Cosa aspettarsi davvero
Un chypre fatto in casa apre con un agrume amaro, il bergamotto, e quasi subito sotto compare qualcosa di scuro e leggermente polveroso. Non c'è dolcezza in mezzo: il passaggio fra la parte fresca e quella amara è la cosa che definisce questa famiglia, e in una preparazione domestica si sente in modo persino più brusco che in un profumo commerciale.
Sulla pelle dura fra quattro e cinque ore. Il bergamotto tiene venti minuti, il cuore floreale un paio d'ore, il fondo chiude.
Va detto subito che la versione domestica è un'approssimazione, e per una ragione precisa. Il chypre storico si regge sul muschio di quercia, il cui impiego è oggi fortemente limitato dalle normative europee sui cosmetici per il suo potenziale sensibilizzante. Anche i profumi commerciali di oggi non sono più quelli di cinquant'anni fa. Qui useremo estratti già trattati e in dose bassa, integrati con altre materie che ne suggeriscono il carattere.
Ha senso farlo se vuoi capire perché il chypre è considerato elegante. Non ha senso se ti aspetti di ritrovare l'odore di un profumo di famiglia degli anni Settanta: quella cosa non è più riproducibile, né in casa né altrove.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. Il muschio di quercia e il labdano sono entrambi materie potenzialmente sensibilizzanti e vanno usate nelle quantità basse indicate. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona. Se compare rossore, non usarla sulla pelle.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. In questa formula il bergamotto è protagonista, quindi usa la versione FCF, priva di furocumarine.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.
Ingredienti: trentanove millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; trenta gocce di bergamotto FCF; quindici gocce di assoluta di rosa diluita al dieci per cento; dieci gocce di geranio; dieci gocce di tintura di labdano; otto gocce di estratto di muschio di quercia diluito al dieci per cento; dodici gocce di patchouli; dieci gocce di legno di cedro dell'Atlante; sei gocce di vetiver diluito al dieci per cento; quattro gocce di olio essenziale di ylang ylang. In tutto centocinque gocce, circa tre grammi e mezzo, per una concentrazione vicina al sette per cento.
Il labdano è la resina del cisto: ha un odore di ambra scura, cuoio e frutta secca, ed è la materia che nel chypre porta il calore che il muschio di quercia da solo non darebbe. Il patchouli, in dose contenuta, sostituisce parte del lavoro del muschio di quercia limitato: è terroso invece che di corteccia umida, ma copre lo stesso spazio.
Tutto si trova nei negozi di materie prime cosmetiche. Se non trovi il labdano, usa dieci gocce di tintura di benzoino, sapendo che il fondo diventa più dolce e meno cuoio. Se non trovi l'assoluta di rosa, usa venti gocce di geranio totali: il cuore diventa più verde e meno prezioso, ma la struttura tiene.
Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore.
Il procedimento per il chypre semplificato
- Prepara le diluizioni al dieci per cento di muschio di quercia, vetiver e assoluta di rosa, in flaconcini separati: un millilitro di materia in nove di alcol, agitati e lasciati riposare un'ora.
- Versa i trentanove millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
- Aggiungi il fondo: dieci gocce di tintura di labdano, otto di muschio di quercia diluito, dodici di patchouli, dieci di cedro, sei di vetiver diluito. Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora. Il fondo del chypre è la parte più complessa e ha bisogno di tempo per uniformarsi. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
- Annusa il fondo da solo, prima di aggiungere altro. Senti terra, resina scura e legno. Tienilo a mente, perché il senso di questa formula è il contrasto fra questo odore e quello che arriverà sopra.
- Aggiungi il cuore: quindici gocce di rosa diluita, dieci di geranio, quattro di ylang ylang. Il cuore floreale del chypre non deve farsi notare come fiore: serve a impedire che l'agrume cada direttamente sull'amaro.
- Aggiungi le trenta gocce di bergamotto FCF, per ultime.
- Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
- Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
- Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.
L'attesa minima è di sei settimane e il punto migliore è alla ottava. È fra le formule più lente del ricettario, perché il fondo contiene resine e radici che si distendono con calma.
Nel flacone accade il contrario di quello che ci si aspetta: la miscela non diventa più dolce, diventa più asciutta. Nelle prime settimane il labdano è evidente e dà l'impressione di un profumo caldo. Man mano che il muschio di quercia e il patchouli entrano in soluzione, quella dolcezza viene tirata indietro e resta come un fondo di frutta secca sotto una cosa amara. È il momento in cui il chypre diventa un chypre.
Il colore va dall'ambrato al bruno. Il deposito è abbondante per via del labdano e del patchouli, ed è normale.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana il liquido è scuro e torbido, e annusandolo senti bergamotto sopra una massa indistinta. È giusto così, ed è la fase in cui il chypre sembra due profumi sovrapposti.
Dopo tre settimane il torbido è sceso. Sulla carta il fiore comincia a farsi sentire fra l'agrume e il fondo, e il passaggio smette di essere un salto. Se invece a tre settimane senti soprattutto patchouli, con quel lato di negozio di incenso, ne hai messo più di quindici gocce oppure il tuo patchouli è particolarmente intenso: si corregge preparando una seconda base senza patchouli e unendola.
Alla sesta settimana il liquido è limpido con un fondo scuro compatto. L'odore ha una qualità che vale la pena riconoscere: fresco e amaro insieme, senza che nessuna delle due parti vinca. Questo contrasto tenuto in equilibrio è la ragione per cui il chypre viene percepito come elegante, e non è un giudizio estetico ma una descrizione della sua costruzione.
Durante l'attesa non aprire più di una volta ogni due settimane. Non filtrare prima delle sei settimane. Non aggiungere bergamotto perché l'apertura ti sembra corta: nelle prime settimane il fondo la copre, e alla sesta riemerge.
Come provarlo quando è pronto
Filtra e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.
All'apertura senti bergamotto amaro, con una punta verde. Dopo dieci minuti arriva il cuore: rosa e geranio, asciutti, con l'ylang che dà un accenno cremoso subito ripreso dal fondo. Dopo un'ora la carta ha soltanto il fondo: terra, legno, una dolcezza scura di frutta secca e sopra l'ombra umida del muschio.
Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso senza strofinare. La durata reale è di quattro o cinque ore. Su pelle grassa il fondo dura sensibilmente di più e la miscela risulta più dolce, mentre su pelle secca l'amaro prende il sopravvento.
La variazione
La prima variazione sposta il cuore da floreale a fruttato e mostra come nasce una sottofamiglia intera. Togli la rosa e l'ylang, e aggiungi dodici gocce di tintura di pesca secca o quindici gocce di olio essenziale di osmanto diluito al dieci per cento. Quello che ottieni è un chypre fruttato: la frutta si appoggia sul fondo amaro e produce un contrasto diverso, più morbido nell'attacco e altrettanto secco alla fine. È esattamente il meccanismo con cui, a partire dagli anni Venti, dal chypre originale sono nate decine di varianti.
La seconda variazione porta il patchouli da dodici a venti gocce e toglie il cedro. Il fondo diventa più terroso e più moderno, e la miscela si avvicina ai chypre contemporanei, che compensano proprio così la riduzione del muschio di quercia.
La terza variazione è utile e sconsigliabile insieme. Togli il muschio di quercia e lascia tutto il resto. Non ottieni un chypre più leggero: ottieni un legnoso floreale. La struttura si scioglie, perché è quel fondo umido e amaro a tenere insieme l'agrume in alto e la resina in basso. Provalo una volta per capire che cosa manca ai chypre di oggi.
Cosa può andare storto
- Il patchouli domina. Dose eccessiva o materia molto concentrata. Prepara una base identica senza patchouli e uniscila alla prima.
- Il profumo è solo amaro e sgradevole. Manca il cuore floreale, che spesso viene ridotto per risparmiare sull'assoluta di rosa. Aggiungi dieci gocce di geranio e aspetta due settimane.
- Compare rossore sulla pelle. Interrompi subito e lava con acqua e sapone neutro. Muschio di quercia o labdano. La miscela resta utilizzabile su carta e biancheria.
- Il liquido resta torbido dopo la filtrazione. Le resine cedono cere che non passano dal filtro di carta. Metti il flacone in frigorifero per dodici ore e filtra di nuovo a freddo: gran parte delle cere precipita.
- La miscela sa di muffa vera. Contaminazione, non maturazione. Il muschio di quercia ha un odore di corteccia umida che non va confuso con la muffa: la muffa punge in gola e ha un lato dolciastro. In quel caso si butta.
- Conservazione. Dura circa un anno e mezzo in vetro scuro, chiuso, sotto i venticinque gradi. Si capisce che è andato quando il bergamotto sa di scorza secca e il fondo diventa piatto e polveroso.
