudi e tieni al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi, per ventuno giorni. Agita il vaso ogni due giorni per venti secondi.
- Al ventunesimo giorno filtra prima con il colino, premendo le foglie con il dorso del cucchiaio per recuperare il liquido trattenuto, poi con la carta da caffè. Otterrai circa ottanta millilitri di tintura verde scuro. Qui puoi fermarti: la tintura si conserva chiusa e al buio per due anni.
- Nel secondo vaso versa i trenta millilitri di tintura.
- Aggiungi il concentrato, contando le gocce a voce e partendo dalle materie più pesanti: prima il benzoino, poi il cedro, poi il rosmarino, per ultimo il bergamotto.
- Chiudi e agita per trenta secondi, poi lascia riposare dodici ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Aggiungi i quarantotto millilitri di alcol a 96 gradi, versandoli lungo la parete.
- Chiudi e agita per un minuto. Il liquido è verde scuro e limpido.
- Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, agita e lascia riposare quarantotto ore. Il liquido si intorbidisce: sono le cere del bergamotto e le resine della tintura che escono dalla soluzione.
- Metti in frigorifero dodici ore, poi filtra ancora freddo con la carta da caffè, senza premere. Travasa nel flacone e chiudi.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Nelle tre settimane della tintura l'alcol scioglie progressivamente le sostanze odorose contenute nelle pareti cellulari del rosmarino. Le prime a uscire sono le più leggere, quelle che senti stropicciando la foglia fresca; le ultime sono le pesanti, che nella pianta intera quasi non si percepiscono.
È la ragione per cui alla prima settimana la tintura sa di rosmarino da cucina e alla terza sa di qualcosa di più scuro e resinoso. Non si è rovinata: si è completata. Chi filtra al settimo giorno ottiene una tintura più fresca e molto meno profonda, e nella miscela finale sparisce sotto il bergamotto.
Il colore cambia in modo evidente: da giallo verde al secondo giorno passa a verde bottiglia scuro alla terza settimana. Se resta pallido, il rosmarino era vecchio.
Nelle due settimane della miscela non succede niente di visibile. Le quattro materie si legano fra loro, e il profumo passa da una successione di odori separati a un accordo unico.
Come capire se sta andando bene
Nella tintura, al settimo giorno, il liquido è verde chiaro e le foglie sono ancora integre. All'odore senti rosmarino fresco, quasi da cucina, e va bene così. Se senti muffa o un odore di terra bagnata, le foglie non erano completamente secche e l'acqua che contenevano ha innescato una fermentazione: la tintura va buttata.
Al ventunesimo giorno il liquido è verde scuro e le foglie sono scolorite, quasi grigie. È il segnale che l'estrazione è completa. L'odore è più profondo e meno pungente di due settimane prima.
Nella miscela, al settimo giorno, senti soprattutto alcol e bergamotto, con il rosmarino che arriva dopo. Se il rosmarino domina già adesso, hai messo troppe gocce di olio essenziale e il profumo resterà squilibrato.
Al quattordicesimo giorno il bergamotto e il rosmarino devono sentirsi contemporaneamente e non uno dopo l'altro, con il cedro che si avverte solo in coda. Un deposito sul fondo è normale e viene dalla tintura.
Se in qualunque momento senti una nota che ricorda la vernice o la cera di candela, il bergamotto si sta ossidando per luce o calore.
Durante l'attesa non filtrare la tintura in anticipo per curiosità, perché il liquido tolto non torna indietro. Non aprire la miscela più di una volta a settimana. Non aggiungere olio essenziale di rosmarino a metà percorso: è la materia che si integra più lentamente e quella che senti al decimo giorno non è quella che avrai alla fine.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso. La tintura colora leggermente la carta, e non è un problema.
All'apertura senti il verde canforato e il bergamotto insieme, in una nota unica fredda e amara. Dopo dieci minuti la canfora è calata, il bergamotto si è ammorbidito e viene avanti la parte erbacea della tintura, che sa di rametto spezzato. Dopo un'ora resta l'erba secca sopra il cedro, molto vicino alla pelle e poco proiettato.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una piccola quantità all'interno del polso senza strofinare. Il calore accelera la canfora, che sparisce in una ventina di minuti invece che in trenta. A tre ore resta un legno verde percepibile solo da vicino.
La variazione
Sostituisci il rosmarino con il timo, sia nella tintura sia nell'olio essenziale, mantenendo tutte le quantità identiche: venti grammi di timo secco per la tintura, trenta gocce di olio essenziale di timo linalolo nel concentrato.
Rosmarino e timo sembrano due erbe simili e danno due profumi che non si somigliano. Il rosmarino è freddo, canforato, e va verso l'eucalipto. Il timo è caldo, quasi speziato, e va verso il pepe e il cuoio. Sulla stessa struttura, con lo stesso bergamotto e lo stesso cedro, ottieni un profumo mattutino nel primo caso e un profumo da sera nel secondo. È la dimostrazione che la famiglia botanica non dice niente sull'odore.
Scegli il timo linalolo e non il timo timolo: il secondo è molto più irritante sulla pelle e in profumo risulta medicinale.
La seconda variazione è di proporzione. Porta il cedro da sessanta a centoventi gocce e riduci il bergamotto da centotrenta a novanta. Il profumo perde la freschezza e diventa un legnoso verde, con una durata che sale a quasi cinque ore. Guadagni tenuta e perdi l'apertura.
La terza è di tecnica. Prepara la tintura con rosmarino fresco invece che secco, usando quaranta grammi al posto di venti. L'acqua contenuta nella pianta fresca abbassa la gradazione dell'alcol e l'estrazione riesce meno: la tintura è più erbacea e più fragile, e va usata entro sei mesi.
Cosa può andare storto
- La tintura ha odore di muffa o di terra. Il rosmarino non era secco del tutto o le foglie erano emerse dall'alcol. Non si recupera: va buttata. La prossima volta verifica che le foglie si sbriciolino fra le dita e copri di due dita abbondanti.
- Il profumo sa solo di rosmarino e il bergamotto non si sente. Le gocce di olio essenziale di rosmarino erano troppe. Puoi correggere aggiungendo cinquanta gocce di bergamotto e riportando la miscela a riposo per sette giorni, accettando che la concentrazione salga.
- Il risultato sembra un unguento da farmacia. È la canfora del rosmarino in eccesso rispetto alla parte erbacea. Aumenta la tintura da trenta a quaranta millilitri nella prossima preparazione, riducendo l'alcol della stessa quantità.
- Il liquido resta torbido e verde opaco dopo il filtraggio. Le resine della tintura non sono precipitate del tutto. Rimetti in frigorifero dodici ore e rifiltra. Se resta opaco, il difetto è solo estetico.
- Dopo qualche settimana l'apertura è pungente e ricorda la vernice. Ossidazione del bergamotto. Non si recupera. Riempi i flaconi quasi fino al tappo e tienili al fresco.
- Conservazione. Al buio e a temperatura ambiente questa preparazione dura fra otto e dodici mesi, meglio delle formule solo agrumate perché la tintura e il cedro la sostengono. Capisci che è andata quando la canfora sparisce e resta solo una nota di erba stantia sopra il legno.
