Cosa aspettarsi davvero

Il profumo speziato fatto in casa con chiodi di garofano apre già scuro, senza freschezza: la prima cosa che senti è la spezia, calda e leggermente medicinale, con sotto un legno secco. Dopo mezz'ora è la stessa cosa, più rotonda, con la resina che è salita. Dopo tre ore è ancora quella, e dopo sei pure.

Dura fra sette e otto ore, la più persistente del ricettario. La ragione è che tutte le materie che la compongono hanno molecole pesanti e poco volatili: non c'è niente che possa evaporare in fretta perché non c'è niente di leggero. Un profumo comprato con la stessa struttura arriva a dodici ore, ma la differenza qui è la più piccola di tutto il ricettario.

Va detto quello che manca. Questa preparazione ha una testa quasi assente: non c'è il momento fresco e brillante dei primi minuti a cui si è abituati. Chi la annusa per la prima volta la trova pesante e chiusa, e la sensazione non passa dopo un quarto d'ora, perché non c'è un'apertura da aspettare. È una caratteristica della costruzione e va accettata.

Ha senso per la sera, per l'inverno e per chi cerca durata. Non ha senso se ti aspetti un profumo che si apra.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. I chiodi di garofano contengono eugenolo in percentuale altissima, ed è una molecola sensibilizzante: può provocare reazioni anche in persone che non ne hanno mai avute, e la sensibilizzazione una volta stabilita è permanente. Per questo la formula li tiene molto bassi.

Il test cutaneo è necessario: diluisci una goccia della preparazione finita in un cucchiaino di olio vegetale, applicala all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore. Se compare rossore o prurito, non usare la preparazione sulla pelle. Funziona bene per profumare la biancheria e gli armadi.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme e fonti di calore. Usa vetro sempre, mai plastica, e per le macerazioni evita coperchi metallici a contatto con il liquido. Gli oli essenziali non si ingeriscono mai, e vale in particolare per i chiodi di garofano, il cui olio è tossico se ingerito anche in piccole quantità nonostante la spezia si usi in cucina.

In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità danno cento millilitri di prodotto finito. Il tempo totale è di otto settimane: sei per le tinture, che si preparano in parallelo, e due per il riposo della miscela.

Per la tintura di chiodi di garofano ti servono dieci grammi di chiodi interi e centoventi millilitri di alcol a 96 gradi. Ne otterrai circa novanta millilitri e ne userai dieci soltanto. Per la tintura di legno ti servono trenta grammi di cedro in scaglie sottili e centocinquanta millilitri di alcol. Ne userai trenta.

Per la miscela ti servono dieci millilitri di tintura di chiodi, trenta di tintura di cedro, trentotto millilitri di alcol a 96 gradi, quattordici di acqua distillata e otto millilitri di concentrato, pari a circa duecentoquaranta gocce.

Il concentrato si divide così: novanta gocce di benzoino in soluzione alcolica, sessanta di cedro atlantico, quaranta di sandalo australiano, trenta di elemi, venti di chiodi di garofano.

Venti gocce di chiodi su duecentoquaranta, più dieci millilitri di tintura, sono pochissimo, e a ragione. L'eugenolo ha un potere odoroso fra i più alti di tutte le materie naturali: a quaranta gocce copre il legno, a sessanta il profumo sa di studio dentistico e nient'altro. È anche la materia più sensibilizzante della formula, quindi il dosaggio basso serve due volte.

I chiodi si trovano al supermercato: prendili interi, sodi e oleosi, non secchi e grigi. Il resto in erboristeria e nei negozi di materie prime. Se non trovi l'elemi, che è l'unica cosa vagamente fresca della formula, ometti le trenta gocce: il profumo diventa ancora più chiuso.

Servono tre vasi, colino, filtri di carta, imbuto, contagocce e un flacone.

Il procedimento: le tinture e il montaggio dello speziato

  1. Pesta leggermente i chiodi di garofano con il fondo di un bicchiere, giusto per spaccarli. Non ridurli in polvere: l'estrazione sarebbe troppo rapida e otterresti una tintura violenta e difficile da dosare.
  2. Metti i dieci grammi nel primo vaso e versa i centoventi millilitri di alcol.
  3. Riduci il cedro in scaglie sottili, mettilo nel secondo vaso e versa i centocinquanta millilitri di alcol.
  4. Chiudi entrambi i vasi e tienili al buio, fra i venti e i ventidue gradi, per quarantadue giorni, agitando due volte a settimana.
  5. Al quarantaduesimo giorno filtra le due tinture separatamente, prima con il colino e poi con la carta. La tintura di chiodi è bruno rossastra e molto intensa: ne userai un decimo, e il resto si conserva per anni. Qui puoi fermarti.
  6. Nel terzo vaso versa i trenta millilitri di tintura di cedro.
  7. Aggiungi i dieci millilitri di tintura di chiodi misurandoli con precisione, con una siringa da cucina o un misurino graduato. In questa ricetta due millilitri in più cambiano il profumo, e la correzione a valle è quasi impossibile.
  8. Aggiungi il concentrato contando le gocce a voce: prima il benzoino, poi il sandalo, poi il cedro, poi l'elemi, per ultimi i chiodi.
  9. Chiudi, agita trenta secondi e lascia riposare ventiquattro ore al buio. Qui puoi fermarti e riprendere l'indomani.
  10. Aggiungi i trentotto millilitri di alcol lungo la parete e agita un minuto. Il liquido è bruno scuro.
  11. Riponi al buio fra i sedici e i venti gradi per quattordici giorni, agitando una volta al giorno senza aprire.
  12. Al quattordicesimo giorno aggiungi i quattordici millilitri di acqua distillata, lascia riposare quarantotto ore, metti in frigorifero dodici ore, filtra freddo con carta doppia e travasa.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Le sei settimane servono a due materie molto diverse. I chiodi di garofano cedono in fretta: già alla seconda settimana la tintura è quasi al massimo, e le quattro settimane successive aggiungono soprattutto la parte legnosa del chiodo, che è utile perché ammorbidisce l'eugenolo. Il cedro invece è lento come tutti i legni e ha bisogno di tutte e sei le settimane.

La tintura di chiodi diventa scura in tre giorni ed è quella che colora di più fra tutte le tinture del ricettario.

Nelle due settimane della miscela succede una cosa utile da conoscere. All'inizio l'eugenolo domina e il profumo sembra sbilanciato: senti chiodi e poco altro, nonostante siano venti gocce su duecentoquaranta. Poi le materie pesanti si legano fra loro e l'eugenolo scende di un piano. Al quattordicesimo giorno i chiodi si sentono come una spezia dentro il legno e non più sopra.

Chi giudica al terzo giorno pensa di aver messo troppi chiodi. Quasi sempre non è vero, ed è la ragione per cui non bisogna correggere prima di due settimane.

Come capire se sta andando bene

Nella tintura di chiodi, al quinto giorno, il liquido è già bruno e l'odore è fortissimo. È normale. Alla sesta settimana l'odore è un poco più rotondo e meno pungente.

Nella tintura di cedro, alla seconda settimana, il liquido è ambrato chiaro e profuma poco. Alla sesta l'odore deve essere pieno. Se resta debole, le scaglie erano grosse.

Nella miscela, al terzo giorno, i chiodi dominano. Non correggere.

Al settimo giorno il legno deve cominciare a farsi sentire accanto alla spezia. Se i chiodi sono ancora soli, aspetta.

Al quattordicesimo fai la prova sulla mouillette: la spezia deve arrivare insieme al legno e non prima. Se senti solo chiodi, hai messo troppa tintura e l'unica correzione è diluire con venti millilitri di alcol e aggiungere venti gocce di cedro e dieci di sandalo, accettando che il profumo diventi più leggero.

Un deposito scuro sul fondo viene dalle tinture ed è normale. Il liquido non sarà mai completamente limpido.

Durante l'attesa non aggiungere chiodi in nessun momento e per nessuna ragione. Non filtrare la tintura di cedro in anticipo. Non aprire la miscela più di una volta a settimana.

Come provarlo quando è pronto

Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori e annusa a un palmo dal naso.

All'apertura senti la spezia calda con il legno sotto, senza niente di fresco davanti. È il momento in cui chi è abituato ai profumi commerciali resta spiazzato, perché manca l'apertura. Dopo dieci minuti l'elemi dà un accenno quasi resinoso e il quadro si allarga di poco. Dopo un'ora la spezia si è ridotta e il legno con la resina occupano tutto, con il sandalo che ammorbidisce.

Da lì in avanti cambia pochissimo. Riannusa la mouillette dopo tre ore e dopo sei: troverai lo stesso profumo, sempre più debole. È la caratteristica delle costruzioni fatte solo di materie pesanti.

Sulla pelle, dopo il test cutaneo, applica una quantità molto piccola all'interno del polso senza strofinare: questa preparazione è densa e una dose normale risulta invadente. Dura fra sette e otto ore e resta percepibile a distanza per le prime due.

La variazione

Aggiungi un agrume in apertura e osserva che cosa cambia. Metti centoquaranta gocce di arancio amaro nel concentrato, portandolo da otto a tredici millilitri e riducendo l'alcol da trentotto a trentatré millilitri.

Il cambiamento riguarda solo la prima impressione, e per questo è istruttivo. Nei primi quindici minuti il profumo ha un'apertura: è fresco, amaro, e sembra un profumo diverso. Poi l'agrume se ne va e sotto trovi esattamente lo stesso speziato di prima, intatto. La durata complessiva non cambia di un minuto, perché quello che dura otto ore è il fondo e il fondo non è stato toccato.

Serve a capire che cosa sia davvero una nota di testa: non una parte del profumo, ma un modo di presentarlo. Se ti manca l'apertura, aggiungila; se non ti manca, la versione senza è più coerente.

La seconda variazione sostituisce i chiodi di garofano con il pimento, dieci gocce al posto di venti e cinque millilitri di tintura al posto di dieci. Il pimento contiene anch'esso eugenolo ma in percentuale minore, e porta accanto una nota di pepe e cannella: il profumo diventa più complesso e meno medicinale, e la parte irritante cala.

Una variante da evitare è aumentare i chiodi per rinforzare: sopra le quaranta gocce il profumo diventa un odore da studio dentistico e non c'è correzione possibile.

Cosa può andare storto

  • Il profumo sa di studio dentistico. Eugenolo in eccesso. Diluisci con trenta millilitri di alcol e aggiungi trenta gocce di cedro e venti di sandalo, poi lascia riposare dieci giorni. La correzione riesce solo in parte.
  • Sulla pelle compare rossore o prurito. Sensibilizzazione all'eugenolo. Sospendi l'uso e non riprenderlo: la sensibilizzazione, una volta stabilita, è permanente e peggiora con le esposizioni successive. Usa la preparazione per la biancheria.
  • Il profumo sembra chiuso e non si apre mai. Non è un errore, è la costruzione. Se ti pesa, prepara la variazione con l'agrume.
  • La tintura di cedro è pallida dopo sei settimane. Scaglie troppo grosse. Aggiungi quindici grammi di scaglie sottili e prosegui tre settimane.
  • Il liquido resta scuro e torbido. Normale in questa formula: tre tinture e due resine non danno un liquido limpido. Filtra a freddo con carta doppia e accetta il residuo.
  • Conservazione. Al buio e a temperatura ambiente questa preparazione dura tre anni o più, la più longeva del ricettario. Migliora nei primi sei mesi, perché l'eugenolo continua ad ammorbidirsi. Capisci che è andata quando compare una nota acida o metallica sotto la spezia, cosa che succede solo se il flacone è stato tenuto al caldo per lungo tempo.