Cosa aspettarsi davvero
Il profumo tè verde apre con un agrume tenue e una nota vegetale asciutta che ricorda le foglie secche nel barattolo più della tazza. Dopo dieci minuti l'agrume è già calato e resta il tè, con un accenno amaro e polveroso. Dopo un'ora c'è pochissimo: una traccia di legno chiaro e di foglia.
Dura fra due ore e due ore e mezza, e non si sente a più di mezzo metro di distanza in nessun momento. Un profumo comprato di questa famiglia arriva a quattro o cinque ore, e comunque resta fra i più discreti in commercio.
Va detto subito che la leggerezza qui è una scelta e non un limite tecnico. Esiste una categoria di profumi costruita per essere discreta, e la discrezione si ottiene con due mezzi precisi: una concentrazione bassa e materie che per loro natura non si proiettano, cioè non si allontanano dalla pelle. Il tè verde è una di queste, e insieme agli agrumi leggeri costruisce un profumo che chi ti sta accanto sente solo se si avvicina.
Ha senso in un ufficio, in una riunione, in un ambiente chiuso o su chi non vuole imporre il proprio odore agli altri. Non ha senso se cerchi un profumo che si noti: non si noterà, e alzare la dose non risolve.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle: gli agrumi sono irritanti in concentrazione e il petitgrain può dare reazione. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.
Bergamotto e limone espressi a freddo sono fototossici e possono lasciare macchie scure sulla pelle esposta al sole dopo l'applicazione. La concentrazione bassa riduce il rischio ma non lo elimina: non applicare su zone scoperte prima di uscire di giorno, oppure cerca le versioni prive di bergaptene.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, nemmeno quelli che vengono da piante che si bevono in infusione. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima dell'uso.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno centocinquanta millilitri di prodotto finito, più delle altre ricette perché questo profumo va riapplicato e si consuma in fretta. La concentrazione è del tre per cento, la più bassa del ricettario.
Per la tintura di tè ti servono quindici grammi di tè verde in foglia, meglio se sencha o bancha, e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai trenta.
Per la miscela ti servono trenta millilitri di tintura di tè, novantasei millilitri di alcol a 90 gradi, diciannove millilitri di acqua distillata e cinque millilitri di concentrato, pari a circa centocinquanta gocce.
Il concentrato si divide così: cinquanta gocce di bergamotto, trentacinque di limone, trenta di petitgrain, venti di cedro atlantico, quindici di menta romana.
Cinque millilitri di concentrato su centocinquanta sono la metà di quello che si usa nelle altre ricette, ed è la scelta centrale. Non è risparmio: è quello che rende il profumo portabile in un ufficio. La stessa formula al sei per cento non sarebbe una versione migliore, sarebbe un altro profumo con un altro scopo.
Il tè verde va preso in foglia intera e non in bustine, che contengono polvere e frammenti e danno una tintura torbida e amara. Il sencha ha una nota più vegetale e marina, il bancha più legnosa e tostata: entrambi funzionano.
Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime; il tè in una torrefazione o in un negozio specializzato. Servono due vasi, colino, filtri di carta, imbuto, contagocce e due flaconi.
Il procedimento: la tintura di tè e la miscela leggera
- Metti i quindici grammi di tè in foglia nel vaso senza spezzarle: le foglie intere rilasciano l'aroma e trattengono i tannini, che sono la parte amara.
- Versa i centoventi millilitri di alcol a 96 gradi e chiudi.
- Tieni al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi, per sette giorni soltanto, agitando ogni giorno. Sette giorni sono pochi rispetto alle altre tinture ed è voluto: il tè cede l'aroma nella prima settimana e da lì in poi cede tannini, che portano un'amarezza astringente e un colore scuro senza aggiungere odore.
- Al settimo giorno filtra subito con colino e carta, senza premere le foglie. Premere estrae proprio i tannini che stavi evitando. Qui puoi fermarti: la tintura si conserva un anno.
- Nel secondo vaso versa i trenta millilitri di tintura di tè.
- Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il cedro, poi il petitgrain, poi la menta, poi il limone, per ultimo il bergamotto.
- Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare dodici ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Aggiungi i novantasei millilitri di alcol a 90 gradi lungo la parete. La gradazione più bassa non è un errore: in una preparazione così diluita l'alcol a 96 gradi risulterebbe pungente in apertura e coprirebbe il tè, che è la materia più delicata.
- Chiudi e agita un minuto. Il liquido è giallo verde e limpido.
- Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i diciannove millilitri di acqua distillata, agita e lascia riposare quarantotto ore.
- Metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo con la carta e travasa nei due flaconi, riempiendoli fino a due centimetri dal tappo.
L'attesa: cosa succede mentre matura
La settimana della tintura è breve per una ragione precisa. Il tè verde contiene sostanze aromatiche volatili, che escono nei primi giorni, e tannini, che escono lentamente e continuano a uscire finché le foglie restano nell'alcol. I tannini non profumano: danno amarezza e colore scuro. Una tintura di tè lasciata tre settimane è marrone, astringente e profuma meno di una lasciata sette giorni.
È il caso in cui aspettare di più peggiora, ed è l'opposto di quasi tutte le altre ricette del ricettario.
Il colore passa da incolore a giallo verde nel primo giorno e poi si scurisce lentamente: quando comincia a virare al bruno, i tannini stanno prendendo il sopravvento.
Nelle due settimane della miscela le materie si legano. In una preparazione così diluita il riposo conta più che altrove: al primo giorno senti alcol e agrume e il tè quasi non c'è, perché è coperto. Al quattordicesimo il tè è la materia principale. La bassa concentrazione rende ogni squilibrio più evidente e ogni assestamento più necessario.
Come capire se sta andando bene
Nella tintura, al terzo giorno, il liquido è giallo verde e le foglie si sono aperte. All'odore senti tè netto e vegetale, con l'alcol sopra. Se senti già amaro, il tè era di bassa qualità o conteneva polvere.
Al settimo giorno il liquido è giallo ambrato e l'odore è pieno. È il momento di filtrare e non va rimandato: al decimo giorno il colore è bruno e comincia l'astringenza.
Nella miscela, al settimo giorno, l'agrume domina e il tè si sente in coda. È normale.
Al quattordicesimo il tè deve essere davanti, con l'agrume che apre e si ritira in fretta. Se il tè non emerge, la tintura era troppo diluita o il tè era vecchio: aggiungi dieci millilitri di tintura, se te ne è rimasta.
Prova la proiezione, che in questa ricetta è un indicatore. Metti una goccia sul dorso della mano e allontanala a mezzo metro: non devi sentire quasi niente. Se lo senti chiaramente, la concentrazione è salita per errore di misura, e il profumo ha perso la sua funzione.
Durante l'attesa non prolungare la tintura oltre i sette giorni. Non premere le foglie durante il filtraggio. Non aggiungere concentrato perché ti sembra debole: è debole per costruzione.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso. Con una preparazione così leggera può essere necessario avvicinarla di più che con le altre.
All'apertura senti un agrume tenue e subito sotto il tè, vegetale e asciutto. Dopo dieci minuti l'agrume è quasi andato e il tè occupa tutto, con la menta che dà una freschezza appena percepibile e il petitgrain un amaro pulito. Dopo un'ora resta una traccia di foglia secca e di cedro.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una quantità generosa all'interno del polso e sul collo: a questa concentrazione una dose piccola non si sente affatto. Non strofinare.
Dura due ore e mezza e va riapplicato, ed è previsto dalla costruzione: un profumo pensato per non disturbare si consuma più in fretta di uno pensato per durare. Tieni un flacone piccolo in borsa e riapplicalo dopo pranzo.
La variazione
Alza la concentrazione e osserva che cosa perdi. Prepara la stessa formula con dieci millilitri di concentrato invece di cinque, cioè al sei per cento, riducendo l'alcol da novantasei a novantuno millilitri.
Il profumo diventa più forte e meno buono, e la ragione è interessante. Alla concentrazione doppia gli agrumi e la menta si proiettano, cioè si allontanano dalla pelle e si fanno sentire a distanza, mentre il tè no, perché è una materia che per natura resta vicina. Il risultato è che la parte agrumata prende il sopravvento e il tè, che era il soggetto, scompare sotto. Hai ottenuto un agrume mediocre al posto di un tè riuscito.
È la dimostrazione che la concentrazione non è un regolatore di volume ma un parametro che cambia i rapporti fra le materie, perché non tutte reagiscono allo stesso modo all'aumento.
La seconda variazione sostituisce il tè verde con il tè nero, quindici grammi al posto di quindici, con la stessa macerazione di sette giorni. Il tè nero è più tostato e più dolce, con una nota di frutta secca, e il profumo diventa più caldo e adatto all'inverno. Perde la parte vegetale e fredda.
Una variante da evitare è aggiungere un fondo di benzoino o vaniglia per allungare la durata: il dolce sotto il tè lo appesantisce e toglie proprio la qualità asciutta che rende questa ricetta portabile in un ambiente chiuso.
Cosa può andare storto
- La tintura è bruna e astringente. Macerazione troppo lunga o foglie premute durante il filtraggio. Non si recupera: la parte amara non si toglie. Rifai la tintura rispettando i sette giorni.
- Il profumo non si sente affatto. A questa concentrazione una dose piccola sparisce. Applicane di più, su collo e polsi, e su pelle appena idratata con una crema senza profumo, che trattiene meglio.
- Si sente solo agrume. La tintura di tè era debole o il tè era vecchio. Aggiungi quindici millilitri di tintura fresca e lascia riposare sette giorni.
- Il liquido è torbido. Il tè conteneva polvere o frammenti. Filtra di nuovo a freddo con carta doppia.
- Dopo tre settimane il tè è sparito e resta poco di tutto. Le preparazioni a bassa concentrazione hanno meno margine e invecchiano prima. Tieni i flaconi pieni e al fresco.
- Conservazione. Al buio e al fresco questa preparazione dura fra cinque e sette mesi, meno delle altre proprio per la concentrazione bassa: c'è meno materia odorosa e ogni perdita pesa di più. Capisci che è andata quando l'apertura agrumata sparisce e resta solo una nota di foglia stantia. Conviene farla in quantità che si consumino entro l'estate.




