Cosa aspettarsi davvero

Il profumo cedro vetiver apre secco, con l'odore della matita appena temperata, e sotto c'è subito qualcosa di più scuro e umido che sa di terra bagnata e di radice. Dopo mezz'ora i due si sono mescolati e il profumo diventa una cosa sola, asciutta e terrosa insieme. Dopo tre ore è ancora quello, un poco più fumoso. Dopo sei è ancora quello, più debole.

Dura fra sei e sette ore, la persistenza più alta del ricettario. Un profumo comprato con la stessa struttura arriva a dieci o dodici ore, ma la differenza qui è meno marcata che altrove, perché queste materie sono già naturalmente poco volatili e non hanno bisogno di molto aiuto.

La caratteristica di questa preparazione è che quasi non evolve. La maggior parte dei profumi cambia perché le materie leggere se ne vanno e restano le pesanti; qui sono tutte pesanti, quindi quello che senti al minuto dieci è molto simile a quello che senti all'ora quattro. Per alcuni è monotonia, per altri è il pregio: un profumo che non ti sorprende a metà giornata.

Ha senso se cerchi qualcosa di sobrio e duraturo, o se vuoi una base su cui costruire altre miscele. Non ha senso se ti piace seguire l'evoluzione di un profumo, perché qui non c'è quasi.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle: il cedro può irritare le pelli reattive e il vetiver dà reazione in una piccola parte delle persone. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.

Usa solo legno e radici destinate all'uso cosmetico o alimentare. I trucioli venduti per lettiere di animali o per armadi sono spesso trattati con sostanze che nell'alcol si sciolgono, e quelle finiscono sulla pelle.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica, e per le macerazioni evita coperchi metallici a contatto diretto con il liquido. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, in nessuna quantità. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di otto settimane: sei per le tinture, che si preparano in parallelo, e due per il riposo della miscela.

Per la tintura di cedro ti servono trenta grammi di legno di cedro in scaglie sottili e centocinquanta millilitri di alcol a 96 gradi. Per la tintura di vetiver ti servono venticinque grammi di radice di vetiver tagliata a pezzi di mezzo centimetro e centocinquanta millilitri di alcol a 96 gradi. Da ciascuna otterrai circa centoventi millilitri.

Per la miscela ti servono trenta millilitri di tintura di cedro, venti di tintura di vetiver, venti millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce. La somma delle tinture supera quella delle altre ricette perché qui le tinture sono il profumo, non un supporto.

Il concentrato si divide così: centodieci gocce di cedro atlantico, settanta di vetiver, quaranta di sandalo australiano, venti di benzoino in soluzione alcolica.

Il rapporto fra cedro e vetiver è di circa tre a due, ed è calibrato. Le due materie fanno cose opposte: il cedro è secco, chiaro, con quella nota di matita e di armadio; il vetiver è umido, scuro, terroso, con una punta affumicata. A parità di quantità il vetiver domina, perché ha un potere odoroso maggiore. Portandolo alla metà del cedro si ottiene un legnoso in cui la parte terrosa dà profondità senza prendere il comando.

La radice di vetiver e il legno di cedro si trovano nei negozi di materie prime cosmetiche e in alcune erboristerie. Il vetiver di Haiti è più fresco e agrumato, quello di Giava più affumicato: entrambi funzionano e cambiano il carattere. Se non trovi il sandalo australiano, ometti le quaranta gocce: il profumo diventa più secco e perde un poco di morbidezza.

Servono tre vasi di vetro, un martello o una pinza robusta per il vetiver, colino, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.

Il procedimento: le due tinture legnose e la miscela

  1. Riduci il legno di cedro in scaglie il più sottili possibile. Se lo compri in trucioli grossi, spezzali. Questo è il passaggio che decide tutto: le molecole odorose stanno dentro una struttura fibrosa compatta, e la superficie esposta all'alcol determina la resa. Trenta grammi in scaglie sottili rendono più del doppio di trenta grammi in pezzi.
  2. Metti le scaglie nel primo vaso e versa centocinquanta millilitri di alcol, coprendole di due dita.
  3. Taglia la radice di vetiver a pezzi di mezzo centimetro. La radice è dura e fibrosa: usa una pinza robusta o battila con un martello avvolta in un panno. Non serve la polvere, che intasa il filtro, ma i pezzi lunghi non cedono niente.
  4. Metti i pezzi nel secondo vaso e versa centocinquanta millilitri di alcol.
  5. Chiudi entrambi i vasi e tienili al buio, fra i venti e i ventidue gradi, per quarantadue giorni. Sei settimane sono il minimo per i legni e non si accorciano: a tre settimane le tinture sono colorate e quasi inodori, perché il colore esce prima dell'odore.
  6. Agita entrambi i vasi due volte a settimana.
  7. Al quarantaduesimo giorno filtra le due tinture separatamente, prima con il colino e poi con la carta. Non mescolarle ancora. Qui puoi fermarti: le tinture legnose si conservano tre anni e sono la base più utile che puoi avere in casa.
  8. Nel terzo vaso versa i trenta millilitri di tintura di cedro e i venti di tintura di vetiver.
  9. Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il benzoino, poi il sandalo, poi il vetiver, per ultimo il cedro.
  10. Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare ventiquattro ore al buio. Qui puoi fermarti.
  11. Aggiungi i venti millilitri di alcol e agita un minuto. Il liquido è bruno scuro.
  12. Riponi al buio per quattordici giorni, agitando una volta al giorno. Poi aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, lascia riposare quarantotto ore, metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo e travasa.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Le sei settimane delle tinture sono la parte lenta e la ragione è fisica. Nei fiori le molecole odorose stanno in cellule sottili che l'alcol apre in pochi giorni. Nel legno e nella radice stanno dentro una struttura lignificata, e l'alcol deve penetrare la fibra prima di raggiungerle. Non c'è modo di accelerare: scaldare fa evaporare l'alcol, macinare troppo fine rende impossibile il filtraggio.

Nelle tinture il colore compare presto e l'odore tardi. Alla seconda settimana il cedro è già ambrato e profuma poco; alla sesta il colore è cambiato appena mentre l'odore è quattro volte più forte. È il caso in cui guardare il vaso inganna, e bisogna fidarsi del calendario.

Nelle due settimane della miscela le due materie si mescolano. Al primo giorno senti cedro e vetiver come due odori affiancati; al quattordicesimo senti un legno solo, che non è né l'uno né l'altro.

Non ci sono cambiamenti visibili durante il riposo, e il colore resta bruno scuro.

Come capire se sta andando bene

Nella tintura di cedro, alla seconda settimana, il liquido è ambrato e all'odore senti alcol con un accenno di matita. È giusto così. Se il liquido è quasi incolore, le scaglie erano troppo grosse.

Nella tintura di vetiver, alla seconda settimana, il liquido è bruno scuro, molto più del cedro, e l'odore di terra si sente già. Il vetiver cede prima del cedro pur essendo più duro.

Alla sesta settimana entrambe devono avere un odore pieno, che si sente aprendo il vaso a distanza di un palmo. Se devi avvicinare il naso al liquido per sentire qualcosa, l'estrazione non è riuscita: aggiungi altri quindici grammi di materia e prosegui tre settimane.

Un odore acidulo o di fermentazione indica che la materia era umida: la tintura va buttata.

Nella miscela, al settimo giorno, il vetiver domina e il cedro si sente sotto. È normale e non va corretto: il vetiver si integra più lentamente e occupa più spazio all'inizio. Al quattordicesimo il rapporto deve essersi riequilibrato, con il cedro in apertura e il vetiver come profondità. Se il vetiver domina ancora dopo tre settimane, ne hai messo troppo.

Durante l'attesa non filtrare le tinture in anticipo, e non farlo neppure a cinque settimane perché sembrano pronte. Non aggiungere olio essenziale di vetiver alla miscela nella prima settimana.

Come provarlo quando è pronto

Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso. Le tinture colorano la carta e non è un problema.

All'apertura senti il legno secco davanti e la terra dietro, con una punta alcolica che scompare in fretta. Dopo dieci minuti l'alcol è andato e resta il legnoso pieno, con il vetiver che si è alzato. Dopo un'ora è lo stesso odore, un poco più caldo, con il sandalo che ammorbidisce.

La cosa da osservare qui è quello che non succede. Metti una goccia sulla mouillette e riannusala a intervalli di un'ora: al primo controllo, al secondo e al terzo troverai quasi lo stesso profumo, più debole. Nelle altre ricette del ricettario, alla terza ora, hai in mano qualcosa di diverso da quello che avevi all'inizio. Questa è la differenza fra un profumo costruito su materie volatili e uno costruito su materie pesanti.

Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una piccola quantità all'interno del polso senza strofinare. Dura fra sei e sette ore, con l'ultima ora molto vicina alla pelle.

La variazione

Aggiungi cento gocce di bergamotto e cinquanta di limone al concentrato, portandolo da otto a tredici millilitri e riducendo l'alcol da venti a quindici millilitri.

Il risultato mostra la funzione di questa coppia. La testa agrumata occupa i primi venti minuti e rende il profumo brillante e immediato, poi se ne va e sotto trovi esattamente lo stesso legnoso di prima, intatto. Non è stato modificato: gli è stato messo davanti qualcosa. La durata complessiva non cambia, perché quello che dura sei ore è il fondo e il fondo è lo stesso.

È il motivo per cui cedro e vetiver funzionano come base per moltissime altre miscele: sono una struttura su cui si può appoggiare quasi qualunque testa, floreale, agrumata o speziata, senza che il fondo interferisca. Se prepari una quantità doppia di questa preparazione senza il concentrato agrumato, hai una base pronta per tre o quattro profumi diversi.

La seconda variazione inverte le proporzioni: venti millilitri di tintura di cedro e trenta di vetiver, con settanta gocce di cedro e centodieci di vetiver nel concentrato. Il profumo diventa terroso e affumicato, molto più scuro, e per molte persone difficile da portare. Con le stesse due materie hai un legno e una terra.

Cosa può andare storto