Cosa aspettarsi davvero

Un profumo orientale fatto in casa apre con una spezia dolce e un agrume breve, e in pochi minuti scende su un fondo di vaniglia, resine e legno. È denso fin dall'inizio e non ha una vera fase fresca: quello che senti nei primi minuti è già la direzione di tutto il resto.

Sulla pelle dura fra cinque e sette ore, ed è la durata più lunga fra le formule di questo ricettario. La ragione è semplice: le materie pesanti dell'orientale, resine e balsami, sono anche quelle che si estraggono meglio in casa e che evaporano più lentamente.

Rispetto a un profumo comprato manca la levigatezza. Nelle versioni commerciali la vaniglia è quasi sempre una molecola di sintesi che ha un profilo uniforme e prevedibile, mentre la tintura di vaniglia domestica ha una parte legnosa e una parte quasi affumicata che si sentono distintamente.

Questa è la famiglia che riesce meglio in casa, e per questo motivo è un buon punto di partenza per chi comincia. Il rischio è la pesantezza: tutte le materie tirano nella stessa direzione, e se non si interviene il risultato diventa una massa dolce senza articolazione. Chi non ama gli odori dolci non lo amerà nemmeno fatto bene.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Il chiodo di garofano e la cannella sono irritanti anche in quantità basse, e qui compaiono in dosi contenute proprio per questo. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.

Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non si applicano sulla pelle esposta al sole. In questa formula compare l'arancio dolce, che è meno problematico ma va comunque trattato con la stessa prudenza.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.

Ingredienti: trentotto millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; trenta gocce di tintura di vaniglia; venticinque gocce di tintura di benzoino; quindici gocce di olio essenziale di arancio dolce; dodici gocce di olio essenziale di cardamomo; dieci gocce di tintura di labdano; dieci gocce di legno di sandalo diluito al dieci per cento; otto gocce di olio essenziale di petitgrain; sei gocce di olio essenziale di mirra; quattro gocce di chiodi di garofano. In tutto centoventi gocce, circa quattro grammi, per una concentrazione vicina all'otto per cento.

L'accorgimento che fa la differenza è il petitgrain accanto all'arancio. È una testa più fresca e più amara di quanto la famiglia richiederebbe, e serve a dare un punto di appoggio al naso: senza, la miscela arriva tutta insieme e viene percepita come pesante anche quando le proporzioni sono corrette.

Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche. Le due tinture, vaniglia e benzoino, si possono anche preparare in casa lasciando macerare rispettivamente due baccelli incisi e dieci grammi di resina in cento millilitri di alcol per sei settimane, agitando ogni tre giorni. Se non trovi il sandalo, usa dieci gocce di legno di cedro dell'Atlante: il fondo diventa più asciutto e meno cremoso.

Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore.

Il procedimento per il profumo orientale

  1. Prepara la diluizione del sandalo al dieci per cento: un millilitro in nove di alcol, agitato e lasciato riposare un'ora.
  2. Versa i trentotto millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
  3. Aggiungi le tinture: trenta gocce di vaniglia, venticinque di benzoino, dieci di labdano. Agita per venti secondi. Il liquido diventa subito scuro.
  4. Aggiungi le dieci gocce di sandalo diluito e le sei di mirra. La mirra è la materia che impedisce alla vaniglia di diventare stucchevole: ha un lato amaro e leggermente medicinale che taglia il dolce. Lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
  5. Aggiungi le spezie: dodici gocce di cardamomo e quattro di chiodi di garofano. Annusa dopo i chiodi di garofano. Sopra le sei gocce diventano dominanti e la miscela sa di dolce natalizio invece che di profumo, e ci si accorge subito perché arriva una punta pungente in fondo al naso.
  6. Aggiungi le otto gocce di petitgrain, poi le quindici di arancio dolce.
  7. Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
  8. Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra. Con tre tinture in formula il rischio di intorbidimento permanente è alto: se il liquido si fa lattiginoso, fermati subito.
  9. Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita una volta alla settimana senza aprire.

L'attesa minima è di cinque settimane e il punto migliore è fra la settima e la nona. Oltre la dodicesima non cambia più.

Nel flacone la vaniglia sta cambiando. Le tinture domestiche nelle prime settimane hanno un lato alcolico e legnoso che copre la parte dolce, e chi annusa a due settimane trova quasi sempre che sappia di legno bagnato. Poi il legno arretra e la dolcezza sale. È l'unica formula del ricettario in cui la parte più caratteristica compare tardi.

Il colore diventa bruno scuro e il deposito è il più abbondante di tutte le ricette, perché le tinture sono tre. Sul fondo si forma uno strato di alcuni millimetri, previsto e da non toccare.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana il liquido è bruno e opaco e annusandolo senti soprattutto alcol, legno e spezie, con la vaniglia appena accennata. È giusto così.

Dopo tre settimane il deposito si è compattato e sopra il liquido è più limpido. Sulla carta la vaniglia è comparsa e sta sotto le spezie invece che dietro. Se invece a tre settimane senti un odore acido, quasi di aceto, la tintura di vaniglia era fatta con alcol a gradazione troppo bassa e i baccelli hanno fermentato: non c'è rimedio.

Alla quinta settimana il liquido sopra il deposito è limpido, di un ambra profondo. L'odore arriva unito e la mirra si sente come un bordo amaro che tiene il dolce. Il petitgrain, che nelle prime settimane sembrava fuori posto, ora si percepisce solo come un'apertura di aria fresca prima che tutto il resto arrivi.

Durante l'attesa non aprire più di una volta ogni due settimane. Non filtrare prima delle cinque settimane, perché il deposito sta ancora cedendo materia. Non aggiungere vaniglia nelle prime tre settimane, quando sembra sempre poca: è l'errore che porta a un profumo stucchevole al secondo mese.

Come provarlo quando è pronto

Filtra due volte, la seconda con due fogli di carta sovrapposti, e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.

All'apertura senti arancio e cardamomo, con il petitgrain che dà un attimo di amaro. Dopo dieci minuti l'agrume è andato e arrivano le resine, con la vaniglia che sale lentamente. Dopo due ore la carta ha vaniglia, benzoino e sandalo, con la mirra sotto come un'ombra asciutta.

Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso senza strofinare. La durata reale è di cinque o sette ore. Su pelle grassa questa formula rende molto più che su pelle secca, con una differenza che può arrivare a due ore.

La variazione

La prima variazione aumenta la vaniglia e serve a trovare il limite. Portala da trenta a cinquanta gocce lasciando tutto il resto invariato. Fino a quaranta il profumo guadagna corpo. A cinquanta la vaniglia copre le spezie, la mirra non riesce più a tagliare e il risultato diventa uniforme e piatto, con quella qualità dolciastra che stanca dopo mezz'ora. Il limite non è netto ma sta più o meno lì, e provarlo insegna più di qualunque regola.

La seconda variazione sostituisce il cardamomo con dodici gocce di pepe nero. L'orientale diventa più secco e più nervoso, e la dolcezza sembra minore anche se la vaniglia è la stessa. È un esempio di come una spezia possa cambiare la percezione del dolce senza toccarne la quantità.

La terza variazione toglie il petitgrain. Non ottieni un profumo più dolce: ottieni un profumo che sembra arrivare tutto insieme, senza inizio. Otto gocce su centoventi fanno questa differenza, ed è la ragione per cui una testa più fresca del previsto è quasi sempre la scelta giusta in un orientale.

Cosa può andare storto