Il gelsomino non si distilla: il vapore lo brucia, e da un chilo di fiori messi in un alambicco non esce niente che profumi di gelsomino. Per questo tutta la profumeria lo ha sempre estratto con il grasso o con i solventi, e per questo chi cerca come fare il profumo al gelsomino trova metodi lunghi dove per la lavanda basterebbe una pentola. Qui si vedono i due metodi che funzionano in casa, l'enfleurage con il grasso e la macerazione, con i tempi e le rese vere, e il terzo, il più semplice, che parte dall'assoluta comprata e la porta in alcol nelle proporzioni giuste. Con le fonti, e con il limite oltre il quale il gelsomino sulla pelle non va.
Come fare il profumo al gelsomino: perché il fiore non si distilla
I fiori di gelsomino continuano a produrre profumo per ore dopo la raccolta, e il loro odore è fatto di molecole che il calore degrada: l'acetato di benzile, l'indolo, il jasmone. La distillazione in corrente di vapore, che funziona per la lavanda e la rosa, dà con il gelsomino un'acqua quasi inodore e nessun olio. Le rese sono documentate da Ernest Guenther, che nel 1952 raccolse i dati di Grasse nel suo trattato The Essential Oils: servono da 300 a 400 chili di fiori per un chilo di concreta, la pasta cerosa ottenuta con il solvente, e dalla concreta si ricava circa la metà del peso in assoluta. Bisogna partire da questo numero, perché spiega sia il prezzo dell'assoluta sia il motivo per cui in casa si ottiene poco. I fiori si raccolgono all'alba, quando la produzione di profumo è al massimo, e vanno lavorati entro poche ore: il gelsomino grandiflorum di Grasse e il gelsomino sambac dell'India hanno odori diversi, il primo più caldo e animale, il secondo più verde e fresco, e in casa si usa quello che cresce in giardino. Il metodo storico con cui si è imparato come fare il profumo al gelsomino, e che a Grasse si è usato fino agli anni Trenta del Novecento, è l'enfleurage.
Come fare il profumo al gelsomino con l'enfleurage
L'enfleurage a freddo usa un grasso inodore steso su una lastra di vetro. In casa va bene un grasso vegetale solido e senza odore, oppure lo strutto raffinato, steso in uno strato di mezzo centimetro su un piatto di vetro piano. Sul grasso si appoggiano i fiori appena colti, uno accanto all'altro senza premerli, si copre con un secondo piatto e si lascia al buio per ventiquattro ore. Poi i fiori esausti si tolgono con una pinzetta e se ne mettono di nuovi. A Grasse la carica si ripeteva fino a trenta volte sullo stesso grasso, come riporta il Museo internazionale della profumeria, e in casa sotto le venti cariche la pomata profuma poco. Alla fine si ha una pomata, cioè il grasso carico di profumo, che si può usare così, come profumo solido, oppure lavare con alcol a 96 gradi: si sciolgono la pomata e l'alcol in un barattolo chiuso, si agita ogni giorno per una settimana, si mette in frigorifero perché il grasso si rapprenda e si filtra l'alcol, che ora contiene il profumo. È il metodo lento, e quello che dà il risultato più fedele al fiore. Il metodo veloce è la macerazione in olio: fiori coperti di olio di jojoba o di mandorle, cambiati ogni giorno per dieci giorni. Chi cerca come fare il profumo al gelsomino con la macerazione deve sapere che l'olio prende il profumo ma anche l'acqua dei fiori, e può irrancidire in poche settimane.
Con l'assoluta comprata: le proporzioni
Il terzo metodo per come fare il profumo al gelsomino salta la pianta. L'assoluta di gelsomino si compra dai fornitori di materie prime per profumeria in quantità da un grammo, ed è un liquido denso, scuro, che a odore puro sembra quasi sgradevole per l'indolo. Si diluisce in alcol etilico a 96 gradi, quello per liquori e non il denaturato, e qui le proporzioni contano. L'IFRA, l'associazione internazionale che fissa i limiti d'uso delle materie prime, nel suo quarantanovesimo emendamento del 2020 limita l'assoluta di gelsomino grandiflorum a circa lo 0,7 per cento del prodotto finito applicato sulla pelle. In un flacone da 30 millilitri sono circa 0,2 grammi di assoluta, cioè poche gocce: il gelsomino profuma molto e ne serve poco. Per costruire un profumo intero si aggiungono un fondo, un sandalo o un muschio, e una testa di agrumi, fino a un concentrato totale del 15 per cento, e si lascia riposare quattro settimane al buio prima di giudicare. Per chi si chiede come fare il profumo al gelsomino senza aspettare i fiori, questa è la strada che dà il risultato più stabile.
Quello che il gelsomino di casa non può dare
Chi ha imparato come fare il profumo al gelsomino con questi tre metodi deve sapere che nessuno restituisce l'assoluta di Grasse, e va detto prima di cominciare. L'enfleurage in casa, con venti cariche di fiori da una siepe, produce una pomata che profuma in modo netto ma tenue e un alcol che si sente per un'ora. La macerazione in olio dà un olio da corpo, non un profumo. L'assoluta comprata dà il risultato più vicino, ma il profumo che ne esce è un gelsomino attenuato dal limite dello 0,7 per cento, molto lontano dalle fragranze commerciali, che usano ricostruzioni sintetiche del fiore senza quel limite. Su una cosa non c'è margine: l'assoluta pura sulla pelle non va messa, e le indicazioni dell'IFRA sono l'unica fonte da seguire sul punto.
Da dove partire
Se hai una siepe di gelsomino, l'enfleurage con un grasso vegetale e venti cariche di fiori è il metodo che insegna di più e rende un profumo vero, anche se piccolo. Se non hai i fiori, un grammo di assoluta, alcol a 96 gradi e una bilancia da decimo di grammo bastano per un flacone che regge il confronto con il fiore. Sapere come fare il profumo al gelsomino vuol dire soprattutto sapere che non si distilla, e che il tempo è l'ingrediente che pesa di più.
