Cosa aspettarsi davvero
Il profumo gelsomino vaniglia apre con il fiore quasi da solo: bianco, denso, con quella punta animale e leggermente indolica che il gelsomino ha sempre e che nei primi secondi può sembrare eccessiva. Dopo un quarto d'ora la punta si smorza e sale la vaniglia, che non arriva dolce come un dolce da forno ma scura, quasi legnosa, con un accenno di tabacco. Dopo due ore il gelsomino è un'ombra e la vaniglia occupa tutto.
Dura fra cinque e sei ore, ed è una delle preparazioni più persistenti del ricettario. Il merito è della vaniglia, che qui fa due lavori: porta il proprio odore e fa da fissativo, perché le sue molecole sono grandi e poco volatili e trattengono quelle del fiore. Un profumo comprato con la stessa struttura arriva a dieci o dodici ore e resta più costante, perché usa fissativi di sintesi molto più efficienti.
Il problema di questa coppia è che entrambe le materie invadono. Il gelsomino ha un potere odoroso enorme e la vaniglia copre qualunque cosa le stia vicino. Messe alla pari si annullano: senti una massa dolce indistinta in cui né il fiore né la resina si riconoscono. La soluzione è un rapporto molto sbilanciato.
Ha senso se ami i profumi dolci e densi. Se trovi il gelsomino stucchevole, questa ricetta lo sarà tre volte tanto.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. L'assoluta di gelsomino è fra le materie più sensibilizzanti del repertorio naturale e va usata diluita anche in preparazioni cutanee. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore, e ripeti il test anche se hai già usato altre preparazioni senza problemi.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica. Gli oli essenziali e le assolute non si ingeriscono mai.
Se raccogli fiori di gelsomino da una pianta, usa solo piante non trattate. I fiori vanno raccolti la sera o di notte, perché il gelsomino emette la maggior parte delle molecole odorose dopo il tramonto, e quelli raccolti a mezzogiorno hanno molto meno da dare.
In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima dell'uso.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di otto settimane, perché le due basi hanno tempi diversi: la vaniglia richiede sei settimane, il gelsomino tre, e le due preparazioni si sovrappongono.
Per la base di vaniglia ti servono quattro baccelli di vaniglia, pari a circa dodici grammi, e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa cento millilitri e ne userai trenta.
Per la base di gelsomino ti servono ottanta grammi di fiori freschi, in due lotti da quaranta, e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai venti.
Per la miscela ti servono trenta millilitri di base di vaniglia, venti di base di gelsomino, ventotto millilitri di alcol, quattordici di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: centosessanta gocce di assoluta di gelsomino al dieci per cento, quaranta di benzoino in soluzione alcolica, venticinque di ylang ylang, quindici di sandalo australiano.
Il rapporto interessante è quello fra le due basi: trenta millilitri di vaniglia contro venti di gelsomino, ma centosessanta gocce di assoluta di gelsomino contro nessuna goccia di vaniglia concentrata. Il gelsomino occupa quasi tutto il concentrato e la vaniglia quasi tutta la parte liquida. È il modo per farli convivere: uno sta in alto e l'altra in basso, e non si incontrano mai sullo stesso piano.
I baccelli di vaniglia si trovano al supermercato o in drogheria. L'assoluta di gelsomino nei negozi di materie prime; è costosa e si trova quasi sempre già diluita. Se non hai fiori freschi, salta la base di gelsomino e porta l'assoluta a duecento gocce: il profumo perde la parte più fresca e verde del fiore.
Servono tre vasi di vetro, un coltello affilato, colino, garza, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.
Il procedimento: le due basi e la miscela di gelsomino e vaniglia
- Incidi i baccelli di vaniglia per il lungo con un coltello affilato, apri e raschia i semi con la punta. Metti semi e baccelli tagliati a pezzi nel vaso.
- Versa i centoventi millilitri di alcol e chiudi. Tieni al buio, a temperatura ambiente fra i venti e i ventidue gradi, per quarantadue giorni, agitando due volte a settimana. La vaniglia è lenta: a tre settimane la base è ancora acquosa e non ha la parte scura.
- Nel frattempo, la sera, raccogli quaranta grammi di fiori di gelsomino appena aperti. Usali entro un'ora: il gelsomino continua a emettere odore dopo la raccolta e poi si spegne rapidamente.
- Metti i fiori nel secondo vaso, versa i centoventi millilitri di alcol e tienili sommersi con un piattino di vetro. Chiudi e lascia al buio dieci giorni, agitando ogni giorno.
- Al decimo giorno filtra con colino e garza, strizzando i fiori, e versa lo stesso alcol su un secondo lotto da quaranta grammi di fiori freschi. Prosegui altri dieci giorni. La ricarica è necessaria: una sola macerazione dà una base troppo debole.
- Filtra la base di gelsomino con la carta. Qui puoi fermarti: entrambe le basi si conservano al buio per un anno.
- Al quarantaduesimo giorno filtra la base di vaniglia con colino e carta. Il liquido è bruno scuro.
- Nel terzo vaso versa i trenta millilitri di base di vaniglia e i venti di base di gelsomino.
- Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il sandalo, poi il benzoino, poi l'ylang ylang, per ultima l'assoluta di gelsomino.
- Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare ventiquattro ore al buio. Qui puoi fermarti.
- Aggiungi i ventotto millilitri di alcol, agita un minuto e riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, lascia riposare quarantotto ore, metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo e travasa.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Le sei settimane della vaniglia sono le più lente del ricettario e la ragione è nella materia: le molecole responsabili dell'odore stanno legate dentro il baccello e l'alcol le stacca poco alla volta. A due settimane la base è già scura ma profuma poco, perché il colore viene dai pigmenti e l'odore da altro.
Nelle tre settimane del gelsomino succede il contrario: il fiore cede quasi tutto in dieci giorni, e da lì in poi la macerazione non aggiunge niente e comincia a estrarre le parti verdi del calice, che sono amare. Per questo si ricarica invece di prolungare.
Nelle due settimane della miscela le due materie trovano il loro posto. Al primo giorno senti una massa dolce in cui non distingui niente, e molti a questo punto pensano di aver sbagliato. Non è così: il gelsomino ha bisogno di dieci giorni per staccarsi dalla vaniglia e tornare in superficie.
Il colore resta bruno scuro per tutto il tempo e non è indicativo.
Come capire se sta andando bene
Nella base di vaniglia, alla seconda settimana, il liquido è bruno e l'odore è ancora debole, con una punta alcolica. È giusto così. Alla sesta l'odore è pieno e scuro, con la nota di tabacco. Se alla sesta senti ancora poco, i baccelli erano secchi e vecchi: prolunga di altre due settimane.
Nella base di gelsomino, al quinto giorno, il liquido è giallo e i fiori stanno imbrunendo. All'odore senti il gelsomino con la sua punta animale, e più forte di come lo senti sulla pianta. Se senti muffa o verdura, i fiori erano bagnati o sono rimasti emersi: la base va buttata. Al decimo giorno i fiori sono marroni ed esausti: se aspetti oltre, la base prende una nota di fieno.
Nella miscela, al settimo giorno, la vaniglia domina e il gelsomino si intuisce appena. È il momento in cui sembra tutto sbagliato ed è normale.
Al quattordicesimo giorno il gelsomino deve essere tornato in apertura, con la vaniglia che si sente dopo e non prima. Se la vaniglia domina ancora, dai altri sette giorni. Se dopo tre settimane il gelsomino non emerge, ne hai messo troppo poco rispetto alla base di vaniglia.
Un deposito scuro sul fondo viene dalle basi ed è normale.
Durante l'attesa non filtrare la vaniglia prima delle sei settimane. Non aggiungere assoluta di gelsomino al settimo giorno perché non lo senti: è la correzione più frequente e più dannosa, perché il gelsomino torna da solo e chi lo raddoppia si ritrova con un fiore che copre tutto.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso, tenendola lontana perché questo profumo è denso.
All'apertura senti il gelsomino, bianco e carnoso, con quella punta animale che alcuni trovano sgradevole nei primi trenta secondi. Sotto c'è già la vaniglia ma non si distingue. Dopo dieci minuti il fiore ha perso l'asprezza, si è ammorbidito, e la vaniglia comincia a salire mescolandosi. Dopo un'ora il gelsomino è ancora presente ma è diventato la parte alta di una cosa dolce e scura, e a due ore resta soprattutto la vaniglia con il sandalo sotto.
La cosa da osservare è che il gelsomino non sparisce di colpo: viene assorbito dalla vaniglia. È il fissativo che lo trattiene, e per questo lo senti ancora a un'ora quando in un soliflore floreale sarebbe già andato.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applicane pochissimo all'interno del polso: questa preparazione è densa e una quantità normale risulta eccessiva. Dura fra cinque e sei ore.
La variazione
Riduci la base di vaniglia da trenta a quindici millilitri, portando l'alcol da ventotto a quarantatré, e lascia tutto il resto invariato.
Il risultato insegna la cosa più utile su questa coppia. Il profumo diventa molto più chiaro: il gelsomino resta in primo piano per tutta la durata invece di essere assorbito, la dolcezza cala e la nota verde del fiore si sente fino alla fine. È un profumo più bello per molte persone. In cambio, la durata scende da sei ore a tre e mezza. Quindici millilitri di base di vaniglia valevano due ore e mezza di persistenza, e sono la stessa quantità che copriva il fiore.
È il compromesso che sta dietro a moltissimi profumi commerciali: più fissativo significa più durata e meno definizione della testa.
La seconda variazione sostituisce l'ylang ylang con il neroli, venticinque gocce al posto di venticinque. L'ylang ylang è denso, quasi burroso, e spinge la miscela verso il caldo; il neroli è più fresco e amaro e apre uno spiraglio verde nel dolce. Con la stessa vaniglia e lo stesso gelsomino ottieni un profumo da sera nel primo caso e uno portabile di giorno nel secondo.
Una variante da evitare è aggiungere tonka al benzoino: due materie cumarinate sopra la vaniglia producono una dolcezza che diventa nauseante entro la prima ora.
Cosa può andare storto
- Si sente solo vaniglia. Il gelsomino è sotto e tornerà, se non sono ancora passate tre settimane. Se sono passate, la base di vaniglia era troppa: diluisci con dieci millilitri di base di gelsomino o aggiungi quaranta gocce di assoluta.
- Il gelsomino ha una nota di feci o di gomma bruciata. È l'indolo, una molecola che il gelsomino contiene naturalmente e che in concentrazione risulta animale. Non è un errore. In diluizione si smorza: aggiungi venti millilitri di alcol e riprova dopo cinque giorni.
- La base di gelsomino sa di fieno. I fiori sono rimasti in macerazione oltre i dieci giorni e l'alcol ha estratto le parti verdi. Non si recupera.
- La base di vaniglia è debole dopo sei settimane. I baccelli erano secchi. Aggiungi due baccelli freschi incisi e prosegui altre tre settimane.
- Compare un deposito grasso e appiccicoso. Sono resine della vaniglia uscite dalla soluzione con il freddo. Filtra a freddo con carta doppia. Se il flacone finito lo rifà, tienilo a temperatura ambiente.
- Conservazione. Al buio e a temperatura ambiente questa preparazione dura due anni o più, la più stabile del ricettario: non contiene agrumi e le materie pesanti si conservano bene. Con il tempo il gelsomino si attenua e la vaniglia prende ancora più spazio, ed è un invecchiamento, non un difetto. Capisci che è andata quando compare una nota acida sotto il dolce.
