Cosa aspettarsi davvero
Il profumo cannella arancia apre con l'agrume in primo piano, dolce e pieno, e sotto una speziatura che si sente ma non si riconosce subito come cannella. Dopo un quarto d'ora la spezia sale e insieme arriva una nota secca e legnosa che tiene il tutto lontano dalla cucina. Dopo un'ora resta un caldo asciutto, con la cannella che si è ridotta a una traccia.
Dura fra quattro e cinque ore. Un profumo comprato con la stessa impostazione arriva a otto o dieci ore, perché contiene fissativi che qui mancano.
Il problema di questa coppia va detto prima di tutto il resto. Cannella e arancia insieme sono l'odore di una torta di mele, del vin brulè, dei biscotti di Natale: l'associazione è talmente forte che il naso la fa prima di aver finito di annusare. Per ottenere un profumo bisogna allontanarsi da quel riferimento, e si fa in due modi, abbassando molto la cannella e mettendo accanto una materia secca che nella cucina non c'è.
Ha senso se ti piacciono i profumi caldi e non ti dispiace il rischio che qualcuno ti dica che profumi di dolce. Se quella frase ti darebbe fastidio, questa ricetta non fa per te, perché il rischio non si azzera del tutto.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle, e la cannella è il caso più netto di tutto il ricettario. L'olio essenziale di corteccia di cannella è irritante e sensibilizzante anche in concentrazioni modeste, e può provocare arrossamenti e bruciore. Per questo la formula usa la cannella in quantità bassa e preferisce la foglia alla corteccia, che è meno aggressiva.
Il test cutaneo qui non è una formalità: diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore. Se compare qualsiasi rossore, non usare la preparazione sulla pelle. Può profumare la biancheria e i cassetti, dove funziona bene.
L'arancio dolce espresso a freddo è meno fototossico degli altri agrumi ma non del tutto innocuo: evita l'esposizione al sole sulle zone trattate.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, nemmeno quelli che vengono da spezie che in cucina si usano. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima dell'uso.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di sei settimane: quattro per la tintura di cannella e due per il riposo della miscela.
Per la tintura ti servono quindici grammi di cannella in bastoncini spezzati e centoventi millilitri di alcol etilico a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai quindici.
Per la miscela ti servono quindici millilitri di tintura di cannella, sessantatré millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici millilitri di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: centodieci gocce di arancio dolce, cinquanta di cedro atlantico, quaranta di vetiver, venti di cannella foglia, venti di benzoino in soluzione alcolica.
Venti gocce di cannella su duecentoquaranta sono la scelta centrale della ricetta. A quaranta il profumo comincia a somigliare a un dolce; a settanta è un dolce e basta. La cannella ha un potere odoroso enorme e un'associazione mentale altrettanto forte, e le due cose si sommano.
La nota secca che rompe l'associazione è il vetiver, che porta terra e fumo, cioè due cose che in una cucina non ci sono. Sono quaranta gocce e fanno più lavoro delle centodieci di arancia: senza di lui, con le stesse identiche proporzioni, il profumo scivola verso il forno.
Usa cannella foglia e non cannella corteccia: ha un odore più speziato e meno dolce, ricorda più il chiodo di garofano, ed è meno irritante. La corteccia è la versione da cucina.
Tutto si trova in erboristeria; i bastoncini al supermercato. Servono due vasi, colino, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.
Il procedimento: la tintura di cannella e la miscela
- Spezza i bastoncini di cannella in pezzi di un centimetro, schiacciandoli con il fondo di un bicchiere. Non ridurli in polvere: la polvere di cannella non si filtra e resta in sospensione.
- Metti i quindici grammi nel vaso e versa i centoventi millilitri di alcol.
- Chiudi e tieni al buio, fra i venti e i ventidue gradi, per ventotto giorni, agitando ogni due giorni.
- Al ventottesimo giorno filtra con il colino e poi con la carta, senza premere. La tintura è rosso brunastra. Qui puoi fermarti: si conserva due anni.
- Nel secondo vaso versa i quindici millilitri di tintura. Misurali con precisione: in questa ricetta cinque millilitri in più spostano il profumo verso il gastronomico, e non c'è modo di tornare indietro.
- Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il benzoino, poi il vetiver, poi il cedro, poi la cannella foglia, per ultimo l'arancio dolce.
- Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare ventiquattro ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Aggiungi i sessantatré millilitri di alcol lungo la parete e agita un minuto.
- Annusa la miscela a distanza di un palmo. Se in questo momento ti ricorda un dolce, la cannella è troppa e conviene correggere subito aggiungendo venti gocce di vetiver, prima che le materie si leghino.
- Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, agita e lascia riposare quarantotto ore.
- Metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo con la carta e travasa nel flacone.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Nelle quattro settimane della tintura l'alcol estrae dalla corteccia la cinnamaldeide, che è la molecola responsabile dell'odore e anche dell'irritazione. L'estrazione è veloce nei primi dieci giorni e poi rallenta, e prolungare oltre le sei settimane aumenta la parte irritante più di quella odorosa.
Il colore compare presto: già al terzo giorno il liquido è ambrato, e alla quarta settimana è rosso bruno.
Nelle due settimane della miscela succede la cosa che decide il risultato. La cannella e l'arancia, all'inizio, si sentono come una coppia sola e l'associazione con il dolce è al massimo. Man mano che il vetiver si integra, la parte terrosa entra sotto la coppia e la sposta: al quattordicesimo giorno il naso non fa più l'associazione automatica, perché c'è qualcosa che nella torta non ci sarebbe.
È il momento in cui il profumo si separa dalla cucina, e succede fra il settimo e il dodicesimo giorno. Chi giudica al terzo trova un dolce da forno e butta tutto.
Come capire se sta andando bene
Nella tintura, al settimo giorno, il liquido è ambrato e i pezzi di cannella sono più chiari. All'odore senti cannella netta, dolce e calda. Se senti un odore acidulo, i bastoncini erano umidi.
Al ventottesimo giorno l'odore è più pieno e meno dolce, con una punta legnosa che viene dalla corteccia. È il momento di filtrare.
Nella miscela, al terzo giorno, il profumo ricorda un dolce. È previsto e non va corretto.
Al settimo giorno il vetiver deve cominciare a sentirsi sotto. Annusa e cerca la terra: se non c'è, aggiungi venti gocce di vetiver.
Al quattordicesimo fai la prova decisiva. Metti una goccia sulla mouillette, aspetta un minuto, annusa e osserva la prima cosa che ti viene in mente. Se pensi a un dolce, la cannella è ancora troppo alta e conviene aggiungere trenta gocce di cedro e venti di vetiver, lasciando riposare altri sette giorni. Se pensi a legno e spezia, è riuscito.
Un deposito sul fondo viene dalla tintura ed è normale.
Durante l'attesa non aggiungere cannella per rinforzare, mai, in nessun momento: è la correzione che rovina questa ricetta più di ogni altra cosa. Non prolungare la tintura oltre le sei settimane. Non filtrare in anticipo.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso.
All'apertura senti l'arancia, dolce e piena, con una speziatura sotto che non identifichi ancora. Dopo dieci minuti la cannella emerge e insieme a lei arriva il vetiver: è il momento in cui si capisce se la ricetta ha funzionato, perché la terra e la spezia insieme non appartengono a nessun dolce. Dopo un'ora resta il legno secco con una traccia calda sopra, e l'arancia non c'è più.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo e solo se è andato bene, applica una quantità piccola all'interno del polso senza strofinare. Il calore favorisce la cannella e riporta il profumo un poco verso il dolce rispetto a come si sente sulla carta: è normale e va messo in conto.
Dura fra quattro e cinque ore. Se hai deciso di non usarla sulla pelle, funziona molto bene su un fazzoletto di stoffa dentro un cassetto, dove tiene per settimane.
La variazione
Aumenta la cannella e osserva dove va a finire. Porta la cannella foglia da venti a cinquanta gocce e la tintura da quindici a venticinque millilitri, riducendo l'alcol da sessantatré a cinquantatré.
Il profumo scivola verso il gastronomico in modo netto e immediato. Non diventa cattivo: diventa un'altra cosa, e chiunque lo annusi dirà che sa di dolce. Il vetiver, che nella versione principale bastava a rompere l'associazione, con questa quantità di cannella non ce la fa più.
Vale la pena preparare venticinque millilitri di questa versione e provarla accanto all'altra: sono trenta gocce di differenza e due categorie diverse. È la dimostrazione più chiara che in un profumo la quantità di una materia non ne cambia l'intensità, ne cambia la funzione.
La seconda variazione sostituisce l'arancio dolce con l'arancio amaro, centodieci gocce al posto di centodieci. L'arancio amaro è più secco e meno zuccherino, e allontana l'associazione con il dolce ancora prima che intervenga il vetiver. Il profumo è più austero e meno accogliente, e per molte persone più elegante.
Una variante da evitare è aggiungere vaniglia: con la cannella produce esattamente l'odore che questa ricetta cerca di evitare.
Cosa può andare storto
- Il profumo sa di torta di mele. La cannella è troppa rispetto alla parte secca. Aggiungi quaranta gocce di vetiver e trenta di cedro e lascia riposare sette giorni. Se non basta, diluisci con venti millilitri di alcol.
- Sulla pelle brucia o arrossa. Sospendi l'uso immediatamente e lava con acqua e sapone. La cannella è irritante e la reazione non passa con l'abitudine. Usa la preparazione per la biancheria.
- La tintura è torbida e non si schiarisce. La cannella era in polvere o i pezzi troppo piccoli. Lascia decantare quarantotto ore, travasa il limpido e butta il fondo.
- Non si sente quasi niente di speziato. La cannella foglia era vecchia o la tintura troppo poca. Aggiungi dieci gocce di cannella foglia alla volta, aspettando cinque giorni fra un'aggiunta e l'altra, e fermati appena senti il dolce comparire.
- Il colore è diventato marrone scuro. Viene dalla tintura ed è normale. Se compare anche un odore acido, il flacone è stato tenuto al caldo.
- Conservazione. Al buio e a temperatura ambiente questa preparazione dura fra dodici e diciotto mesi. La cannella e il vetiver sono stabili, l'arancia meno. Capisci che è andata quando l'apertura perde l'agrume e la spezia arriva subito, e a quel punto l'associazione con il dolce torna perché non c'è più niente che la contrasti in apertura.
