Cosa aspettarsi davvero

Che un profumo cambia sulla pelle è vero, e la spiegazione che circola è sbagliata. Non è il pH della pelle a trasformare le molecole: il pH cutaneo varia in un intervallo ristretto e le materie odorose di un profumo alcolico non subiscono reazioni chimiche apprezzabili in quel tempo e a quelle condizioni.

Quello che cambia davvero è la velocità di evaporazione, e dipende da tre fattori: la temperatura della pelle, la quantità di sebo e il livello di idratazione. La stessa miscela su due persone si apre in tempi diversi, dura in modo diverso e sembra sbilanciata in modo diverso.

La formula presentata qui è costruita per rendere il fenomeno evidente, e va provata su due persone o su due zone diverse della stessa persona. Apre agrumata, ha un cuore floreale leggero e un fondo legnoso, e dura fra tre e cinque ore a seconda della pelle.

Rispetto a un profumo comprato, una preparazione domestica risente di più di queste differenze, perché non ha i fissativi di sintesi che uniformano il comportamento. La stessa miscela può sembrare due profumi diversi.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Fai il test cutaneo: una goccia di miscela diluita all'incavo del gomito, ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona. Se la prova coinvolge un'altra persona, deve farlo anche lei.

Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici: bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non vanno sulla pelle esposta al sole. Usa versioni FCF, prive di furocumarine.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Solo vetro, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito.

Ingredienti: quaranta millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico; tre millilitri di acqua distillata; venti gocce di bergamotto FCF; quindici gocce di petitgrain; dodici gocce di geranio; dieci gocce di legno di sandalo diluito al dieci per cento; dieci gocce di tintura di benzoino; otto gocce di legno di cedro dell'Atlante; sei gocce di rosa diluita al dieci per cento; sei gocce di vetiver diluito al dieci per cento. In tutto ottantasette gocce, circa due grammi e nove decimi, per una concentrazione vicina al sei per cento.

La formula è deliberatamente equilibrata fra le tre parti, senza materie dominanti, perché serve a rendere leggibili le differenze fra pelli e non a essere un profumo interessante in sé.

Per le correzioni destinate a pelli diverse servono anche: tintura di labdano, tintura di vaniglia e sandalo diluito per la versione da pelle secca; bergamotto e petitgrain aggiuntivi per la versione da pelle grassa.

Tutto si trova in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche.

Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri, una pipetta graduata, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore. Per la prova servono due persone disponibili o, in mancanza, due zone diverse del proprio corpo.

Il procedimento per il profumo che cambia sulla pelle

  1. Prepara le diluizioni al dieci per cento di sandalo, rosa e vetiver: un millilitro di materia in nove di alcol, agitati e lasciati riposare un'ora.
  2. Versa i quaranta millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri.
  3. Aggiungi il fondo: dieci gocce di sandalo diluito, dieci di tintura di benzoino, otto di cedro, sei di vetiver diluito. Agita per venti secondi e lascia riposare mezz'ora. Qui puoi interrompere e riprendere il giorno dopo.
  4. Aggiungi il cuore: dodici gocce di geranio e sei di rosa diluita.
  5. Aggiungi la testa: quindici gocce di petitgrain e venti di bergamotto FCF.
  6. Agita per venti secondi e lascia riposare un'ora a temperatura ambiente, intorno ai venti gradi.
  7. Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra.
  8. Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni il flacone al buio, fra i diciotto e i ventidue gradi. Agita ogni tre giorni senza aprire.

L'attesa minima è di quattro settimane e il punto migliore è alla sesta.

Nel flacone le tre parti si stanno legando. Poiché nessuna domina, la maturazione è più regolare del solito e non ci sono ribaltamenti: quello che senti alla seconda settimana è già una versione riconoscibile di quello che sentirai alla sesta, solo meno unita.

Il colore va dal giallo chiaro all'ambrato. Il deposito è modesto.

Mentre aspetti conviene preparare la prova. Servono due persone con pelli diverse, un'ora di tempo senza altri odori intorno e nessun profumo addosso a nessuno dei due nelle dodici ore precedenti. Una crema per le mani applicata la mattina basta a falsare il confronto, ed è l'errore che rende inutili gran parte delle prove fatte in fretta.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana il liquido è giallo pallido e limpido. Annusandolo senti bergamotto e alcol, con il resto dietro.

Dopo tre settimane il cuore floreale è comparso e la miscela ha tre momenti leggibili. Se invece a tre settimane il geranio domina tutto, ne hai messo più di quindici gocce: si corregge preparando una base senza geranio e unendola.

Alla quarta settimana la miscela è pronta per la prova. A questo punto il controllo diventa un altro: non serve verificare la miscela ma prepararsi a osservarne il comportamento su pelli diverse, e per farlo servono due persone e un'ora di tempo.

Durante l'attesa non aprire più di una volta a settimana. Non filtrare prima delle quattro settimane. Non correggere l'equilibrio: la formula è pensata equilibrata proprio per rendere visibili le differenze di pelle.

Come provarlo quando è pronto

Filtra e travasa. La prova di questa ricetta è un confronto su due polsi diversi, e va fatta con metodo.

Applica la stessa quantità, una spruzzata, sul polso di due persone diverse, meglio se una ha la pelle grassa e l'altra secca. Non strofinare. Annusa entrambi i polsi subito, dopo dieci minuti, dopo un'ora e dopo tre.

Subito le due sono quasi identiche. Dopo dieci minuti compaiono le prime differenze: sulla pelle più calda la testa è già in ritirata e il cuore è arrivato, sulla pelle più fredda l'agrume è ancora presente. Dopo un'ora la differenza è netta: sulla pelle grassa la miscela è più dolce e più rotonda, perché il sebo trattiene le molecole pesanti e le rilascia lentamente; sulla pelle secca è più magra e già vicina al fondo.

Dopo tre ore su pelle grassa il profumo c'è ancora, su pelle secca spesso non più. La durata reale va da tre a cinque ore proprio per questa ragione.

Se non hai una seconda persona, il confronto si può fare su te stesso usando due zone con temperature diverse. Il polso è caldo, con le arterie vicine alla superficie; la parte interna dell'avambraccio, dieci centimetri più su, è più fredda. Applica la stessa quantità in entrambi i punti e segui l'evoluzione: la differenza è minore che fra due persone, ma è leggibile e dimostra la stessa cosa.

Vale la pena aggiungere una precisazione che riguarda la percezione. Parte di quello che si attribuisce alla pelle dipende in realtà dal naso di chi annusa: annusando il proprio polso per ore ci si adatta e si smette di percepire, mentre chi sente il profumo per la prima volta lo trova ancora presente. Prima di concludere che una miscela è sparita, fai annusare il polso a qualcun altro.

La variazione

La prima variazione corregge la formula per una pelle secca, che è il caso in cui una preparazione domestica rende meno. Aggiungi otto gocce di tintura di labdano, sei di tintura di vaniglia e cinque di sandalo diluito. Le materie grasse e resinose compensano in parte l'assenza di sebo e la durata sale di circa un'ora. Applicare su pelle appena idratata con una crema senza profumo aggiunge un'altra mezz'ora, e non è un trucco: il grasso della crema fa lo stesso lavoro del sebo.

La seconda variazione corregge per una pelle grassa, dove il fondo tende a prendere il sopravvento e la miscela diventa dolce e pesante. Aumenta il bergamotto a trenta gocce e il petitgrain a venti, e riduci il benzoino a sei. La testa regge di più e l'equilibrio torna.

La terza variazione riguarda la temperatura. Prova la stessa miscela sul polso e sull'interno del gomito della stessa persona. La zona del polso è più calda, con le arterie vicine alla superficie, e il profumo evolve visibilmente più in fretta. È il modo più semplice per verificare che la temperatura, e non il pH, è la variabile principale.

Cosa può andare storto

  • Su una persona il profumo sembra un'altra cosa. Non è un errore: è il fenomeno che questa ricetta serve a mostrare. Correggi la formula per quella pelle usando le variazioni.
  • Il profumo diventa acido su una pelle. Succede raramente e dipende quasi sempre da residui di sapone o di deodorante nella zona di applicazione. Lava, asciuga e riprova a distanza di un'ora.
  • Su pelle secca dura meno di due ore. Usa la prima variazione e applica su pelle idratata.
  • Il geranio domina. Dose sopra le quindici gocce. Prepara una base senza geranio e uniscila.
  • La miscela sembra piatta. È costruita equilibrata per scopi dimostrativi e non ha un carattere forte. Se vuoi un profumo da usare tutti i giorni, parti da qui e aumenta una delle tre parti.
  • Conservazione. Dura circa un anno in vetro scuro, chiuso, sotto i venticinque gradi. Si capisce che è andato quando il bergamotto sa di cartone e il fondo diventa piatto.