Cosa aspettarsi davvero
Il profumo pepe nero limone apre con una punta secca che pizzica il naso, come quando si macina il pepe sopra un piatto caldo, e insieme un limone acido e netto. Dopo dieci minuti il pizzicore cala e resta una speziatura asciutta, legnosa, che non ricorda più la cucina. Dopo un'ora c'è un fondo secco con una traccia pepata sopra.
Dura circa quattro ore. Un profumo comprato costruito sul pepe arriva a otto o dieci ore, perché contiene fissativi e molecole di sintesi che qui non ci sono.
La cosa che questa ricetta insegna è che il pepe nero non è una materia da fondo, contrariamente a quello che quasi tutti pensano associandolo alle spezie pesanti. Il grano di pepe contiene una componente molto volatile, fatta di terpeni, che è fresca e quasi agrumata, e una componente pungente che è poco odorosa. In profumeria si usa soprattutto la prima, ed è per questo che il pepe compare in apertura in moltissimi profumi contemporanei.
Ha senso se ti piacciono le cose asciutte e leggermente pungenti. Va provato con prudenza: su alcune pelli la parte pepata risulta irritante e la sensazione non è solo olfattiva.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. L'olio essenziale di pepe nero è irritante in concentrazione e questa formula lo tiene basso anche per questo. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore. Se senti calore o pizzicore durante il test, non usare la preparazione sulla pelle: puoi impiegarla per profumare la biancheria.
Il limone espresso a freddo è fototossico e può lasciare macchie scure sulla pelle esposta al sole dopo l'applicazione. Non usarlo su zone scoperte prima di uscire di giorno, oppure scegli il limone distillato a vapore.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, in nessuna quantità, e vale anche per quelli che vengono da spezie che in cucina si mangiano: l'olio essenziale è una cosa diversa dalla spezia. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima dell'uso.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di sei settimane: quattro per la tintura di pepe e due per il riposo della miscela.
Per la tintura ti servono venti grammi di pepe nero in grani e centoventi millilitri di alcol etilico a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai venti.
Per la miscela ti servono venti millilitri di tintura di pepe, cinquantotto millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici millilitri di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: centoventi gocce di limone, quaranta di pompelmo, trenta di pepe nero, trenta di cedro atlantico, venti di elemi.
Trenta gocce di pepe su duecentoquaranta sono poche e non è timidezza. Il pepe nero ha un potere odoroso alto e una componente pungente che, oltre una certa soglia, smette di essere un odore e diventa una sensazione fisica: a sessanta gocce il profumo fa lacrimare gli occhi da vicino, a novanta è inutilizzabile sulla pelle.
Il pepe compare due volte, come tintura e come olio essenziale, e fanno cose diverse. La tintura porta la parte calda e legnosa del grano intero; l'olio essenziale porta i terpeni volatili, cioè la punta fresca. Insieme danno un pepe completo.
Il pepe in grani si trova al supermercato: prendilo intero e non macinato, perché quello macinato ha già perso i terpeni. Gli oli essenziali stanno in erboristeria. L'elemi tiene insieme la costruzione ed è quasi limonoso; se non lo trovi, ometti le venti gocce.
Servono due vasi, un mortaio, colino, filtri di carta a maglia fine, imbuto, contagocce e un flacone.
Il procedimento: la tintura di pepe e la miscela
- Pesta i venti grammi di pepe nel mortaio fino a spaccare tutti i grani. Non ridurli in polvere: la polvere di pepe passa attraverso il filtro di carta e finisce nel profumo, dove resta in sospensione e non si toglie più. La grana giusta è quella in cui ogni grano è diviso in tre o quattro pezzi.
- Metti il pepe pestato nel vaso e versa i centoventi millilitri di alcol, coprendolo di due dita.
- Chiudi e tieni al buio, fra i venti e i ventidue gradi, per ventotto giorni, agitando ogni due giorni. Quattro settimane sono il giusto: oltre le sei la tintura estrae la piperina, che è la componente piccante, e il risultato diventa aggressivo sulla pelle senza guadagnare odore.
- Al ventottesimo giorno lascia decantare ventiquattro ore, poi travasa il liquido di superficie con delicatezza.
- Filtra il resto con la carta, e poi filtra una seconda volta tutto il liquido con una carta nuova. Il doppio filtraggio è necessario in questa ricetta e non in altre: le particelle finissime di pepe che restano in sospensione continuano a rilasciare piperina nel profumo finito, e una preparazione che al mese sembra a posto diventa pungente sulla pelle al terzo. Qui puoi fermarti, la tintura si conserva due anni.
- Nel secondo vaso versa i venti millilitri di tintura.
- Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il cedro, poi l'elemi, poi il pepe, poi il pompelmo, per ultimo il limone.
- Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare dodici ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Aggiungi i cinquantotto millilitri di alcol lungo la parete e agita un minuto.
- Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, agita e lascia riposare quarantotto ore.
- Metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo con carta nuova e travasa nel flacone.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Nelle quattro settimane della tintura l'alcol estrae dal grano due gruppi di sostanze in tempi diversi. I terpeni volatili, che danno la parte fresca, escono nei primi cinque giorni. La piperina, che è la molecola del piccante e ha poco odore, esce lentamente e continua a uscire finché il pepe resta nell'alcol. È il motivo per cui il tempo va rispettato in entrambe le direzioni: troppo poco e manchi la parte legnosa, troppo e ottieni un liquido che pizzica.
La tintura passa da incolore a giallo scuro nella prima settimana e poi cambia poco.
Nelle due settimane della miscela il pepe si integra con gli agrumi. Al primo giorno senti pepe e limone separati, con il pepe che punge in modo isolato. Al quattordicesimo la punta è entrata dentro l'agrume e non si sente più come spezia, ma come una asprezza secca.
Chi giudica al terzo giorno trova la preparazione sgradevole e la corregge riducendo il pepe. Non serve: il pepe si assesta da solo.
Come capire se sta andando bene
Nella tintura, al settimo giorno, il liquido è giallo scuro e i pezzi di pepe sono scoloriti in superficie. All'odore senti alcol e pepe fresco, con la punta agrumata che il pepe ha naturalmente e che sorprende chi non se l'aspetta. Se non senti quella punta, il pepe era vecchio e aveva già perso i terpeni.
Al ventottesimo giorno l'odore è più caldo e legnoso e la punta fresca è calata. È il momento di filtrare. Se prolunghi, il liquido diventa più scuro e più piccante senza migliorare.
Fai una prova prima di procedere: metti una goccia di tintura filtrata sul dorso della mano e aspetta cinque minuti. Se senti calore o pizzicore sulla pelle, il filtraggio non è stato sufficiente e va ripetuto.
Nella miscela, al settimo giorno, il pepe si sente come spezia separata dal limone. È normale. Al quattordicesimo deve essere integrato: annusa e chiediti se sentiresti il pepe senza sapere che c'è. Se lo senti come pepe da cucina, dai altri cinque giorni.
Un deposito finissimo sul fondo va tolto con il filtraggio finale e non va lasciato.
Durante l'attesa non saltare il doppio filtraggio della tintura, che è il passaggio più importante di questa ricetta. Non prolungare la macerazione oltre le sei settimane. Non aggiungere pepe nella prima settimana della miscela.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso, senza avvicinarla troppo perché il pepe punge.
All'apertura senti il limone e insieme una punta secca che sale nel naso. Dopo dieci minuti il pizzicore è sparito e resta una speziatura asciutta e legnosa, con l'agrume che si sta ritirando. Dopo un'ora c'è il cedro con sopra una traccia calda che è quello che resta del pepe.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una quantità piccola all'interno del polso senza strofinare, e aspetta cinque minuti prima di giudicare. Su alcune pelli compare una sensazione di calore leggero nella zona di applicazione: se è appena percepibile è normale, se pizzica va lavata via e la preparazione va diluita con venti millilitri di alcol.
Dura circa quattro ore, con l'ultima ora molto vicina alla pelle.
La variazione
Sostituisci il pepe nero con il pepe rosa, sia nella tintura sia nelle gocce: venti grammi di bacche rosa nella tintura e trenta gocce di olio essenziale di pepe rosa nel concentrato.
Le due materie non sono parenti, nonostante il nome: il pepe rosa viene da un albero sudamericano e non ha piperina, quindi non punge. L'odore è molto più dolce, con una nota di frutto rosso e resina, e la parte secca del pepe nero manca del tutto. Il profumo che ne esce è morbido e quasi fruttato, portabile da chiunque, e perde la caratteristica che rendeva l'altro riconoscibile.
Va detto che il pepe rosa è una materia sensibilizzante in una parte delle persone, quindi il test cutaneo resta necessario anche se non pizzica.
La seconda variazione è di proporzione. Porta il pepe nero da trenta a cinquanta gocce e riduci il limone da centoventi a novanta. Il profumo diventa una spezia con un agrume dietro invece che il contrario, molto più intenso e meno estivo. Venti gocce spostano il baricentro.
Una variante da evitare è aggiungere vaniglia o tonka per addolcire: sopra il pepe producono un accordo che ricorda un dolce speziato da forno e il carattere secco sparisce.
Cosa può andare storto
- Il profumo pizzica sulla pelle. Particelle di pepe passate attraverso il filtro, che continuano a rilasciare piperina. Filtra tutto il flacone con carta doppia e, se il problema resta, diluisci con trenta millilitri di alcol a 96 gradi.
- La tintura è torbida e non si schiarisce. Il pepe è stato ridotto in polvere. Lascia decantare quarantotto ore, travasa il limpido e butta il fondo.
- Il pepe non si sente affatto. I grani erano vecchi e avevano perso i terpeni, oppure erano già macinati all'acquisto. Aggiungi venti gocce di olio essenziale di pepe e lascia riposare sette giorni.
- Il profumo sa di cucina. Succede quando il pepe è alto rispetto agli agrumi e non c'è abbastanza legno. Aggiungi trenta gocce di cedro atlantico, che sposta l'associazione dal piatto al bosco.
- Dopo un mese l'agrume è sparito e resta solo la spezia. Ossidazione del limone. Non si recupera. Tieni il flacone al fresco e pieno.
- Conservazione. Al buio e a temperatura ambiente questa preparazione dura fra dieci e quattordici mesi. La tintura di pepe è stabile, gli agrumi no. Capisci che è andata quando in apertura manca l'acidità del limone e la parte pepata arriva subito, secca e sola.
