Cosa aspettarsi davvero
Correggere un profumo fatto in casa è possibile più spesso di quanto si creda, ma non sempre, e sapere in anticipo quali problemi hanno rimedio evita di rovinare una miscela cercando di salvarla.
La regola generale è una sola e vale per tutti i casi: in una miscela alcolica si può aggiungere, non si può togliere. Ogni correzione consiste quindi nell'aggiungere qualcosa che riequilibri, oppure nel diluire l'insieme. Questo significa anche che ogni correzione aumenta il volume, e serve un flacone più grande di quello che pensavi.
Le correzioni non danno risultati immediati. Dopo ogni intervento servono almeno due settimane prima di giudicare, e in molti casi quattro. Chi corregge, riannusa il giorno dopo e corregge di nuovo peggiora quasi sempre la situazione.
Va detto anche che alcune miscele giudicate sbagliate migliorano da sole. Una miscela di due settimane non è ancora un profumo, e una miscela di sei mesi può essere diventata qualcosa di completamente diverso da quello che ricordavi.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle. Se il problema che stai correggendo è una reazione cutanea, non correggerlo: quella miscela non va più usata sulla pelle, e può essere destinata a biancheria, cassetti o ambiente.
Prima di riprovare una miscela corretta, rifai il test cutaneo: una goccia diluita all'incavo del gomito e ventiquattro ore di attesa. La correzione ha cambiato le proporzioni e il test precedente non vale più.
Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: se stai aggiungendo bergamotto, limone, lime, arancio amaro o pompelmo, usa versioni FCF e non applicare la miscela sulla pelle esposta al sole.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico.
Cosa serve e dove trovarlo
Per correggere servono poche cose ma vanno tenute pronte, perché il momento di intervenire arriva quando la miscela è già fatta.
Materiali: alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico, almeno cento millilitri; acqua distillata; un flacone di vetro scuro da duecento millilitri, perché correggere significa quasi sempre aumentare il volume; una pipetta graduata; un filtro di carta da caffè; un quaderno.
Materie utili per le correzioni più frequenti: tintura di benzoino e legno di cedro per aggiungere durata; bergamotto FCF e petitgrain per riaprire una testa debole; geranio e lavanda vera per riempire un cuore vuoto; vetiver diluito al dieci per cento per asciugare un eccesso di dolcezza.
Le quantità di correzione si calcolano in rapporto al volume esistente. La regola pratica è di non aggiungere mai più del venti per cento del volume in una sola volta, perché oltre quella soglia non stai correggendo ma facendo un altro profumo.
Se la miscela di partenza è cinquanta millilitri, una correzione tipica aggiunge fra le otto e le venti gocce di materia, oppure fino a dieci millilitri di alcol per diluire.
Il procedimento per correggere un profumo fatto in casa
- Prima di toccare qualsiasi cosa, metti da parte dieci millilitri della miscela originale in un flaconcino etichettato. Serve come riferimento e serve nel caso la correzione peggiori la situazione.
- Identifica il problema in una frase sola. Troppo forte, troppo dolce, senza durata, testa assente, sbilanciato su una materia, odore sgradevole comparso. Se non riesci a scriverlo in una frase, non sei pronto a correggere.
- Se il problema è che è troppo forte, diluisci. Aggiungi alcol in quantità pari a un quinto del volume, quindi dieci millilitri su cinquanta, e mezzo millilitro di acqua distillata. Agita e aspetta due settimane. Ripeti se serve, mai due volte di seguito senza attendere.
- Se il problema è uno sbilanciamento su una materia, non diluire: aggiungi le altre. Diluire riduce anche quello che era giusto. Prepara una base con tutte le materie tranne quella in eccesso, nelle stesse proporzioni originali, e uniscila alla miscela.
- Se il problema è la durata, aggiungi fondo. Da otto a quindici gocce di tintura di benzoino e da sei a dieci di legno di cedro su cinquanta millilitri. Aspetta quattro settimane, perché il fondo ha bisogno di tempo per legarsi.
- Se il problema è la testa assente, prova ad aggiungere agrumi ma sappi che quasi sempre non si recupera. Le materie di testa evaporano, e una miscela vecchia le ha già perse: aggiungerne di nuove dà una testa che sta sopra invece che dentro, e si sente.
- Se è comparso un odore sgradevole, fermati e distingui prima di intervenire. Un odore che punge in gola, dolciastro, con eventuale velo in superficie, è contaminazione: la miscela si butta. Un odore scuro, un po' animale o terroso, comparso gradualmente, è quasi sempre maturazione: aspetta altre quattro settimane senza toccare nulla.
- Dopo ogni correzione, scrivi sul quaderno che cosa hai aggiunto, quanto e in che data. Senza questo, alla terza correzione non saprai più che cosa contiene la miscela.
- Aspetta il tempo previsto prima di giudicare. Due settimane per una diluizione, quattro per un'aggiunta di fondo, due per un riequilibrio.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Tieni la miscela corretta al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.
I tempi dipendono dalla correzione: due settimane per le diluizioni e i riequilibri, quattro per le aggiunte di fondo, sei se hai aggiunto tinture.
Dopo una correzione succede una cosa che sorprende chi non l'ha mai vista: nella prima settimana la miscela sta peggio di prima. La materia aggiunta è ancora sopra le altre e si sente come un corpo estraneo. È la fase in cui si è tentati di correggere di nuovo, ed è il momento in cui bisogna non fare niente.
Se hai aggiunto tinture il colore si scurisce e può comparire un nuovo deposito, anche in una miscela già filtrata. È normale e richiede una seconda filtrazione alla fine.
Come capire se sta andando bene
Dopo una settimana dalla correzione, la miscela sembra peggiorata. Non è un segnale: è la norma. Non giudicare.
Dopo due settimane confronta con il campione da dieci millilitri che hai messo da parte, su due mouillette, cioè le strisce di carta assorbente su cui si prova il profumo. La domanda giusta non è quale delle due è più bella, ma se il problema che avevi identificato è ridotto.
Dopo quattro settimane il giudizio è affidabile. Se il problema è ridotto ma non risolto, puoi fare una seconda correzione nella stessa direzione, dimezzando la quantità rispetto alla prima. Se il problema è invariato, la correzione era sbagliata di direzione e conviene fermarsi.
Il segnale che è ora di smettere è preciso: quando dopo due correzioni la miscela non assomiglia più a quello che volevi né a quello che era, hai fatto un terzo profumo che non è né l'uno né l'altro. A quel punto conviene tenerlo così com'è, etichettarlo e riprovarlo dopo sei mesi.
Durante l'attesa non correggere di nuovo prima del tempo, non aggiungere per intuizione senza aver identificato il problema, non buttare una miscela che non ti convince prima di averla lasciata riposare sei mesi.
Come provarlo quando è pronto
Filtra se hai aggiunto tinture e travasa. Prova sempre in confronto con il campione originale, su due mouillette affiancate.
Annusa subito, dopo dieci minuti e dopo un'ora. Le correzioni si vedono in momenti diversi: una diluizione si sente subito, un'aggiunta di fondo si sente solo dopo un'ora, un riequilibrio si sente nel mezzo.
Sulla pelle prova la versione corretta su un polso e l'originale sull'altro, se ne hai conservato abbastanza. È l'unico confronto che dice davvero se la durata è migliorata.
Se dopo la correzione la miscela ti convince, riportala alla concentrazione desiderata e falla maturare altre due settimane prima dell'uso regolare.
La variazione
La prima variazione riguarda le miscele che non si salvano ma si trasformano. Una miscela troppo dolce e senza carattere può diventare un buon profumo per ambienti diluendola fino al due per cento in alcol e glicole: in una stanza, la dolcezza che sulla pelle stancava funziona benissimo.
La seconda variazione riguarda l'uso su tessuto. Una miscela sbilanciata o troppo forte spesso funziona sulla biancheria, dove l'evaporazione è più lenta e l'odore arriva attenuato. Una spruzzata su un fazzoletto dentro un cassetto è un modo di non buttare niente.
La terza variazione è l'attesa lunga, ed è la più sottovalutata. Prendi una miscela che consideri sbagliata, etichettala con la data e mettila in fondo a un mobile per sei mesi senza toccarla. Una parte non trascurabile delle miscele giudicate fallite, riannusate dopo mesi, risulta equilibrata: le materie hanno continuato a legarsi e quello che sembrava un eccesso è rientrato. Non funziona sempre, ma costa solo spazio in un armadio.
Cosa può andare storto
- La correzione ha peggiorato tutto. Hai giudicato troppo presto oppure hai corretto due cose insieme. Se hai conservato il campione originale, puoi ripartire da lì rifacendo la miscela.
- Dopo tre correzioni non capisci più che cosa hai in mano. È il motivo per cui serve il quaderno. Fermati, etichetta, metti via per sei mesi.
- La testa non torna. Nella maggior parte dei casi non si recupera. Le materie di testa perse si sostituiscono solo rifacendo la miscela.
- L'odore sgradevole non se ne va con l'attesa. Era contaminazione e non maturazione. Si butta. I segnali della contaminazione sono la punta dolciastra in gola e l'eventuale velo in superficie.
- Il volume è cresciuto troppo per il flacone. È il problema pratico più comune. Tieni sempre un flacone da duecento millilitri per le correzioni e travasa prima di aggiungere.
- Conservazione. Una miscela corretta dura quanto una miscela normale, fra otto mesi e due anni a seconda delle materie. Scrivi sull'etichetta la data dell'ultima correzione e non quella della preparazione originale, perché è da lì che ricomincia il conto.
