Cosa aspettarsi davvero
Il profumo erba tagliata apre verde e acquoso, con quella punta acidula che si sente passando accanto a un prato appena falciato. Dopo un quarto d'ora la parte acquosa cade e resta un verde più asciutto, che vira verso il fieno: dolce, polveroso, con un accenno di mandorla. Dopo un'ora c'è un fondo tenue di erba secca e legno chiaro.
Dura circa tre ore, poco per una preparazione con un fondo. Le molecole responsabili del verde sono fra le più volatili in assoluto e non c'è modo domestico di trattenerle a lungo. Un profumo comprato costruito sul verde arriva a sei o otto ore, perché usa molecole di sintesi appositamente costruite per resistere.
C'è una cosa da sapere sul verde prima di impegnare sette settimane: stanca in fretta. È una nota che il naso registra come segnale e a cui si adatta rapidamente, e in concentrazione alta diventa pungente dopo pochi minuti. Per questo la formula lo tiene contenuto e gli mette sotto un fondo dolce.
Ha senso se ti piacciono i profumi netti e un poco austeri. Chi cerca calore o dolcezza troverà questa preparazione acerba.
Prima di iniziare
Naturale non significa sicuro sulla pelle: la fava tonka contiene cumarina, che in alcune persone dà reazione, e il galbano è irritante in concentrazione. Prima dell'uso diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.
Se raccogli erba o fieno, prendili da prati non trattati con diserbanti o fertilizzanti: quello che sta sulla pianta finisce nell'alcol e poi sulla pelle. Evita bordi stradali e aree frequentate da animali.
L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica, e per le macerazioni evita coperchi metallici a contatto con il liquido. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, in nessuna quantità. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.
Cosa serve e dove trovarlo
Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di sette settimane: cinque per le due tinture, che si preparano in parallelo, e due per il riposo della miscela.
Per la tintura di fieno ti servono venti grammi di fieno secco e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai venticinque.
Per la tintura di foglie verdi ti servono sessanta grammi di foglie fresche, prese da erba di prato tagliata da poche ore, e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa ottanta millilitri e ne userai quindici.
Per la miscela ti servono venticinque millilitri di tintura di fieno, quindici di tintura di foglie, trentotto millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.
Il concentrato si divide così: ottanta gocce di foglie di violetta al dieci per cento, sessanta di petitgrain, quaranta di fava tonka in tintura, trenta di galbano, venti di cedro atlantico, dieci di menta romana.
Le molecole responsabili dell'odore di erba tagliata sono gli esenoli, che la pianta produce quando viene ferita e che si liberano nell'aria nei minuti successivi al taglio. Sono le stesse molecole che ricorrono in moltissimi profumi verdi, ed è per questo che l'odore risulta familiare a chiunque. In casa si ottengono facendo macerare le foglie appena tagliate, ed è una corsa contro il tempo: dopo qualche ora l'erba ne ha già rilasciata la maggior parte.
Il galbano è la materia verde per eccellenza, quasi violenta, e trenta gocce sono il massimo tollerabile. Le foglie di violetta portano il verde metallico e acquoso. Il fieno e la tonka fanno il fondo dolce.
Tutto si trova nei negozi di materie prime; il fieno in negozi di alimenti per animali o si prepara essiccando erba per due settimane. Servono tre vasi, colino, garza, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.
Il procedimento: le due tinture verdi e la miscela
- Metti i venti grammi di fieno secco nel primo vaso, spezzettandolo con le mani, e versa i centoventi millilitri di alcol. Chiudi e tieni al buio per trentacinque giorni, agitando due volte a settimana.
- Taglia l'erba e usala entro un'ora. Se puoi, taglia tu stesso le foglie con le forbici invece di raccogliere quelle già tagliate: l'odore comincia a svanire dal momento del taglio, e mezz'ora di ritardo si sente nella tintura.
- Spezzetta le foglie grossolanamente con le forbici, mettile nel secondo vaso e versa i centoventi millilitri di alcol, tenendole sommerse con un piattino di vetro.
- Chiudi e tieni al buio per sette giorni soltanto, agitando ogni giorno. Le foglie fresche non vanno lasciate oltre: dopo una settimana l'alcol comincia a estrarre clorofilla e sostanze amare, e la tintura prende un odore di verdura cotta che non si toglie più.
- Al settimo giorno filtra con colino e garza, strizzando le foglie, poi con la carta. La tintura è verde intenso. Qui puoi fermarti: si conserva un anno, anche se la parte più fresca cala dopo sei mesi.
- Al trentacinquesimo giorno filtra la tintura di fieno con colino e carta. È ambrata e dolce.
- Nel terzo vaso versa i venticinque millilitri di tintura di fieno e i quindici di tintura di foglie.
- Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il cedro, poi la tonka, poi il galbano, poi le foglie di violetta, poi il petitgrain, per ultima la menta.
- Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare dodici ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
- Aggiungi i trentotto millilitri di alcol lungo la parete e agita un minuto.
- Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire. Il fresco conta: le molecole verdi si degradano con il calore più di quasi tutte le altre.
- Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, lascia riposare quarantotto ore, metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo e travasa.
L'attesa: cosa succede mentre matura
Le due tinture hanno tempi opposti ed è la particolarità di questa ricetta. Il fieno secco ha bisogno di cinque settimane perché la cumarina, che dà la dolcezza di mandorla, esce lentamente dalla pianta essiccata. Le foglie fresche cedono tutto in sette giorni e da lì in poi peggiorano.
Nella tintura di foglie il colore verde brillante dei primi giorni vira al verde oliva già alla fine della settimana: è la clorofilla che si degrada e non riguarda l'odore, ma è il segnale che il tempo è scaduto.
Nelle due settimane della miscela il verde e il fieno si legano. Al primo giorno il galbano domina in modo quasi sgradevole e molti a questo punto pensano di aver esagerato. Non è così: il galbano scende di un piano nella seconda settimana e diventa il taglio del verde invece che il verde stesso.
La perdita di intensità del verde durante il riposo è reale e va messa in conto: alla fine il profumo è meno aggressivo di come sembrava al terzo giorno, ed è quello che si vuole.
Come capire se sta andando bene
Nella tintura di foglie, al terzo giorno, il liquido è verde brillante e l'odore è quello dell'erba tagliata, netto e riconoscibile. Se al terzo giorno non lo senti, le foglie erano state raccolte da troppo tempo prima della macerazione.
Al settimo giorno il liquido è verde oliva e l'odore è ancora buono ma meno fresco. È il momento di filtrare, e non va rimandato: al decimo giorno compare una nota di verdura bollita che non si toglie.
Nella tintura di fieno, alla seconda settimana, il liquido è ambrato chiaro e l'odore è debole. Alla quinta è pieno e dolce, con la nota di mandorla. Se senti muffa, il fieno non era secco.
Nella miscela, al terzo giorno, il galbano domina. È normale.
Al quattordicesimo il verde e il fieno devono sentirsi insieme, con il galbano che dà il taglio e non il carattere. Prova sulla mouillette e osserva quanto a lungo riesci ad annusarlo prima che il naso si stanchi: se dopo tre respiri non senti più niente, il verde è troppo alto e conviene aggiungere venti gocce di tonka.
Durante l'attesa non lasciare le foglie fresche oltre i sette giorni per nessuna ragione. Non aggiungere galbano nella prima settimana della miscela. Non filtrare la tintura di fieno in anticipo.
Come provarlo quando è pronto
Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso. Le tinture colorano la carta di verde e non è un difetto.
All'apertura senti il verde acquoso e tagliente, con quella punta acidula del prato falciato, e insieme il galbano che punge. Dopo dieci minuti la parte acquosa è caduta e il verde diventa più asciutto, con il petitgrain che porta un amaro pulito. Dopo un'ora il verde è quasi finito e resta il fieno: dolce, polveroso, con la mandorla della tonka e un legno leggero sotto.
La cosa da osservare è che il passaggio dal verde al fieno è un passaggio dalla pianta viva alla pianta secca, e in natura richiede giorni. Qui succede in un'ora sulla stessa striscia di carta.
Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una piccola quantità all'interno del polso senza strofinare. Il verde tiene meno che sulla carta, una ventina di minuti, e il fieno regge fino alle tre ore.
La variazione
Aggiungi una nota floreale e osserva che cosa succede al verde. Metti settanta gocce di gelsomino al dieci per cento e trenta di neroli nel concentrato, portandolo da otto a tredici millilitri e riducendo l'alcol da trentotto a trentatré millilitri.
Il verde smette di essere il soggetto e diventa lo sfondo. Il profumo si legge come un floreale, e la parte erbacea sta sotto a dare freschezza e struttura: è esattamente il ruolo che il verde ha nella maggior parte dei profumi commerciali, dove quasi non lo si nomina pur essendoci quasi sempre. Il fiore prende il centro e il verde diventa la cornice.
Provale insieme su due mouillette: nella prima versione il verde è quello che senti, nella seconda è quello che rende il fiore credibile. Le materie verdi sono le stesse e nella stessa quantità.
La seconda variazione riduce il galbano da trenta a dieci gocce, senza toccare il resto. Il profumo perde il taglio pungente e diventa molto più morbido, quasi tutto fieno, e il naso non si stanca più. Venti gocce di una sola materia decidono quanto a lungo si riesce ad annusare un profumo verde.
Una variante da evitare è aggiungere menta oltre le venti gocce: sopra il verde produce un effetto medicinale che cancella l'associazione con il prato.
Cosa può andare storto
- La tintura di foglie sa di verdura bollita. Le foglie sono rimaste oltre i sette giorni, oppure erano bagnate. Non si recupera.
- Il verde non si sente affatto. L'erba era stata tagliata da ore prima della macerazione e gli esenoli erano già andati. La prossima volta taglia tu stesso le foglie e mettile nell'alcol entro mezz'ora.
- Il profumo punge e stanca dopo due respiri. Galbano in eccesso. Aggiungi trenta gocce di tonka e dieci millilitri di tintura di fieno, se te ne è rimasta, e lascia riposare sette giorni.
- La tintura di fieno sa di muffa. Il fieno era umido. Non si recupera. Verifica che si sbricioli fra le dita prima di usarlo.
- Il profumo dura meno di due ore. Le molecole verdi sono volatili per natura e il fondo era leggero. Aggiungi venti gocce di benzoino, che allunga di mezz'ora senza cambiare il carattere.
- Conservazione. Al buio e al fresco questa preparazione dura fra sei e nove mesi. La parte verde è la prima a cedere e non c'è modo di proteggerla. Capisci che è andata quando l'apertura non è più acquosa e il profumo comincia direttamente dal fieno.
