Cosa aspettarsi davvero

Un profumo settembre fatto in casa apre fresco e agrumato, come una scorza di bergamotto appena grattata, e nel giro di mezz'ora scende su qualcosa di più caldo e polveroso, vicino all'odore di una scatola di legno chiusa da tempo. In mezzo resta una parte erbacea, la lavanda, che tiene insieme le due cose. Sulla pelle dura fra tre e cinque ore, con la parte fresca che sparisce nella prima mezz'ora e il fondo che resta appoggiato vicino alla pelle.

Un profumo comprato dura molto di più perché contiene fissativi e molecole di sintesi costruite apposta per evaporare lentamente e per tenere insieme la struttura. Qui non ci sono. Questa è un'acqua profumata alcolica: evapora prima e cambia prima, e la differenza si sente soprattutto dopo la terza ora, quando un profumo commerciale è ancora presente e questo è quasi finito.

Ha senso farlo se ti interessa capire come si costruisce un passaggio fra due stagioni, perché questa è la formula più istruttiva del ricettario: si vede con il naso come una testa fresca può stare sopra un fondo caldo senza spaccarsi in due. Non ha senso se cerchi qualcosa che duri una giornata di lavoro.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Diversi oli essenziali sono irritanti o sensibilizzanti anche in piccole quantità, e la cannella, il chiodo di garofano e l'origano lo sono in modo marcato. Prima di usare la miscela sulla pelle, fai il test cutaneo: una goccia di preparazione diluita all'incavo del gomito, poi ventiquattro ore di attesa senza lavare la zona.

Gli agrumi espressi a freddo sono fototossici. Bergamotto, limone, lime, arancio amaro e pompelmo non si applicano sulla pelle che verrà esposta al sole nelle ore successive. Esistono versioni prive di furocumarine, indicate come FCF o defurocumarinizzate, che non hanno questo problema.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme, fornelli e fonti di calore. Usa solo vetro, mai plastica, sia per l'alcol sia per gli oli essenziali. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, in nessuna quantità e per nessun motivo. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità sono per cinquanta millilitri di prodotto finito, che riempiono un flacone piccolo con vaporizzatore.

Ingredienti: quaranta millilitri di alcol etilico a novantasei gradi per uso cosmetico o alimentare; tre millilitri di acqua distillata; venti gocce di olio essenziale di bergamotto FCF; dieci gocce di petitgrain; quindici gocce di olio essenziale di lavanda vera; otto gocce di geranio; dodici gocce di legno di cedro dell'Atlante; sei gocce di patchouli; venti gocce di tintura di benzoino; quindici gocce di tintura di fava tonka. Le gocce complessive sono centosei e pesano circa tre grammi e mezzo, quindi la concentrazione finale sta intorno al sette per cento.

L'alcol si trova in farmacia. Gli oli essenziali in erboristeria e nei negozi di materie prime cosmetiche, che tengono anche il benzoino e la fava tonka. L'acqua distillata si compra al supermercato nel reparto ferro da stiro, purché sia senza profumazioni aggiunte.

Se non trovi il petitgrain, usa altre cinque gocce di bergamotto: la testa diventa più dolce e meno amara. Se non trovi la tintura di fava tonka, sostituiscila con quindici gocce di tintura di vaniglia, e il fondo risulta più dolce e meno di mandorla. Per il benzoino non esiste una vera alternativa: senza, il ponte fra testa e fondo si assottiglia e la miscela si sente in due tempi staccati.

Servono un flacone di vetro scuro da cento millilitri per la maturazione, una pipetta graduata, un imbutino, un filtro di carta da caffè e il flacone finale con vaporizzatore.

Il procedimento per il profumo di settembre

  1. Versa i quaranta millilitri di alcol nel flacone da cento millilitri. Lavora su un tavolo libero, senza fiamme accese nella stanza.
  2. Aggiungi per prime le materie del fondo: venti gocce di tintura di benzoino, quindici di tintura di fava tonka, dodici di legno di cedro, sei di patchouli. Le materie pesanti si sciolgono più lentamente e conviene dare loro tempo.
  3. Chiudi il flacone e agitalo per una decina di secondi. Il liquido si intorbidisce leggermente: è normale e si chiarirà.
  4. Aggiungi il cuore: quindici gocce di lavanda vera e otto di geranio. Agita di nuovo. A questo punto puoi fermarti e riprendere il giorno dopo, senza che nulla si perda.
  5. Aggiungi la testa: venti gocce di bergamotto FCF e dieci di petitgrain. Le materie di testa vanno per ultime perché sono le più volatili e ogni apertura del flacone ne porta via una parte.
  6. Agita per venti secondi, poi lascia riposare per un'ora a temperatura ambiente, cioè intorno ai venti gradi.
  7. Aggiungi i tre millilitri di acqua distillata, un millilitro alla volta, agitando fra un'aggiunta e l'altra. L'acqua abbassa di poco la gradazione e aiuta le materie a distendersi. Se aggiungi troppa acqua il liquido resta lattiginoso e non torna limpido: è l'errore più comune, e si riconosce subito perché l'intorbidimento non si dirada dopo l'agitazione.
  8. Chiudi, etichetta con la data e riponi al buio.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Tieni il flacone in un mobile chiuso o dentro un sacchetto di carta, a temperatura stabile fra i diciotto e i ventidue gradi, lontano dai termosifoni e dal davanzale. Agita una volta ogni due o tre giorni, con un movimento breve, senza aprire.

L'attesa minima è di quattro settimane. A sei settimane la miscela è al suo punto migliore, e oltre le otto non migliora più: da lì in avanti la testa comincia solo a perdere.

Dentro il flacone l'alcol continua a sciogliere le componenti meno solubili delle tinture, e le molecole diverse smettono di comportarsi come materie separate. Nelle prime due settimane senti ancora il bergamotto da una parte e il benzoino dall'altra, come due voci che parlano insieme senza ascoltarsi. Dalla terza settimana cominciano a impastarsi e compare qualcosa che non era in nessuno dei due ingredienti.

Il colore passa da quasi incolore a un giallo paglierino, e sul fondo può depositarsi un velo scuro proveniente dalle tinture. Entrambe le cose sono previste.

Come capire se sta andando bene

Dopo una settimana il liquido è giallo chiaro e leggermente velato. Annusandolo dal flacone senti soprattutto alcol e, dietro, il bergamotto separato da tutto il resto. È giusto così: a questo punto la miscela non è ancora una miscela.

Dopo tre settimane il colore si è scurito verso il giallo ambrato e il velo si è in gran parte depositato sul fondo. Sulla carta senti che la lavanda ha cominciato a fare da ponte: non c'è più il salto brusco fra la parte fresca e quella dolce. Se invece a tre settimane senti un odore acido, tagliente, che ricorda la vernice, qualcosa non è andato, e quasi sempre la causa è alcol non adatto all'uso cosmetico o un flacone lavato con detersivo e non risciacquato bene.

Alla sesta settimana il liquido è limpido, con un deposito sottile e compatto sul fondo. L'odore ha una direzione unica: apre agrumato, prosegue erbaceo, chiude polveroso e dolce. Un deposito che si solleva in fiocchi quando agiti è normale e si toglie filtrando.

Durante l'attesa non aprire il flacone più di una volta a settimana, e solo per annusare. Non filtrare prima delle sei settimane, perché il deposito sta ancora cedendo materia al liquido. Non aggiungere ingredienti per correggere: una miscela giovane sembra sempre sbilanciata e quasi sempre si sistema da sola.

Come provarlo quando è pronto

Filtra con la carta da caffè, travasa nel flacone con vaporizzatore e prova prima su carta. Serve una mouillette, cioè la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingine la punta per un centimetro, agitala in aria per una decina di secondi per far evaporare l'alcol, e solo allora avvicinala al naso.

All'apertura senti il bergamotto e il petitgrain, freschi e leggermente amari, come la scorza verde di un agrume ancora acerbo. Dopo dieci minuti la parte fresca si è ritirata e resta la lavanda, erbacea e un po' canforata, con il geranio che le dà un lato quasi di rosa. Dopo un'ora sulla carta trovi solo il fondo: legno secco, una dolcezza polverosa da cipria e la mandorla della fava tonka.

Sulla pelle spruzza una volta all'interno del polso, senza strofinare. La sequenza è la stessa ma più veloce: la testa dura una ventina di minuti, il cuore un'ora e mezza, il fondo arriva a quattro o cinque ore stando molto vicino alla pelle.

La variazione

Se vuoi spostare la miscela verso l'estate, porta il bergamotto da venti a trenta gocce e riduci il benzoino da venti a dieci. La testa diventa più larga e più lunga, e il fondo smette di tirare verso il caldo: quello che ottieni assomiglia a una colonia con un accenno di legno. Il rischio è che la parte fresca resti sola, e dopo un'ora sulla pelle non trovi quasi niente.

Se vuoi spostarla verso l'autunno, lascia la testa com'è e porta la fava tonka da quindici a venticinque gocce, aggiungendo quattro gocce di olio essenziale di vetiver. Il fondo diventa più terroso e più lungo, e il bergamotto in apertura sembra un'incrinatura in una cosa scura invece che un inizio.

La terza variazione riguarda il cuore, ed è quella che insegna di più. Togli la lavanda e lascia tutto il resto identico. Quello che senti non è una miscela senza lavanda: è una miscela rotta, con l'agrume da una parte e il dolce dall'altra e un vuoto nel mezzo. È il modo più diretto per capire che cosa fa un cuore in una formula.

Cosa può andare storto