Cosa aspettarsi davvero
Un profumo da regalare fatto in casa deve fare i conti con un problema che non riguarda la tecnica: il gusto olfattivo è personale e legato alla memoria, e un odore che a te sembra bellissimo può richiamare in un'altra persona un ricordo sgradevole di cui non sa nemmeno l'origine. Questa formula è costruita per dividere il meno possibile.
Apre con un agrume morbido e una parte leggermente verde, poi scende su un fondo di legno chiaro e muschio pulito. Non ha spezie, non ha fiori bianchi intensi, non ha vaniglia in evidenza: sono le tre direzioni che più spesso incontrano un rifiuto.
Sulla pelle dura fra tre e quattro ore. La concentrazione è deliberatamente bassa, intorno al cinque per cento, ed è una scelta prudente: chi riceve può aumentare l'applicazione se lo trova leggero, mentre non può ridurre l'intensità di un profumo troppo forte.
Rispetto a un profumo comprato manca la durata e manca la sicurezza della scatola. In compenso ha una cosa che un profumo comprato non ha, ed è la formula scritta: accompagnare il regalo con l'elenco delle materie e delle proporzioni trasforma un oggetto in qualcosa che si può capire e rifare.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle, e questo vale doppio quando la preparazione è destinata a un'altra persona di cui non conosci le sensibilità. Scrivi sull'etichetta tutte le materie contenute, senza eccezioni.
Fai il test cutaneo tu, e consiglia a chi riceve di farlo a sua volta: una goccia diluita all'incavo del gomito e ventiquattro ore di attesa.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. Usa solo versioni FCF e scrivilo sull'etichetta.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. Non regalare preparazioni profumate a persone in gravidanza, a bambini piccoli o a chi ha la pelle reattiva senza che abbiano sentito un parere medico.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.
Ingredienti: quarantatré millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; venti gocce di bergamotto FCF; quindici gocce di petitgrain; dodici gocce di legno di cedro della Virginia; dieci gocce di muschio vegetale diluito al dieci per cento; otto gocce di lavanda vera; otto gocce di tintura di benzoino; sei gocce di geranio. In tutto settantanove gocce, circa due grammi e sei decimi, per una concentrazione vicina al cinque per cento.
Le famiglie che dividono meno sono tre: gli agrumati puliti, i legnosi chiari e i muschiati morbidi. Sono anche quelle che vengono percepite come discrete, e la discrezione è la qualità più sicura in un regalo.
Le direzioni da evitare sono quelle con un carattere forte: gli orientali dolci, che una parte delle persone trova stucchevoli; i floreali bianchi intensi, che richiamano ricordi molto precisi e spesso divisivi; le spezie calde, che molti associano alla cucina; il patchouli, che porta con sé associazioni generazionali nette.
Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche. Se non trovi il muschio vegetale, usa dodici gocce di sandalo diluito al dieci per cento: il fondo diventa più cremoso e altrettanto sicuro.
Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e un flacone finale con vaporizzatore, possibilmente più curato degli altri visto che è destinato a un regalo. Conta anche un cartoncino per la formula scritta e un'etichetta abbastanza grande da contenere l'elenco completo delle materie, che non è un dettaglio estetico ma una necessità di sicurezza per chi riceve.
Il procedimento per il profumo da regalare
- Prepara la diluizione al dieci per cento del muschio vegetale: un millilitro in nove di alcol, agitato e lasciato riposare un'ora.
- Versa i quarantatré millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
- Aggiungi il fondo: dodici gocce di cedro della Virginia, dieci di muschio vegetale diluito, otto di tintura di benzoino. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
- Aggiungi le otto gocce di lavanda vera e le sei di geranio. Sono il cuore, e in questa formula devono restare discrete: la lavanda oltre le dodici gocce porta la miscela verso il territorio del pulito domestico, che in un regalo è un rischio.
- Aggiungi le quindici gocce di petitgrain e le venti di bergamotto FCF.
- Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
- Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
- Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.
- Mentre aspetti, scrivi la formula su un cartoncino: tutte le materie, tutte le quantità, la data di preparazione e la durata prevista. È la parte del regalo che resta quando il flacone è finito.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.
L'attesa minima è di quattro settimane e il punto migliore è alla sesta. Se il regalo ha una data, conta a ritroso: sei settimane più qualche giorno di margine.
Nel flacone il muschio vegetale sta legando l'agrume al legno. Nelle prime settimane senti bergamotto da una parte e cedro dall'altra, e la miscela sembra semplice fino a essere banale. Verso la quarta compare una qualità morbida che prima non c'era e che è proprio quello che rende una formula sicura piacevole invece che anonima.
Il colore va dal quasi incolore al giallo chiaro. Il deposito è minimo.
Se il regalo è per una data precisa, conviene tenere conto di due margini. Il primo è la maturazione, sei settimane più qualche giorno. Il secondo è il tempo per il confronto con le direzioni alternative descritte più avanti, che richiede altre due settimane se vuoi far annusare le opzioni prima di decidere. In tutto due mesi, ed è la ragione per cui questa preparazione non si improvvisa.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana il liquido è chiaro e limpido, e annusandolo senti soprattutto agrumi. È giusto così.
Dopo tre settimane il colore è appena più intenso. Sulla carta il legno è comparso sotto l'agrume e la lavanda si sente come un'erba lontana. Se invece a tre settimane la lavanda è dominante, ne hai messa più di dodici gocce e la miscela verrà percepita come profumo per la biancheria: si corregge preparando una base senza lavanda e unendola.
Alla quarta settimana la miscela è armonizzata. La prova più utile in questa fase non è olfattiva ma sociale: fai annusare la carta a tre persone diverse senza dire nulla e osserva le reazioni. Una formula pensata per regalare deve raccogliere approvazioni tiepide e nessun rifiuto. Se qualcuno storce il naso, cambia direzione prima di regalarla.
Durante l'attesa non aprire più di una volta a settimana. Non filtrare prima delle quattro settimane. Non aumentare la concentrazione perché ti sembra leggera: la leggerezza è una scelta di prudenza.
Come provarlo quando è pronto
Filtra e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.
All'apertura senti bergamotto e petitgrain, puliti e leggermente amari. Dopo dieci minuti arriva il legno, con la lavanda e il geranio che fanno da ponte. Dopo un'ora resta un fondo morbido di cedro e muschio, molto vicino alla pelle.
Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso senza strofinare. La durata reale è di tre o quattro ore. Se chi riceve la trova troppo leggera, può applicarne due o tre spruzzate senza che diventi invadente, ed è esattamente il margine che una concentrazione bassa lascia.
La variazione
Dalla stessa base si possono costruire due direzioni alternative, e proporle entrambe è un modo per capire i gusti di chi riceve senza chiedere.
La prima direzione aggiunge alla base dieci gocce di tintura di vaniglia e sei di tonka. Il profumo diventa più caldo e più morbido, e va verso il gusto di chi ama gli odori confortevoli. È la direzione che piace più spesso, ma anche quella che qualcuno trova stucchevole.
La seconda direzione aggiunge dieci gocce di vetiver diluito al dieci per cento e sei di pepe nero. Il profumo diventa più secco, più nervoso e più moderno, e va verso il gusto di chi trova i profumi dolci banali.
Prepara tre mouillette, una per la base e una per ciascuna direzione, e falle annusare a chi riceverà il regalo prima di decidere. Non rovina la sorpresa se lo fai qualche settimana prima e senza spiegare perché.
Cosa può andare storto
- Sa di profumo per la biancheria. Lavanda in eccesso. Prepara una base senza lavanda e uniscila.
- La persona che lo riceve non lo usa. È il rischio principale ed è quasi sempre una questione di direzione sbagliata, non di esecuzione. Non insistere e non chiedere spiegazioni: il gusto olfattivo non si discute.
- Il profumo sembra anonimo. È il prezzo della prudenza. Se conosci bene i gusti di chi riceve, rischia di più e usa una delle due direzioni della variazione.
- Reazione cutanea in chi lo riceve. Per questo l'etichetta con tutte le materie non è facoltativa. Consiglia sempre il test al gomito prima del primo uso.
- Il flacone perde. I tappi a vite economici non tengono l'alcol. Controlla la tenuta capovolgendo il flacone chiuso su un foglio di carta per un'ora prima di impacchettarlo.
- Conservazione. Dura circa un anno in vetro scuro, chiuso, sotto i venticinque gradi. Scrivi sull'etichetta la data di preparazione e il termine indicativo: chi riceve non ha modo di saperlo altrimenti.
