Cosa aspettarsi davvero

Il primo profumo fatto in casa con questa formula apre con un agrume netto, quasi pungente, il bergamotto che senti quando gratti la buccia. Dopo dieci minuti arriva la lavanda, erbacea e leggermente saponosa, il tipo di odore dei cassetti in campagna. Sotto, tenuto basso, il benzoino: una resina che ricorda la vaniglia scura e il legno bruciato.

Sulla pelle dura fra tre e quattro ore, con l'ultima ora in cui resta solo la resina, molto vicina alla pelle. Un profumo comprato in profumeria a parità di concentrazione ne dura dieci o dodici, e la ragione non è la qualità delle materie: contiene fissativi e molecole di sintesi che rallentano l'evaporazione e tengono insieme la struttura. Una preparazione domestica non li ha, quindi evapora prima e cambia prima.

Con tre sole materie sentirai ciascuna distintamente, una dopo l'altra, invece di una miscela unica. È voluto: serve a imparare a riconoscerle. Se cerchi un profumo complesso e sfumato, questa ricetta ti deluderà. Se vuoi capire come è costruito un profumo, è la più utile che puoi fare.

Prima di iniziare

Naturale non significa sicuro sulla pelle. Diversi oli essenziali sono irritanti o sensibilizzanti anche in piccole quantità, e la lavanda e il benzoino danno reazioni in una parte delle persone. Prima di applicare la preparazione finita, diluisci una goccia in un cucchiaino di olio vegetale, mettila all'incavo del gomito e aspetta ventiquattro ore.

Il bergamotto espresso a freddo è fototossico: se lo applichi sulla pelle e poi ti esponi al sole, può lasciare macchie che restano mesi. Non metterlo su zone scoperte nelle ore di luce, oppure usa la versione priva di bergaptene, che si trova indicata come tale.

L'alcol è infiammabile: lavora lontano da fiamme, fornelli accesi e fonti di calore. Usa solo contenitori di vetro, mai plastica, perché l'alcol e gli oli essenziali la aggrediscono. Gli oli essenziali non si ingeriscono, in nessuna circostanza e in nessuna quantità. In gravidanza, sui bambini piccoli e su chi ha la pelle reattiva conviene sentire un parere medico prima di usare qualunque preparazione profumata.

Cosa serve e dove trovarlo

Le quantità che seguono danno cento millilitri di prodotto finito, cioè un flacone medio.

Ti servono ottanta millilitri di alcol etilico a 96 gradi per uso cosmetico, tredici millilitri di acqua distillata e sette millilitri di concentrato odoroso, che corrispondono a circa duecentodieci gocce. Il concentrato si divide così: centocinque gocce di olio essenziale di bergamotto, settanta di olio essenziale di lavanda vera, trentacinque di benzoino in soluzione alcolica al venti per cento.

L'alcol a 96 gradi si compra in farmacia o nei negozi di materie prime cosmetiche; quello denaturato del supermercato non va bene, perché il denaturante ha un odore proprio che copre tutto. L'acqua distillata si trova al supermercato nel reparto ferramenta o stireria. Gli oli essenziali stanno in erboristeria e nei negozi di materie prime.

Il benzoino puro è una resina solida e si scioglie male: cerca la versione già in soluzione alcolica, chiamata anche tintura di benzoino, che in farmacia si trova senza difficoltà. Se non la trovi, puoi sostituirlo con un resinoide di labdano nella stessa quantità: il profumo diventa più cuoiato e meno vanigliato, ma il ruolo di fondo resta.

Come strumenti servono un contenitore di vetro scuro da almeno centocinquanta millilitri con chiusura ermetica, un contagocce di vetro, un imbuto piccolo, un filtro di carta da caffè e un flacone finale da cento millilitri. Il contenitore scuro è indispensabile: la luce degrada gli agrumi in poche settimane e li fa virare al rancido.

Il procedimento: come si compone il primo profumo

  1. Lava il contenitore di vetro con acqua calda e sapone, sciacqualo e lascialo asciugare completamente. Un residuo di acqua sul fondo intorbidisce la miscela.
  2. Versa nel contenitore i sette millilitri di concentrato, cioè gli oli essenziali da soli, senza alcol. Conta le gocce a voce: il contagocce ne rilascia una alla volta e perdere il conto è l'errore più comune. Metti prima il benzoino, che è denso e scende lento, poi la lavanda, poi il bergamotto.
  3. Chiudi e agita per trenta secondi. Il liquido diventa leggermente torbido e va bene così.
  4. Annusa il concentrato puro, avvicinando il contenitore senza infilarci il naso. È molto più forte di quello che sarà il profumo finito, e serve solo per avere un termine di paragone fra tre settimane.
  5. Lascia riposare il concentrato da solo per ventiquattro ore, chiuso e al buio. Le tre materie cominciano a legarsi fra loro prima che l'alcol le diluisca, e questo passaggio migliora il risultato finale in modo percepibile. Qui puoi fermarti e riprendere il giorno dopo.
  6. Aggiungi gli ottanta millilitri di alcol a 96 gradi. Versali lentamente, lungo la parete del contenitore, non al centro.
  7. Chiudi e agita per un minuto pieno. La miscela deve tornare limpida. Se resta velata, agita ancora trenta secondi: il benzoino ha bisogno di tempo per disperdersi.
  8. Riponi il contenitore al buio, a temperatura ambiente fra i diciotto e i ventidue gradi. Un mobile chiuso della camera va bene; il bagno no, perché l'umidità e gli sbalzi di temperatura durante la doccia accelerano il degrado degli agrumi.
  9. Agita il contenitore una volta al giorno, con un movimento breve, senza aprirlo. Aprire fa evaporare la parte più leggera, che è proprio l'agrume.
  10. Dopo quattordici giorni aggiungi i tredici millilitri di acqua distillata. Va messa alla fine e non all'inizio: l'acqua rallenta l'estrazione e, se la aggiungi subito, il benzoino si separa e forma fiocchi sul fondo che non si ridisciolgono.
  11. Agita, poi lascia riposare altre quarantotto ore. In questo tempo la miscela può intorbidirsi: è normale, ed è il momento in cui alcune molecole poco solubili escono dalla soluzione.
  12. Filtra con la carta da caffè appoggiata nell'imbuto, versando poco alla volta. Il passaggio richiede una ventina di minuti e non si può accelerare premendo, perché la carta si rompe. Travasa nel flacone finale e chiudi.

L'attesa: cosa succede mentre matura

Le due settimane servono a una cosa sola, e non è l'estrazione: qui non ci sono materie vegetali da estrarre, gli oli essenziali sono già estratti. Serve a far legare fra loro le molecole delle tre materie, un processo che in profumeria si chiama semplicemente maturazione.

Quello che succede è che le molecole più leggere e più reattive, quelle del bergamotto, reagiscono in piccola parte con l'alcol e con i componenti della resina. Il risultato è che gli spigoli si smussano: il profumo del primo giorno è aggressivo e diviso in tre blocchi separati, quello del quattordicesimo è più continuo.

Per i primi cinque o sei giorni non noterai niente di diverso e la tentazione di considerarlo finito è forte. Non lo è. Il cambiamento avviene fra il settimo e il decimo giorno, e chi filtra prima ottiene un profumo che sa ancora di alcol e in cui la lavanda resta scollegata dal resto.

Oltre le tre settimane non migliora più, e oltre le sei il bergamotto comincia a perdere freschezza. Il momento buono è quello indicato.

Come capire se sta andando bene

Il primo controllo va fatto dopo sette giorni. Il liquido deve essere limpido e di un colore che va dal giallo paglierino all'ambrato chiaro, che viene dal benzoino. Un velo di torbidità è normale, un liquido lattiginoso no e indica che è entrata acqua nel contenitore. Sul fondo può esserci un deposito finissimo, quasi una polvere: è resina non completamente disciolta e non è un problema, verrà tolta dal filtro.

All'odore, a questo punto, senti soprattutto alcol, e sotto un agrume che sembra separato dagli altri due. È giusto così. Se invece senti una nota che ricorda la cera di una candela spenta o la vernice, il bergamotto si sta ossidando: quasi sempre significa che il contenitore prende luce o che è stato aperto troppo spesso.

Il secondo controllo è al quattordicesimo giorno, prima di aggiungere l'acqua. L'alcol si è attenuato e le tre materie cominciano a sentirsi come una cosa sola. Il colore si è scurito di poco. Se il profumo ti sembra piatto e senza l'agrume in apertura, il contenitore non chiudeva bene.

Il terzo controllo è dopo il filtraggio. Il liquido deve essere perfettamente limpido e scorrere senza residui. L'odore, sulla carta, deve avere i tre passaggi distinti.

Durante l'attesa non aprire il contenitore per annusare più di una volta alla settimana. Non filtrare in anticipo, perché il deposito che vedi al settimo giorno sta ancora lavorando. Non aggiungere altre gocce di olio essenziale a metà strada per correggere il profumo: la miscela non è finita e quello che senti adesso non è quello che sentirai.

Come provarlo quando è pronto

Prova prima su carta. Serve una mouillette, la striscia di carta assorbente su cui si prova il profumo: puoi ritagliarla da un cartoncino bianco non patinato, larga un centimetro e lunga dieci. Intingi la punta per mezzo centimetro, aspetta un minuto che l'alcol evapori, e solo allora annusa tenendola a un palmo dal naso.

All'apertura senti il bergamotto quasi da solo, secco e acido. Dopo dieci minuti l'agrume si è ridotto di metà ed è comparsa la lavanda, che occupa il centro. Dopo un'ora l'agrume è sparito del tutto, la lavanda è diventata più dolce e sotto si è aperto il benzoino, che sa di vaniglia scura e di legno.

Sulla pelle, se il test cutaneo è andato bene, metti una piccola quantità all'interno del polso e non strofinare, perché lo sfregamento accelera l'evaporazione della testa. La sequenza è la stessa ma più veloce, e il calore della pelle porta avanti la resina prima. Dopo due ore resta solo il fondo, e a quattro ore lo senti soltanto avvicinando il naso al polso.

La variazione

Sostituisci il bergamotto con il limone, nella stessa quantità di centocinque gocce, e non cambiare nient'altro. Il risultato è istruttivo proprio perché cambia poco: il profumo è diverso nella prima mezz'ora e identico dopo. Il limone è più acido e più tagliente, apre con più forza e sparisce prima. Dal minuto trenta in avanti le due versioni sono indistinguibili, perché quello che resta è lavanda e benzoino.

È la dimostrazione pratica di che cosa sia una nota di testa: la parte che decide la prima impressione e non contribuisce a niente altro.

La seconda variazione agisce sulle proporzioni. Porta la lavanda da settanta a centoquaranta gocce, lasciando invariati bergamotto e benzoino, e otterrai centoquindici millilitri di prodotto con una concentrazione leggermente più alta. Il profumo perde l'apertura brillante e diventa dal principio erbaceo e pulito. Non è peggiore, è un altro profumo, e la differenza sta in settanta gocce.

La terza variazione è sconsigliabile e vale la pena spiegarla. Raddoppiare il benzoino sembra la strada per far durare di più, ma la resina in eccesso non si dissolve nell'alcol diluito e forma un velo che resta sulla pelle. La durata cresce di poco, la limpidezza si perde.

Cosa può andare storto