Cosa aspettarsi davvero

Il profumo sandalo rosa apre con la rosa in primo piano, ma già cremosa invece che verde: il sandalo la ammorbidisce fin dai primi secondi. Dopo mezz'ora i due si sono fusi in una cosa sola, densa e leggermente lattiginosa, che ricorda il latte tiepido con dentro qualcosa di floreale. Dopo tre ore la rosa è ancora percepibile, appoggiata su un legno cremoso che non sembra legno.

Dura fra sei e sette ore, molto per una preparazione domestica. Un profumo comprato con la stessa struttura arriva a dieci o dodici ore, perché contiene fissativi di sintesi più efficienti, ma la differenza qui è meno marcata che nei floreali senza fondo.

Questo accordo ricorre nella profumeria da più di un secolo e continua a essere rifatto. La ragione non è di gusto ma di materia: alcune molecole del sandalo trattengono quelle della rosa e ne rallentano l'evaporazione, e nello stesso tempo la loro dolcezza cremosa si sovrappone alla parte mielata della rosa senza contrastarla. Le due materie non si sommano soltanto, si tengono.

Ha senso se ti piacciono i profumi densi e caldi. Chi cerca una rosa fresca e verde deve fare il soliflore, perché qui la freschezza è tolta di proposito.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle: l'assoluta di rosa contiene componenti sensibilizzanti e il sandalo dà reazione in una piccola parte delle persone. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.

Se raccogli petali di rosa, usa solo piante non trattate con prodotti fitosanitari. Usa legno di sandalo destinato all'uso cosmetico, non decorativo.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica, e per le macerazioni evita coperchi metallici a contatto con il liquido. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di nove settimane, ed è dettato dal fatto che le due macerazioni hanno tempi molto diversi: il sandalo richiede sette settimane, la rosa quattro contando le ricariche. Si avviano insieme e la rosa finisce prima.

Per la tintura di sandalo ti servono trentacinque grammi di sandalo in scaglie sottili e centocinquanta millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa centoventi millilitri e ne userai trenta.

Per la base di rosa ti servono duecentoquaranta grammi di petali freschi in due lotti, o ottanta grammi di boccioli secchi, e centocinquanta millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa centoventi millilitri e ne userai venticinque.

Per la miscela ti servono trenta millilitri di tintura di sandalo, venticinque di base di rosa, ventitré millilitri di alcol, quattordici di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.

Il concentrato si divide così: centotrenta gocce di assoluta di rosa damascena al dieci per cento, settanta di sandalo australiano, venticinque di geranio bourbon, quindici di benzoino in soluzione alcolica.

Sul sandalo va detto come stanno le cose. Il sandalo indiano è specie protetta, il commercio è regolato, il prezzo è alto e il materiale in circolazione è spesso adulterato o non è sandalo. Le alternative legali sono il sandalo australiano, che ha un odore molto simile ma più secco e meno lattiginoso, e l'amyris, chiamato talvolta sandalo delle Indie occidentali, che è più economico e ha una cremosità più grossolana. Con il sandalo australiano questa ricetta funziona; con l'amyris il risultato è più ruvido e la parte lattiginosa manca.

Tutto si trova nei negozi di materie prime cosmetiche. Servono tre vasi, colino, garza, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.

Il procedimento: le due basi e il montaggio dell'accordo

  1. Riduci il sandalo in scaglie sottili. La resa dipende dalla superficie esposta, e con scaglie grosse otterrai una tintura pallida dopo sette settimane di attesa.
  2. Metti i trentacinque grammi nel primo vaso, versa centocinquanta millilitri di alcol e chiudi. Tieni al buio, fra i venti e i ventidue gradi, per quarantanove giorni, agitando due volte a settimana.
  3. Il giorno stesso avvia la base di rosa. Raccogli centoventi grammi di petali al mattino, elimina la base bianca di ogni petalo, mettili nel secondo vaso e coprili con centocinquanta millilitri di alcol, tenendoli sommersi con un piattino di vetro.
  4. Dopo sette giorni filtra la base di rosa con colino e garza, strizzando, e versa lo stesso alcol su un secondo lotto di centoventi grammi di petali freschi. Prosegui altri sette giorni.
  5. Filtra la base di rosa con la carta e conservala al buio. Qui puoi fermarti: la rosa aspetta il sandalo per cinque settimane senza deteriorarsi.
  6. Al quarantanovesimo giorno filtra la tintura di sandalo con colino e carta. Il liquido è ambrato e denso di odore.
  7. Nel terzo vaso versa i trenta millilitri di tintura di sandalo e i venticinque di base di rosa.
  8. Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il benzoino, poi il sandalo, poi il geranio, per ultima l'assoluta di rosa.
  9. Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare ventiquattro ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
  10. Aggiungi i ventitré millilitri di alcol lungo la parete e agita un minuto.
  11. Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
  12. Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, lascia riposare quarantotto ore, metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo e travasa nel flacone.

L'attesa: cosa succede mentre matura

La differenza di tempi fra le due materie è il punto di questa ricetta ed è utile capirne la ragione. I petali della rosa hanno pareti cellulari sottili e cedono in una settimana; il legno di sandalo ha una struttura lignificata e cede in sette. Chi le mette insieme dall'inizio, macerandole nello stesso vaso, ottiene una rosa esausta che passa cinque settimane a degradarsi nell'alcol mentre aspetta il sandalo. Per questo si preparano separate e si uniscono alla fine.

Nelle due settimane della miscela succede la cosa che rende famoso questo accordo. I santaloli del sandalo formano legami deboli con le molecole leggere della rosa e le trattengono, e nello stesso tempo la loro dolcezza si sovrappone alla parte mielata del fiore. Il risultato è che la rosa non solo dura di più: cambia carattere, diventa cremosa invece che verde.

Al primo giorno senti rosa e legno separati. Al settimo la rosa comincia ad addolcirsi. Al quattordicesimo non c'è più un confine.

Come capire se sta andando bene

Nella tintura di sandalo, alla terza settimana, il liquido è giallo ambrato e all'odore senti poco, con una punta lattiginosa. È giusto così e non significa che il sandalo sia falso. Alla settima settimana l'odore deve essere pieno e cremoso, percepibile a un palmo dal vaso. Se anche alla settima devi avvicinare il naso, o le scaglie erano grosse o il materiale non era sandalo.

Nella base di rosa, al settimo giorno, i petali devono essere bianchi e traslucidi e il liquido ambrato. Petali ancora colorati indicano un'estrazione incompleta.

Nella miscela, al settimo giorno, la rosa deve avere perso la punta verde. Se la senti ancora fresca e acidula come nel soliflore, il sandalo non ha ancora lavorato: aspetta.

Al quattordicesimo giorno prova sulla mouillette. La rosa deve arrivare per prima, cremosa, e il legno non deve essere identificabile come legno separato. Se senti il sandalo come una cosa a sé, aspetta altri cinque giorni.

Un deposito sul fondo viene dalle due basi ed è normale. Un intorbidimento spontaneo prima dell'acqua indica umidità entrata nel vaso.

Durante l'attesa non filtrare la tintura di sandalo prima delle sette settimane, che è la tentazione più forte perché il liquido è già colorato alla seconda. Non unire le due basi prima che il sandalo sia pronto. Non aggiungere assoluta di rosa nella prima settimana della miscela.

Come provarlo quando è pronto

Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso.

All'apertura senti la rosa già ammorbidita, con il geranio che le dà un taglio verde appena percepibile. Dopo dieci minuti la parte cremosa è cresciuta e il profumo diventa denso, con una qualità lattiginosa che ricorda il latte tiepido. Dopo un'ora la rosa è ancora lì ma è diventata la parte alta di un legno cremoso, e a tre ore i due sono indistinguibili.

Se hai preparato anche il soliflore di rosa, mettili su due mouillette e confrontali a un'ora di distanza: la differenza è netta e riguarda sia la quantità sia il carattere.

Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una piccola quantità all'interno del polso senza strofinare. Il calore favorisce la parte cremosa e la rende più evidente che sulla carta. Dura fra sei e sette ore.

La variazione

Cambia il rapporto e ottieni due profumi diversi dalla stessa coppia.

Nella prima versione porta la base di rosa da venticinque a quaranta millilitri e la tintura di sandalo da trenta a quindici, con centosettanta gocce di assoluta di rosa e trenta di sandalo. Il profumo diventa una rosa con un fondo cremoso: il fiore è protagonista per tutta la durata, la parte lattiginosa resta sotto. La durata scende a quattro ore e mezza.

Nella seconda porta il sandalo a quaranta millilitri e la rosa a quindici, con settanta gocce di assoluta e centosessanta di sandalo. Il profumo diventa un sandalo con un accenno floreale: cremoso e denso, con la rosa che si intuisce come una sfumatura. La durata sale a otto ore.

Preparane venticinque millilitri per ciascuna versione e provale insieme alla ricetta principale su tre mouillette. Le stesse due materie, negli stessi contenitori, con lo stesso metodo, danno tre profumi che nessuno metterebbe nella stessa famiglia. È qui che si capisce che il lavoro del profumiere è quasi tutto nelle proporzioni.

Una variante da evitare è sostituire il sandalo con l'amyris sperando di risparmiare: la cremosità dell'amyris è più ruvida e sotto la rosa risulta grassa invece che vellutata.

Cosa può andare storto