Cosa aspettarsi davvero

Un cologne moderno fatto in casa apre come una colonia classica: agrumi, tanti e tutti insieme, con un lato erbaceo. La differenza arriva dopo mezz'ora, quando invece di svanire lascia un fondo leggero che continua per ore. È la stessa apertura di trecento anni fa con una coda che allora non c'era.

Sulla pelle la versione con fondo dura fra tre e quattro ore. La versione classica, che prepareremo in parallelo per confronto, dura fra quaranta minuti e un'ora e mezza.

Rispetto a un profumo comprato mancano i fissativi di sintesi, che nelle colonie moderne industriali fanno lo stesso lavoro del nostro fondo naturale ma senza aggiungere odore proprio. Qui il fondo si sente, ed è un compromesso dichiarato: durata in cambio di un po' di limpidezza.

Ha senso farlo se ti interessa capire come nascono molti profumi nuovi, cioè prendendo una struttura nota e cambiando un solo elemento. Non ha senso se vuoi la colonia storica: quella è la versione senza fondo, che dura poco per costruzione e non per errore.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Fai il test cutaneo prima dell'uso: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.

Questa formula è quasi tutta agrumi, quindi la fototossicità è il punto principale. Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non si applicano sulla pelle esposta al sole. Usa solo versioni FCF, prive di furocumarine. Se non le trovi, usa la miscela sui vestiti.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per due preparazioni da cinquanta millilitri ciascuna, che si preparano insieme perché il confronto è il senso di questa ricetta.

Base comune, da dividere poi in due: ottantasei millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; sei millilitri di acqua distillata; quaranta gocce di bergamotto FCF; trentadue gocce di olio essenziale di limone FCF; venti gocce di arancio dolce; sedici gocce di petitgrain; dodici gocce di neroli; dodici gocce di rosmarino; otto gocce di lavanda vera.

Alla sola seconda metà si aggiungono, dopo la divisione: dieci gocce di legno di cedro della Virginia; otto gocce di tintura di benzoino; sei gocce di vetiver diluito al dieci per cento.

La colonia classica settecentesca era esattamente la prima metà: agrumi, neroli, un tocco di erbe aromatiche, in una soluzione alcolica leggera. Non aveva fondo perché non esistevano ancora le materie e le tecniche per costruirlo, e perché veniva usata in grandi quantità e riapplicata più volte al giorno.

Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche. Il neroli è la voce più costosa: se vuoi ridurre, usa sei gocce di neroli e dieci di petitgrain aggiuntive, sapendo che la miscela perde il lato floreale e diventa più verde.

Servono due flaconi di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e due flaconi finali con vaporizzatore.

Il procedimento per il cologne moderno

  1. Prepara la diluizione del vetiver al dieci per cento: un millilitro in nove di alcol, agitato e lasciato riposare mezz'ora.
  2. Versa gli ottantasei millilitri di alcol in un unico flacone grande, o in un contenitore di vetro pulito da almeno centocinquanta millilitri.
  3. Aggiungi le erbe: dodici gocce di rosmarino e otto di lavanda vera. Agita per dieci secondi.
  4. Aggiungi le dodici gocce di neroli e le sedici di petitgrain.
  5. Aggiungi gli agrumi: quaranta gocce di bergamotto, trentadue di limone, venti di arancio dolce. Agita per venti secondi.
  6. Aggiungi i sei millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
  7. Dividi la base in due flaconi da cento millilitri, quarantasei millilitri in ciascuno. Usa la pipetta e sii preciso: un'imprecisione qui rende il confronto inutile. Etichetta il primo come classica e il secondo come moderna.
  8. Al secondo flacone aggiungi dieci gocce di cedro della Virginia, otto di tintura di benzoino e sei di vetiver diluito. Agita per venti secondi.
  9. Chiudi entrambi, scrivi la data e riponi al buio. Qui puoi fermarti: non c'è altro da fare fino alla prova.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni entrambi i flaconi al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi, e agitali ogni tre giorni senza aprire.

La colonia classica è pronta in due settimane e non migliora dopo la terza: essendo fatta solo di materie leggere, non ha nulla da legare. La versione con fondo ha bisogno di quattro settimane perché il legno e la resina entrino completamente in soluzione, e alla sesta è al meglio.

Questa differenza di tempi è già un'informazione: la maturazione serve a legare materie di pesi diversi, e dove i pesi sono simili non serve quasi.

Nella versione moderna, dentro il flacone, il cedro e il benzoino si stanno posizionando sotto gli agrumi. All'inizio si sentono come una nota separata alla fine dell'annusata, poi diventano un pavimento.

Il colore della classica resta quasi incolore, quello della moderna vira al giallo. Il deposito è minimo in entrambe.

Vale la pena osservare una cosa che riguarda gli agrumi in generale. Le materie di testa perdono qualcosa a ogni apertura del flacone, e in una formula che è quasi tutta testa questo pesa più che altrove. Se apri i due flaconi ogni due giorni per curiosità, alla quarta settimana avrai una colonia più povera di quella che avresti avuto lasciandola in pace. È la ragione per cui in questa ricetta i controlli sono meno frequenti che nelle altre.

La seconda cosa riguarda la temperatura. Sopra i venticinque gradi gli oli agrumati si degradano in modo misurabile nel giro di poche settimane, e il primo segnale è un odore di scorza secca che prende il posto del frutto. Una mensola sopra un termosifone o vicino a una finestra esposta a sud basta a rovinare entrambe le versioni prima che siano pronte.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana entrambe sono limpide e chiare. Sulla carta sono ancora molto simili, con gli agrumi vivissimi e il resto poco leggibile. È giusto così.

Dopo due settimane la classica è pronta e nella moderna comincia a sentirsi il fondo. Se in una delle due compare un odore di scorza vecchia o rancida, gli agrumi erano già ossidati: è il difetto più comune di ogni colonia, ed è la ragione per cui gli oli agrumati vanno conservati in frigorifero.

Alla quarta settimana la moderna è limpida e gialla. Sulla carta l'apertura è identica alla classica, e la differenza compare solo dopo venti minuti. Se anche a quattro settimane la moderna sembra identica alla classica anche dopo mezz'ora, il fondo era troppo poco: aumenta cedro e benzoino del cinquanta per cento la prossima volta.

Durante l'attesa non aprire più di una volta a settimana. Non filtrare la classica, che non ne ha bisogno. Non aggiungere agrumi a nessuna delle due: la sensazione che l'agrume cali nelle prime settimane è normale e in gran parte si riprende.

Come provarlo quando è pronto

Filtra la versione moderna e travasa entrambe. Prendi due mouillette, cioè le strisce di carta assorbente su cui si prova il profumo, intingi una per miscela, aspetta dieci secondi che l'alcol evapori e annusale in parallelo.

All'apertura sono la stessa cosa: limone e bergamotto, con il neroli che dà una luce floreale e il rosmarino che tiene tutto pulito. Dopo dieci minuti sono ancora molto simili. Dopo venti minuti la classica ha perso metà della sua intensità e la moderna no. Dopo un'ora la classica è quasi vuota, con solo un ricordo di neroli, mentre la moderna ha ancora agrume sopra un legno secco.

Sulla pelle applica una sull'interno di ciascun polso. La classica dura fra quaranta minuti e un'ora e mezza, la moderna fra tre e quattro ore.

La variazione

La prima variazione cambia il fondo mantenendo la stessa testa. Prepara una terza porzione della base e aggiungi, al posto di cedro e benzoino, dodici gocce di muschio vegetale in diluizione al dieci per cento e otto gocce di tintura di fava tonka. La durata è simile ma la sensazione è completamente diversa: dove il cedro dava asciuttezza, la fava tonka dà una morbidezza di fieno e il risultato scivola verso il fougère. Con la stessa apertura hai un profumo di un'altra famiglia.

La seconda variazione mette come fondo dieci gocce di patchouli diluito al dieci per cento e sei di tintura di labdano. La colonia diventa scura e un po' amara dopo la prima ora, e si avvicina al chypre. È il terzo profumo con la stessa testa.

Fare le tre versioni insieme costa poco più che farne una, e mostra la cosa che questo articolo vuole insegnare: nella profumeria moderna moltissimi profumi nuovi nascono così, prendendo una struttura riconoscibile e sostituendo un solo elemento.

Cosa può andare storto