Cosa aspettarsi davvero
Un fougère fatto in casa apre erbaceo e pulito, con la lavanda in evidenza e un agrume che le sta accanto per pochi minuti. Sotto arriva una dolcezza di fieno tagliato, che è la cumarina, e più in basso qualcosa di verde scuro e leggermente ammuffito nel senso buono, che ricorda l'odore di un bosco dopo la pioggia.
Sulla pelle dura fra quattro e cinque ore. La lavanda regge circa un'ora, il fieno arriva alla terza, il fondo verde chiude.
Rispetto ai fougère commerciali, che sono centinaia e occupano gli scaffali maschili da più di un secolo, qui mancano le molecole di sintesi che danno a quella famiglia la sua compattezza e la sua durata. Manca soprattutto il muschio di quercia nella forma in cui veniva usato un tempo, e su questo bisogna essere chiari perché cambia il risultato.
Ha senso farlo se vuoi capire una struttura, non se cerchi un profumo che somigli a quelli che hai annusato in profumeria. Riconoscerai la famiglia, e questo è già molto.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. Il muschio di quercia è fra le materie più regolamentate della profumeria proprio per il suo potenziale sensibilizzante, e le normative europee ne limitano fortemente l'impiego nei prodotti cosmetici. Gli estratti in commercio per uso amatoriale sono spesso già trattati per ridurre le sostanze responsabili, e vanno usati nelle quantità basse indicate qui.
Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona. Se compare rossore, non usare la preparazione sulla pelle.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. L'alcol è infiammabile e va tenuto lontano da fiamme. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.
Ingredienti: trentanove millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; trenta gocce di olio essenziale di lavanda vera; venticinque gocce di tintura di fava tonka; dodici gocce di bergamotto FCF; dieci gocce di geranio; otto gocce di estratto di muschio di quercia diluito al dieci per cento; dieci gocce di legno di cedro dell'Atlante; sei gocce di vetiver diluito al dieci per cento; cinque gocce di olio essenziale di salvia sclarea. In tutto centosei gocce, circa tre grammi e mezzo, per una concentrazione vicina al sette per cento.
L'accordo fougère si regge su tre elementi: lavanda, cumarina e muschio di quercia. La cumarina è la molecola che dà l'odore di fieno appena tagliato e nella fava tonka si trova in natura, quindi la tintura di fava tonka è la strada domestica per averla. Il muschio di quercia va comprato già diluito e usato in dose bassa, per le ragioni dette sopra.
Se non trovi il muschio di quercia, sostituiscilo con otto gocce di patchouli diluito al dieci per cento. Non è la stessa cosa: il patchouli è terroso e il muschio è più asciutto e di corteccia umida, ma la struttura regge lo stesso. Se non trovi la fava tonka, non esiste alternativa naturale accessibile: senza cumarina non è un fougère, è una lavanda legnosa.
Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore.
Il procedimento per il fougère in casa
- Prepara le due diluizioni al dieci per cento, muschio di quercia e vetiver, in flaconcini separati: un millilitro di materia in nove di alcol, agitati e lasciati riposare un'ora.
- Versa i trentanove millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
- Aggiungi le venticinque gocce di tintura di fava tonka. È l'elemento che tiene insieme tutto e va messo per primo, così ha più tempo per distendersi.
- Aggiungi il fondo: otto gocce di muschio di quercia diluito, dieci di legno di cedro, sei di vetiver diluito. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
- Aggiungi le trenta gocce di lavanda vera. Annusa: in questo momento senti lavanda e fieno separati, e la sensazione è di due cose che non c'entrano. È il punto di partenza normale.
- Aggiungi le dieci gocce di geranio e le cinque di salvia sclarea. Il geranio dà un lato di rosa che ammorbidisce la lavanda, la salvia porta un'ambiguità erbacea che nei fougère commerciali viene di solito da materiali di sintesi. La salvia sclarea è la materia da dosare con attenzione: sopra le otto gocce diventa dominante e sudata, e ci si accorge subito perché la miscela smette di sembrare pulita.
- Aggiungi le dodici gocce di bergamotto FCF.
- Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
- Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
- Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.
L'attesa minima è di cinque settimane, il punto migliore è fra la sesta e l'ottava. Oltre la decima non migliora.
Quello che succede nel flacone è il motivo per cui questa struttura è sopravvissuta più di un secolo. La lavanda e la cumarina, che nella prima settimana sono due odori distinti, si legano fino a produrre qualcosa che non è nessuno dei due: un odore pulito e caldo insieme, che nessuna materia singola possiede. È un accordo, cioè un insieme che si percepisce come unità, e in questa formula lo senti nascere.
Il colore va dal giallo chiaro all'ambrato per via della tintura. Sul fondo si deposita un velo scuro, previsto.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana il liquido è giallo e leggermente torbido. Annusandolo senti la lavanda sopra tutto, e il fieno dietro come una cosa separata. È giusto così: l'accordo non c'è ancora.
Dopo tre settimane il colore è più scuro e il velo è sceso. Sulla carta la lavanda e il fieno cominciano a sovrapporsi, e senti per la prima volta quella qualità che si riconosce come maschile classica. Se invece a tre settimane la lavanda sa di canfora e di prodotto per la casa, hai usato lavandino invece di lavanda vera: sono due piante diverse e la differenza è netta.
Alla sesta settimana il liquido è limpido, ambrato, con un deposito compatto. L'odore arriva unito e il muschio di quercia si sente sotto come un'ombra umida che tiene tutto insieme. Se il muschio non si percepisce affatto, la diluizione era troppo bassa oppure l'estratto era vecchio.
Durante l'attesa non aprire più di una volta ogni due settimane. Non filtrare prima delle cinque settimane. Non aggiungere lavanda perché ti sembra che cali: sta scendendo al suo posto, non sparendo.
Come provarlo quando è pronto
Filtra e travasa. Prova prima su carta, con una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori, poi annusa.
All'apertura senti bergamotto e lavanda, freschi e puliti. Dopo dieci minuti l'agrume è andato e la lavanda si è appoggiata sul fieno: è il cuore del fougère, ed è quello che riconosci in decine di profumi da uomo. Dopo un'ora resta il fondo: cedro asciutto, terra, e quella umidità di corteccia che il muschio di quercia porta.
Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso senza strofinare. La durata reale è di quattro o cinque ore, con il fondo che regge più a lungo su pelle grassa.
La variazione
La prima variazione toglie il geranio e lo sostituisce con dieci gocce di rosmarino. Il fougère diventa più aromatico e più secco, meno rotondo, e si sposta verso il registro delle acque aromatiche mediterranee. La struttura si riconosce comunque, ed è questo il punto: lavanda, cumarina e fondo muschiato restano, e sopra puoi cambiare quasi tutto.
La seconda variazione sostituisce la lavanda con trenta gocce di lavandino, che è l'ibrido usato per gran parte dei prodotti industriali. Il risultato è più canforato, più tagliente e immediatamente riconoscibile come detersivo. È utile provarlo, perché mostra quanto della percezione di un profumo dipenda dalla qualità di una singola materia e non dalla formula.
La terza variazione raddoppia la fava tonka, portandola a cinquanta gocce. Il fieno passa davanti e il profumo diventa dolce e quasi da pasticceria, perdendo l'asciuttezza che caratterizza la famiglia. È il confine oltre il quale un fougère diventa un altro tipo di profumo, e vale la pena toccarlo una volta per sapere dove sta.
Cosa può andare storto
- La lavanda sa di detersivo. Hai usato lavandino invece di lavanda vera, oppure una lavanda di distillazione industriale. Non c'è rimedio nella miscela fatta: la prossima volta cerca lavanda vera, indicata come Lavandula angustifolia.
- La miscela sa di sudore. Salvia sclarea in eccesso. Prepara una base identica senza salvia e uniscila.
- Non si sente il fondo. Muschio di quercia troppo diluito o vecchio. Aggiungi quattro gocce di patchouli diluito al dieci per cento dopo la filtrazione e aspetta una settimana.
- Compare rossore sulla pelle. Interrompi subito e lava con acqua e sapone neutro. Il muschio di quercia è la causa più probabile. Destina la miscela alla biancheria, dove funziona bene.
- Il profumo è dolce e senza carattere. Troppa fava tonka rispetto al resto. Aggiungi otto gocce di lavanda e quattro di cedro, aspetta dieci giorni e riprova.
- Conservazione. Dura circa un anno in vetro scuro, chiuso, sotto i venticinque gradi. Si capisce che è andato quando la lavanda diventa piatta e sopra compare un odore di grasso vecchio, oppure quando il liquido si intorbidisce dopo essere stato limpido.
