Cosa aspettarsi davvero

Un profumo poco invadente è una scelta tecnica, non un ripiego. Questa miscela apre morbida, con un accenno di agrume e subito una parte cipriata e legnosa. Non ha uno slancio: sta ferma dove l'hai messa, e per sentirla bisogna avvicinarsi a meno di venti centimetri.

Sulla pelle dura fra quattro e cinque ore, che è una durata normale. Questa è la cosa da capire prima di tutto: proiezione e durata sono due proprietà indipendenti, e un profumo che non si sente a un metro può benissimo restare addosso per un pomeriggio intero.

Rispetto a un profumo comprato manca la costruzione di sintesi che nelle versioni commerciali serve proprio ad allargare la scia. Qui non serve, perché stiamo andando nella direzione opposta.

Ha senso farlo se lavori in ambienti chiusi e condivisi, se frequenti luoghi dove un profumo forte è fuori posto, oppure se semplicemente preferisci un odore che non annunci il tuo arrivo. Non ha senso se cerchi qualcosa che si noti: questa formula è costruita per non farlo.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. L'iris e i muschi vegetali sono generalmente ben tollerati ma possono comunque sensibilizzare. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.

Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. Qui compare il bergamotto in quantità minima e conviene comunque usare la versione FCF.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.

Ingredienti: quarantatré millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; venti gocce di burro di iris diluito al dieci per cento; quindici gocce di legno di sandalo diluito al dieci per cento; dodici gocce di tintura di benzoino; dieci gocce di muschio vegetale diluito al dieci per cento; otto gocce di legno di cedro dell'Atlante; sei gocce di bergamotto FCF; quattro gocce di assoluta di rosa diluita al dieci per cento. In tutto settantacinque gocce, circa due grammi e mezzo, per una concentrazione vicina al cinque per cento.

La proiezione dipende da tre cose: la concentrazione, il tipo di materie e la loro volatilità. Qui la concentrazione è bassa e le materie sono tutte poco volatili. L'iris, il sandalo e i muschi vegetali sono i tre esempi migliori di materie che si percepiscono benissimo da vicino e quasi per niente a distanza, perché evaporano lentamente e in piccola quantità nell'unità di tempo.

Le materie da evitare in una formula così sono quelle che si allargano: menta, eucalipto, agrumi in dose alta, gelsomino, tuberosa, e in generale tutto ciò che nei profumi commerciali viene usato per farsi notare.

Tutto si trova nei negozi di materie prime cosmetiche. Il burro di iris è la voce più costosa e non ha alternative vere: senza, la miscela perde la parte cipriata che le dà carattere. Se devi sostituirlo, venti gocce di legno di sandalo aggiuntive danno una morbidezza diversa ma comparabile.

Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e un flacone finale con tappo a pressione, meglio del vaporizzatore che tende a disperdere.

Il procedimento per il profumo poco invadente

  1. Prepara le diluizioni al dieci per cento di iris, sandalo, muschio vegetale e rosa, in flaconcini separati: un millilitro di materia in nove di alcol, agitati e lasciati riposare un'ora. In questa formula quasi tutto è diluito, ed è parte del metodo.
  2. Versa i quarantatré millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
  3. Aggiungi le venti gocce di iris diluito. È la materia principale e va per prima, così ha il tempo più lungo per distendersi.
  4. Aggiungi le quindici gocce di sandalo diluito e le dieci di muschio vegetale diluito. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
  5. Aggiungi le dodici gocce di tintura di benzoino e le otto di legno di cedro.
  6. Aggiungi le quattro gocce di rosa diluita. Servono solo a dare un accenno di fiore dentro la polvere: sopra le otto gocce la rosa si stacca e comincia a proiettare, che è esattamente quello che non vogliamo.
  7. Aggiungi le sei gocce di bergamotto FCF. Anche qui la quantità è deliberatamente bassa: dieci gocce basterebbero a cambiare il comportamento della miscela nei primi minuti.
  8. Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
  9. Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
  10. Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.

L'attesa minima è di cinque settimane e il punto migliore è alla settima. L'iris in particolare ha bisogno di tempo: è la materia che più di ogni altra cambia carattere fra la seconda e la sesta settimana.

Nel flacone le materie si stanno uniformando in un modo che nelle formule proiettive non si osserva. Poiché nessun ingrediente ha una volatilità molto diversa dagli altri, non c'è una vera separazione fra testa, cuore e fondo: quello che si forma è un blocco unico, e questa è la ragione tecnica per cui la miscela non si allarga nell'aria.

Il colore va dal quasi incolore al giallo chiaro. Il deposito è minimo perché quasi tutte le materie sono in diluizione.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana il liquido è chiaro e limpido. Annusandolo dal flacone senti poco, e questo è il primo momento in cui viene il dubbio di aver fatto un errore. Prova sulla carta: lì la miscela c'è, ed è già cipriata.

Dopo tre settimane l'iris è cresciuto e ha preso il centro. Sulla carta senti una polvere morbida, un po' come una scatola di cipria vecchia, con il legno sotto. Se invece a tre settimane la miscela sa di terra e di cantina, il muschio vegetale è in eccesso o è di un tipo troppo intenso: si corregge preparando una base senza muschio e unendola.

Alla quinta settimana il liquido è giallo pallido e limpido. Sulla carta l'odore è compatto, senza sbalzi, e la cosa da verificare è proprio questa: se annusando a venti centimetri lo senti bene e a un metro non lo senti affatto, la formula ha funzionato.

Durante l'attesa non aprire più di una volta a settimana. Non filtrare prima delle cinque settimane. Soprattutto non aggiungere materie per farla sentire di più durante la maturazione, perché la debolezza percepita nelle prime settimane è normale e verrebbe corretta al di là del necessario.

Come provarlo quando è pronto

Filtra e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.

All'apertura senti un accenno di bergamotto e subito la polvere dell'iris. Dopo dieci minuti l'agrume è andato e restano iris, sandalo e una rosa lontanissima. Dopo un'ora la carta ha legno, benzoino e muschio, con la polvere ancora sopra.

Sulla pelle applica due gocce all'interno del polso senza strofinare. Poi fai la prova che conta: chiedi a qualcuno di sedersi accanto a te e di dirti se sente qualcosa a una distanza normale di conversazione. Se non sente nulla e tu senti il profumo avvicinando il polso al naso, il risultato è quello previsto. La durata reale è di quattro o cinque ore.

La variazione

La prima variazione alza la concentrazione mantenendo le stesse materie. Raddoppia tutte le gocce, portandole a centocinquanta, e mantieni i quarantatré millilitri di alcol: arrivi a una concentrazione vicina al dieci per cento. Il risultato non è un profumo che proietta il doppio. Diventa più denso e più presente da vicino, e la scia aumenta solo di poco, perché le materie restano poco volatili. È la dimostrazione più chiara che la proiezione dipende dal tipo di materia più che dalla quantità.

La seconda variazione aggiunge una sola materia proiettiva alla formula base: dodici gocce di gelsomino diluito al dieci per cento. La miscela cambia comportamento in modo sproporzionato rispetto alla quantità aggiunta, e comincia a sentirsi a distanza. Dodici gocce su settantacinque bastano a cambiare la natura del profumo.

La terza variazione toglie il bergamotto. Il profumo diventa ancora più chiuso e sembra iniziare a metà, senza apertura. È utile a chi cerca il massimo della discrezione, meno a chi vuole comunque riconoscere un inizio.

Cosa può andare storto